Colonna sonora di Michele Braga per “La Preside”, la serie Rai con Luisa Ranieri. Un viaggio tra legalità, musica pop e impegno civile.
L’attesa per il debutto di La Preside su Rai1, previsto per il 12 gennaio, cresce non solo per il ritorno di Luisa Ranieri sul piccolo schermo, ma anche per l’impatto di una narrazione che fonde realtà sociale e potenza sonora. La serie, nata da un’idea di Luca Zingaretti e diretta da Luca Miniero, si ispira alla storia vera di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica che ha sfidato la criminalità a Caivano. A dare voce e ritmo a questa battaglia quotidiana è la colonna sonora originale di Michele Braga, pubblicata da FM Records.
Michele Braga: la firma d’autore dietro le immagini
Non è un caso che la produzione abbia scelto Braga. Il compositore romano, già vincitore di numerosi riconoscimenti, ha costruito negli anni un sodalizio artistico con registi del calibro di Gabriele Mainetti (per il quale ha firmato Lo chiamavano Jeeg Robot) e Matteo Garrone. La sua capacità di tradurre in musica il conflitto tra degrado urbano e speranza trova in La Preside un terreno fertile.
La partitura non è un semplice sottofondo, ma un elemento narrativo che dialoga con la sceneggiatura. Secondo il regista Luca Miniero, la musica serve a: «raccontare una città che ha il ritmo tanto nel sangue quanto nella testa». Le composizioni di Braga supportano la lotta di una donna che vede nella scuola l’unico vero presidio di legalità contro l’avanzata della camorra.
Non mi basti mai: il debutto di Aurora Venosa
Il cuore pulsante della colonna sonora è il brano inedito “Non mi basti mai”. Si tratta di un pezzo dal respiro pop contemporaneo che punta a unire diverse generazioni. Ad interpretarlo sono due volti giovani e talentuosi: Alessandro De Martino e Aurora Venosa, che nella fiction interpretano i gemelli Tano e Jessica D’Amore.

Per Aurora Venosa si tratta di un momento di consacrazione: dopo essersi distinta ai Bootcamp di X Factor 2024, l’artista debutta qui come attrice. Il brano rappresenta il sogno di riscatto di molti giovani della periferia campana, trasformando la musica in uno strumento di coesione sociale.
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