Grecia degli Europe

La Grecia degli Europe

Europe

Il titolo di questo articolo, è inutile dirlo, vuole essere un segnale piantato sulla boutade e sull’ironia. Sarebbe stato magnifico sentire, un attimo prima che il popolo di Pericle fosse costretto a ballare intorno al totem dei seggi, la voce, non di Joey Tempest che pure ci appassiona tanto, ma quella dell’Europa della Merkel.

Sarebbe bastato dire: “Va bene, la vita è dura per tutti. E’ successo anche a noi: se, nel post seconda guerra mondiale, non ci avesse aiutato l’America – senza alcuna sicurezza che i loro soldi sarebbero tornati nelle casse dello zio Sam –  saremmo ancora allo sbando. Sediamoci e discutiamo senza spocchia il problema”. Ma questo non è avvenuto. Questa Europa, in modo del tutto tronfio e privo di basi veramenti amicali, alla fine del secondo millennio decise di fare concorrenza agli United States. E’ stato un fallimento. Probabilmente, se un miracolo non si abbassa a lambire le nazioni legate dal feticcio euro, la tanto sbandierata UE rischia di creare solo danni.

Invece eccoci qui a laudare non l’Europa, ma gli Europe di Norum e Tempest. Almeno loro sono fedeli alle loro sonorità, ai loro progetti – come l’ottimo War of Kings – uscito il 6 marzo scorso e grondante il tipico  sound (ma più blues) made in Europe.

A seguire uno stralcio delle immediate reazioni post elezioni greche:

“La proposta bocciata dal popolo greco era quella condivisa dagli altri 18 Paesi. Ora tocca al governo greco avanzare una proposta che convinca le altre nazioni”, ha detto il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz in un video messaggio. “La promessa di Varoufakis che le banche riapriranno domani e che ci sarà denaro disponibile mi sembra difficile e pericolosa: credo che il popolo greco vivrà in una situazione più difficile”.

Il premier italiano, Matteo Renzi, ha intenzione di fare pressioni affinche si esca dal format franco-tedesco. Renzi lo avrebbe detto chiaro e tondo a Francia e Germania: non serve un formato a due, ci vuole un coinvolgimento dei leader e delle istituzioni europee. Purtroppo Renzi, a dispetto del contenuto delle sue stesse affermazioni, è troppo preso a fare i self con Obama.

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