La Strega di Dan, di Eva Simon e Jay Malina

Jay Malina ed Eva Simon

La Strega di Dan, di Eva Simon e Jay Malina

Il pulp noir “La Strega di Dan”, rovescia le regole. Simon e Malina sconvolgono il thriller con un romanzo che è un manifesto femminista.

Addio convenzioni, benvenuta sferzata di novità: “La Strega di Dan” è molto più di un semplice romanzo noir: è un’esperienza che esplora i confini del genere, un’opera che, fin dalla sua genesi, è frutto di una sinergia creativa a quattro mani. Eva Simon e Jay Malina hanno dato vita a qualcosa di unico, una narrazione che promette di scuotere il lettore con la sua avvincente e anticonvenzionale trama. Se siete stanchi dei soliti schemi e cercate una lettura che vi sorprenda, questo è il libro che fa per voi.

Una trama che non ti aspetti: misteri e donne forti a Dan

Immaginate di fare un salto negli anni ’80, in una sonnolenta e anonima cittadina della provincia americana, Dan. Ma non lasciatevi ingannare dall’apparente tranquillità: qui, nell’ombra, c’è qualcuno che colleziona amanti, e non solo. In una galleria segreta, custodisce quadri che le ritraggono nude. Si mormora di donne senza morale, capaci di soddisfare ogni desiderio, anche il più oscuro. E quando le strade di queste figure si incrociano, a Dan, la gente comincia a morire. Toccherà allo sceriffo Piet sbrogliare la matassa, trovare una risposta a quelle morti inspiegabili. Forse il mistero si nasconde dietro un quadro, forse è opera di una donna con troppi segreti. O forse, e qui sta il colpo di scena che vi farà venire i brividi, la verità è che le streghe, da Dan, non se ne sono mai andate. È un intrigo che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, tra mistero e suggestioni pulp.

Il lato oscuro e il potere femminile di Dan

Il cuore pulsante di “La Strega di Dan” batte forte per la sua natura pulp e la sua audace scorrettezza. Gli autori hanno svelato di immaginare un futuro per la loro storia, un domani che potrebbe vederla trasformarsi in un fumetto o persino in una pellicola cinematografica. E non c’è da stupirsi, vista la sua dinamicità e la sua capacità di catturare l’immaginazione. Il romanzo, infatti, non si limita a raccontare una storia avvincente, ma sovverte con irriverenza i paradigmi sociali tradizionali. Qui, le figure femminili non sono semplici comparse, ma sono forti, potenti, e ribaltano gli stereotipi di genere. Le protagoniste, Fabjana ed Ellen, sono le vere guerriere di questa storia, portatrici di una rivalsa del mondo femminile nei confronti di un sistema patriarcale. Un manifesto femminista moderno e provocatorio, che vi farà riflettere e, forse, anche un po’ indignare.

La genesi di “La Strega di Dan” è affascinante quanto la sua trama. Le radici di quest’opera affondano nel celebre “Reverie II” di Robert McGinnis, un artista iconico noto per i suoi poster della saga di James Bond. L’influenza visiva di McGinnis è talmente palpabile che il libro è stato sviluppato con una dinamicità che ricorda un fumetto, un omaggio che si concretizza anche nella presenza di un personaggio che porta il suo stesso nome. Un dettaglio che non mancherà di far sorridere gli appassionati. E non è finita qui: “La Strega di Dan” è già stato insignito di un prestigioso riconoscimento, il Premio Garfagnana in Giallo – Barga Noir 2023 per la sezione inediti. Un attestato di valore che conferma la qualità e l’originalità di quest’opera.

Un’esperienza sensoriale a 360 gradi e la prefazione che stupisce

A impreziosire ulteriormente il romanzo, c’è la prefazione curata da un nome d’eccezione: Paolo Di Orazio. Se non lo conoscete, segnatevelo: è un affermato scrittore, fumettista e, udite udite, batterista del celebre gruppo rock demenziale Latte & i Suoi Derivati. Di Orazio non lesina elogi, descrivendo il romanzo come un’esperienza cinematografica intensa, tanto da paragonarlo a un inedito film di Guy Pearce. La resa visiva è talmente vivida che sembra di guardare un film, parola sua. Ma l’elemento che vi lascerà davvero a bocca aperta è l’originale integrazione della musica. Pensateci: ogni capitolo è accompagnato da un brano musicale dedicato, creando una vera e propria colonna sonora per la vostra lettura. Si spazia dai Radiohead a Schubert, un viaggio sonoro che renderà l’esperienza ancora più immersiva. Di Orazio non dimentica di evidenziare le qualità stilistiche del romanzo, con riferimenti cinematografici e letterari che spaziano da “L’odio” di Kassovitz a William Burroughs, fino al miglior Lansdale. “Ci siamo divertiti a ribaltare tutti gli stereotipi. E questo è il punto di forza della storia,” hanno affermato Malina e Simon. “Chi desidera leggere qualcosa di diverso, divertente e capace di sovvertire le convenzioni, troverà sicuramente pane per i suoi denti.” Un invito a nozze per chi cerca una lettura fresca e sfacciata.

E chi sono questi due menti geniali? Jay Malina, romano di 57 anni, si descrive con un profilo singolare: misantropo, scettico, eccentrico, anticonvenzionale, puntiglioso, esasperante e tendenzialmente asociale. E, scherza lui, “questi sono solo i suoi pregi”. Eva Simon, romana di 42 anni, è un’anima sognatrice, testarda, sinestetica, con una visione della realtà che sconfina nel fumetto. Una (quasi) fedele riproduzione della Margherita bulgakoviana. Due teste pensanti, due anime creative che hanno saputo mescolare le loro peculiarità per dare vita a qualcosa di straordinario.

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