Vincenzo Incenzo, l’incosciente sognatore

Oggi parliamo di Vincezo Incenzo, che nasce a Roma da famiglia di musicisti e dopo la laurea al Dams inizia il suo percorso di autore.

Vincenzo Incenzo
Vincenzo Incenzo. Foto da Ufficio Stampa

Arriva così a scrivere e a collaborare con alcuni dei più grandi artisti del panorama musicale italiano: Renato Zero, Armando Trovajoli, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Sergio Endrigo, Premiata Forneria Marconi, Michele Zarrillo, Franco Califano, Ornella Vanoni, Patty Pravo, Al Bano, Tosca e tanti altri. Nel corso degli anni, molte anche le sue presenze come autore al Festival di Sanremo: tra le altre “Cinque Giorni” (Michele Zarrillo), “Che sarà di me” (Massimo Di Cataldo), “L’elefante e la farfalla” (Michele Zarrillo), “L’acrobata” (Michele Zarrillo), “Il passo silenzioso della neve” (Valentina Giovagnini), “Un altro amore no” (Lorella Cuccarini), “L’alfabeto degli amanti” (Michele Zarrillo) e “Nel perdono” (Al Bano).

Per il teatro scrive i testi dello spettacolo musicale “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”, versione italiana dell’opera di Gérard Presgurvic, prodotta da David Zard, e collabora con Renato Zero alla scrittura e alla regia di “Zerovskij, solo per amore, presentato anche in versione cinematografica. Scrive e dirige i musical “Diana & Lady D” e “Rosso Napoletano”; scrive il libretto e le liriche di “Dracula Opera Rock” su musiche della PFM, prodotto da David Zard. Cura la versione italiana delle canzoni di Cole Porter in “Vacanze romane, riconosciuta come versione ufficiale dalla Cole Porter Society. Scrive canzoni per lo spettacolo di Alessandro Siani e Christian De Sica “Il principe abusivo”. Nel 2014, è direttore artistico della mostra “ZERO” dedicata a Renato Zero.

Benvenuto Vincenzo Incenzo. É uscito da poco il videoclip del tuo brano “ Dal paese reale” . Come descriveresti questo progetto? Cosa vuoi esprimere con il videoclip? 

Il caos imperante che ci sta attanagliando. Il “Paese reale” è ormai una misteriosa entità, di cui tutti si riempiono la bocca, e più viene nominato e più si allontana.

È l’epoca della propaganda e del martellamento mediatico, si decidono dall’alto priorità e nemici; la sensazione è di non appartenere più a niente e nessuno; ma abbiamo un dovere con noi stessi, quello di provare a dirci la verità, cosa davvero ci spinge ad andare avanti, cosa ci commuove, cosa ci emoziona. Perché in quella verità ci sono le chiavi della nostra possibile rivoluzione.

Come descriveresti l’album “ Credo” ? 

Un album sincero, nato di notte, quando il confronto con se stessi è assoluto, e fiorito di giorno, grazie alla volontà di Renato Zero che lo ha prodotto, di Danilo Madonia che lo ha arrangiato e di tutti i grandissimi musicisti e ospiti che lo hanno nobilitato. Un album che crede al potere delle canzoni come testimoni possibili del nostro tempo, in un epoca in cui la canzone d’autore si è un po’ smarrita.

Cosa vuoi esprimere attraverso ogni canzone e quanto é complesso l’atto creativo?

Si cerca, con grande presunzione e incoscienza, di scattare fotografie alla propria anima e alle anime che ci circondano.

Non vivo l’atto creativo come qualcosa di complesso, ma di necessario. Ci sono dentro 24 ore al giorno, scrivo di continuo, mi sveglio di notte per fermare melodie e pensieri. Ma non saprei vivere diversamente.

Quale é la canzone che più ti sta a cuore? 

Oggi direi, Il primo giorno dell’estate, canzone contenuta in Credo, di cui per primo si è innamorato Renato Zero. In sintesi lì c’è il mio modo di vedere la vita, l’amore, il passato, il presente.

Chi è, oggi, Vincenzo Incenzo? 

Un incosciente sognatore , che lascia continuamente il certo per l’incerto, con la smania di allargare continuamente il campo della creatività, della comunicazione e della ricerca. Autore, poi regista, ora cantautore, per tornare alle prime motivazioni di adolescente, quelle che poi hanno dettato la strada.

Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada? 

A 14 anni ho iniziato a scrivere canzoni e non ho più smesso.  Mi sono laureato, si prospettavano anche altri scenari, ma io avevo già deciso tanti anni prima.

Progetti futuri, live?

Assolutamente sì. Stiamo partendo con le prime date romane e poi andremo dovunque ci sarà la possibilità di suonare, perché questa è la cosa che più desideravo. E poi, più in là,  qualche sorpresa a teatro.

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