Ci sono progetti musicali che nascono per essere ascoltati e altri che sembrano chiedere qualcosa di più: di essere attraversati: ecco Tiny Little Thing.
Barbara De Dominicis firma un nuovo viaggio musicale tra voce, improvvisazione e sperimentazione elettronica. Un’opera che si lascia ispirare da Samuel Beckett per esplorare le fragilità e le contraddizioni dell’esistenza.
Tiny Little Thing, il nuovo lavoro di Barbara De Dominicis, appartiene a questa seconda dimensione. Un’opera che supera i confini della forma musicale tradizionale per trasformarsi in un’esperienza sensoriale, dove la voce diventa materia e il suono si fa custode di emozioni.
In uscita il 6 novembre 2026 per l’etichetta indipendente Dissipatio, il progetto prende liberamente ispirazione da Not I, il celebre monologo teatrale del 1973 di Samuel Beckett. Nell’universo beckettiano la parola si frammenta, la voce diventa un flusso autonomo.
Da questa suggestione Barbara De Dominicis sviluppa una personale ricerca sonora, trasformando la tensione del testo teatrale in una narrazione musicale imprevedibile.
Il risultato è un labirinto emotivo nel quale si intrecciano abbandono, desiderio, alienazione… Non ci sono percorsi prestabiliti né una storia da seguire in senso convenzionale. Ci sono piuttosto frammenti, presenze, tracce e improvvise trasformazioni che invitano l’ascoltatore a costruire una propria esperienza.
La voce dell’artista è il centro mobile di questo universo. Si moltiplica, si spezza, si nasconde tra le trame elettroniche e riaffiora in forme inattese. Accanto a essa convivono strumenti acustici, registrazioni ambientali e manipolazioni sonore, in un continuo dialogo tra dimensione organica e artificio tecnologico.
Le sessioni di registrazione hanno coinvolto un gruppo di musicisti invitati a improvvisare seguendo indicazioni e suggestioni sottili. Barbara De Dominicis ha scelto di conservare anche elementi apparentemente marginali: il movimento delle dita, il respiro profondo della tuba, melodie incomplete e parole spezzate. Dettagli che, anziché essere eliminati in fase di produzione, diventano parte integrante della composizione.
Tra i musicisti coinvolti figurano Marco Bonini, Bernardo Casertano, Luke Caulfield, Alessandro Ciccarelli, Stefano Costanzo, Cosimo Damiano, Ambra Chiara Michelangeli, Cristian Maddalena, Milena Punzi e Gianluca Taddei. Un insieme di sensibilità differenti che contribuisce a costruire un paesaggio sonoro mutevole, sospeso tra tensione e delicatezza.
Anche l’artwork, firmato da Raffaella Nappo, dialoga con questa dimensione immateriale, evocando attraverso le immagini un mondo interiore fragile, rarefatto eppure intensamente vivo.
Con Tiny Little Thing, Barbara conferma una ricerca artistica che non cerca rassicuranti definizioni di genere. La sua musica si muove in una zona di confine tra sound art, composizione elettroacustica e improvvisazione.
Forse è proprio in questa apparente instabilità che risiede la forza del progetto: nella capacità di dare forma a ciò che normalmente sfugge, perchè a volte sono proprio le cose impercettibili a contenere le emozioni più grandi.
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