In Piazza San Domenico con Dino Buzzati: il viaggio surreale di Enrico Inferrera oltre i confini del tempo.
Napoli, Piazza San Domenico Maggiore. Un luogo dove il tufo sembra trasudare leggende e dove il confine tra ciò che è stato e ciò che sarà appare, da sempre, più sottile. È qui che Enrico Inferrera, nel suo ultimo lavoro Ho incontrato Dino Buzzati (Guida Editori), decide di ambientare un dialogo impossibile, portando lo scrittore bellunese nel cuore pulsante del mistero partenopeo.
L’attacco del libro ci catapulta immediatamente in una dimensione surreale: in una notte magica, l’autore si ritrova faccia a faccia con il “cronista del mistero”. Non è però un semplice esercizio di stile o una ghost-story; è un espediente narrativo colto che permette a Inferrera di oscillare con eleganza tra il romanzo e il saggio. Attraverso questo confronto, ripercorriamo le tappe di una vita leggendaria: dalle vette amate della montagna alla scrivania del Corriere della Sera, passando per le acque della Marina come corrispondente di guerra.
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L’opera non si limita alla celebrazione, ma scava nell’essenza della scrittura buzzatiana. Inferrera analizza con precisione chirurgica la capacità di Buzzati di tradurre in parole semplici l’angoscia dell’attesa e l’imponderabile destino umano, come emerge dai capolavori Il deserto dei Tartari e Un amore. Notevole è il lavoro di ricostruzione storica: gli articoli di Buzzati diventano lenti d’ingrandimento per osservare l’Italia del dopoguerra, dalla sfida Coppi-Bartali alla tragedia del Vajont, fino al fascino tragico di Marilyn Monroe.
Perché l’autore ha scritto questo libro? Il senso profondo dell’opera risiede in una dichiarazione dello stesso Inferrera: “Vorrei stimolare le giovani generazioni a leggere gli articoli e i libri del grande scrittore bellunese”. In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, che rischia di “impoverire la nostra immaginazione”, Inferrera cerca in Buzzati un antidoto. L’intento è quello di promuovere un dialogo sulla funzione stessa della scrittura creativa come strumento di onestà intellettuale ed etica, capace di cercare l’essenza dei valori della vita.
Giudizio sintetico
Un’opera preziosa che brilla per “eleganza etica”. Inferrera non scrive “su” Buzzati, ma “con” Buzzati, offrendo un affresco storico e letterario di rara profondità.
- Consigliato a: Appassionati di letteratura del Novecento, giovani aspiranti scrittori e chiunque cerchi nella lettura un momento di riflessione metafisica sulla realtà.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

