Beppe Convertini con “Il Paese delle tradizioni” attraversa borghi, città, riti popolari, sapori locali e musica in orgoglio condiviso.
Martina Franca ha accolto una comunità certamente numerosa e attenta per una serata dedicata alla cultura, alla memoria storica e alle tradizioni del territorio. L’evento ha ruotato intorno alla presentazione del libro “Il Paese delle tradizioni”, che Beppe Convertini ha firmato per raccontare l’Italia più autentica attraverso viaggi personali, luoghi esplorati, esperienze dirette e storie profondamente legate alle comunità locali.
Nel confronto con l’autore hanno dialogato il giornalista RAI Gianluca Veneziani, la dirigente scolastica Roberta Leporati e anche l’assessore alla Cultura del Comune di Martina Franca Carlo Dilonardo, arricchendo l’incontro con domande, riflessioni e contributi articolati.
Un racconto editoriale tra borghi, riti e sapori
Il Paese delle tradizioni, pubblicato da Rai Libri, accompagna il lettore lungo un itinerario che attraversa grandi città e piccoli borghi, soffermandosi su rituali antichi, consuetudini popolari, tradizioni gastronomiche e sapori che rendono l’Italia uno dei Paesi più amati nel mondo. Il racconto procede come un diario di viaggio personale, guidato dal desiderio di descrivere la bellezza diffusa che caratterizza ogni angolo del Bel Paese.
Il libro restituisce una narrazione viva, coinvolgente e profondamente autentica dell’Italia più vera.
Radici, viaggi e orgoglio personale
Nel corso del suo intervento, Beppe Convertini ha sottolineato il valore di crescere in un luogo ricco di bellezza come Martina Franca, mantenendo allo stesso tempo curiosità, apertura mentale e desiderio di conoscere il mondo.
«Sono nato nel posto più bello. Ho visitato migliaia di comuni, ognuno con una bellezza artistica unica, ma qui, tra pareti imbiancate a calce e una città affacciata su una valle suggestiva, si vive un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Il barocco, i trulli, gli ulivi secolari e le musiche del Festival della Valle d’Itria creano una magia unica. L’Italia possiede una cultura profondamente radicata che vive anche nei dialetti, grazie alle Pro Loco e alle famiglie. È un percorso continuo di scoperta che non richiede di superare i confini».
L’autore ha ricordato con orgoglio le proprie origini pugliesi e italiane, citando le emozioni legate alle luminarie di Scorrano e i sogni d’infanzia ispirati da grandi metropoli come New York, per ritrovare infine il valore profondo delle proprie radici.
Giovani, danza e musica per il finale della serata
Il sindaco Gianfranco Palmisano ha quindi aperto la serata con un intervento che ha posto l’attenzione sull’importanza delle tradizioni e sull’impegno quotidiano delle associazioni, delle famiglie e delle realtà locali nella tutela della storia comune.
«Questi scritti fanno vivere le tradizioni insieme ai racconti popolari e al lavoro costante di chi difende la nostra identità. Questo percorso guarda al futuro senza perdere il legame con il passato e con ciò che siamo. Per questo esprimiamo un ringraziamento sincero».
Un messaggio che ha ribadito con decisione il ruolo centrale della cultura come fondamento dell’identità collettiva. La serata ha coinvolto anche le nuove generazioni grazie alle esibizioni del coro degli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria dell’I.C. A.R. Chiarelli e alle coreografie del corpo di danza della Polisportiva Arci di Martina Franca.
A chiudere l’incontro, la Banda Musicale della Città Armonie d’Itria A.P.S. ha regalato un finale intenso ed emozionante, trasformando l’evento in una vera festa della comunità.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz


