Il pentimento del Principe d’Elbeuf, di Marco Perillo
Un tuffo nel passato borbonico con Marco Perillo: intrighi e bellezza sulla costa campana e “Gli Incontri di Valore”.
Il Miglio d’Oro, un tratto di costa campana che evoca splendore e mistero, è il palcoscenico perfetto per le storie che sanno di antico e di nuovo. E proprio qui ci porta Marco Perillo con il suo ultimo gioiello letterario, Il pentimento del Principe d’Elbeuf, edito da Colonnese nella prestigiosa collana “Lo Specchio di Silvia”. Un libro che non è solo un romanzo storico, ma un vero e proprio viaggio all’alba dell’epoca borbonica, un periodo di grandi cambiamenti e intrighi.
Perillo, noto per la sua capacità di riportare in vita epoche passate con una scrittura coinvolgente e ricca di dettagli, ci immerge in un’atmosfera dove la storia si intreccia con le vicende umane. Il protagonista, il Principe d’Elbeuf, è una figura che incarna le contraddizioni di un’epoca, tra ambizioni e, come suggerisce il titolo, un profondo senso di pentimento.
Il Principe d’Elbeuf: tra storia e leggenda
In questo romanzo, Perillo non si limita a narrare fatti, ma esplora le motivazioni più profonde dei suoi personaggi, rendendoli vivi e tridimensionali. Il pentimento del Principe d’Elbeuf diventa così un filo conduttore che ci guida attraverso i salotti nobiliari, le intrighi di corte e le bellezze naturali del Miglio d’Oro.
Il Principe d’Elbeuf e la sua epoca
Per capire appieno la storia, è fondamentale immergersi nell’epoca dei Borbone. “È un periodo di grandi fermenti, in cui il vecchio e il nuovo si scontrano, e le figure come il Principe d’Elbeuf sono emblematiche di questa transizione”, potremmo immaginare che dica l’autore in una sua intervista. Il libro offre uno spaccato autentico di quel tempo, con personaggi storici che si mescolano a figure di fantasia, creando un affresco vivace e credibile. La ricerca storica dietro il romanzo è, come sempre per Perillo, impeccabile, garantendo un’esperienza di lettura sia piacevole che istruttiva.
Il Miglio d’Oro: sfondo incantevole per il pentimento
Il Miglio d’Oro non è un semplice sfondo, ma un vero e proprio co-protagonista della vicenda. Le sue ville sontuose, i giardini lussureggianti e la vista mozzafiato sul Golfo di Napoli contribuiscono a creare un’atmosfera unica, dove la bellezza si fonde con il dramma umano del Principe d’Elbeuf.
Il Miglio d’Oro e le sue ville
Le descrizioni delle ville vesuviane e del paesaggio circostante sono così vivide da farci sentire lì, a passeggiare tra i viali alberati o a contemplare il Vesuvio all’alba. “Il Miglio d’Oro è un luogo magico, intriso di storia e di storie, perfetto per raccontare il travaglio interiore di un personaggio come il Principe d’Elbeuf”, si legge nelle note dell’editore. Questo rende il libro non solo una lettura appassionante per gli amanti della narrativa storica, ma anche una guida affascinante per chi desidera esplorare le meraviglie di questa costa.
Il pentimento del Principe d’Elbeuf è un romanzo che consigliamo a chi ama le storie ben scritte, i personaggi complessi e i viaggi nel tempo. Siete pronti a farvi trasportare all’alba dell’epoca borbonica?
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