Samantha Casella
Samantha Casella

Samantha Casella: credo fortemente nei miei progetti

Un secondo progetto da regista per Samantha Casella, “Katabasis”, un lavoro che verrà presentato il 2 settembre a Villa Grifa, proprio nei giorni in cui si terra l’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Ben ritrovata su La Gazzetta dello Spettacolo, Samantha Casella. Un secondo progetto da regista, “Katabasis”, presentato il prossimo 2 settembre proprio a Venezia. Cosa puoi dirci sulla trama, su come ha preso forma questo progetto?
Un video non propriamente narrativo, “Katabasis”, una dimensione parallela, che si svolge su più fronti. Parliamo di un film che parla di abusi, di una donna che non fa altro che ricercare situazioni simili, forse perché intrappolata in un trauma. Una donna che per sopravvivere è diventata anche lei abusante, seppure in un modo non fisico. Questo lo ‘strano’ che avvolge la trama del film caratterizzato anche da qualcosa di mitologico che si rifà ad Ade e Persefone. Il mondo in cui questa donna viene risucchiata è una sorta di inferno, un luogo in cui non esiste nulla di reale, prigioniera di una casa maestosa, una location bellissima, per nostra fortuna.

Nel cast figurano Francesco Leone, Bruno Bilotta, Marina Rocco e tanti altri attori. Esattamente, in base a cosa scegli coloro che faranno parte dei tuoi film?
I miei progetti nascono con un’idea ben precisa, con un volto già prestabilito per un determinato ruolo. Non ho mai dubbi a riguardo.

“Santa Guerra”, il tuo primo film da regista, ti ha regalato non pochi riconoscimenti nonché un grande encomio per il tema trattato. Quali sensazioni sono legate a tutto ciò?
Ho creduto fortemente in “Santa Guerra” ma il risultato è stato comunque inaspettato, spiazzante. In Italia, purtroppo, il progetto è stato vissuto non in primissimo piano ma altrove è stato molto apprezzato e questo mi ha reso non poco felice. Ha rappresentato un grande punto di partenza dopo i cortometraggi e, allo stesso tempo, un punto di arrivo per un percorso post cortometraggi. Mi ha portato non poca pressione perché vincere 647 premi, comunque sia, crea un piccolo punto interrogativo verso tutto ciò che ne verrà dopo.

Cosa puoi anticiparci, nei limiti del possibile, sul tuo futuro artistico?
Ho molti progetti da sviluppare, che si parli di una serie televisiva per il web o semplicemente per una piattaforma. In futuro è previsto anche un terzo film, una sorta di trilogia del subconscio dopo “Santa Guerra” e “Katabasis”.

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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