Lo speciale su Ischia Film Festival, la kermesse che racchiude premiazioni e ospiti del mondo della cinema e delle location cinematografiche.
- Ischia Film Festival 2026
- Ischia Film Festival 2025
- Ischia Film Festival 2023
- Ischia Film Festival 2022
- Ischia Film Festival 2021
- Ischia Film Festival 2020
- Ischia Film Festival 2019
- Ischia Film Festival 2018
- Ischia Film Festival 2017
- Ischia Film Festival 2016
- Ischia Film Festival 2015
- Ischia Film Festival 2014
Ischia Film Festival 2026
Dal 27 giugno al 4 luglio 2026 si accendono i riflettori sulla 24ª edizione dell’Ischia Film Festival, l’attesa kermesse cinematografica ospitata nella straordinaria e suggestiva cornice del Castello Aragonese. Diretta dal fondatore Michelangelo Messina e organizzata dall’Ente del Terzo Settore Art-Movie, la manifestazione conferma da quasi un quarto di secolo la sua eccezionale vocazione originaria: trasformare l’isola campana nel baricentro culturale dove cinema, autori e sguardi artistici si fondono per raccontare il rapporto profondo tra le location geografiche e le anime che le attraversano.
I dati e i numeri ufficiali della vigilia certificano una dimensione internazionale in costante e inarrestabile crescita per la kermesse ischitana. Su oltre 500 lavori candidati da più di 50 nazioni, il comitato selezionatore ha promosso ben 66 opere provenienti da 33 Paesi. Il cuore pulsante del concorso ufficiale comprende 32 opere complessive, delle quali ben 27 presentate in anteprima assoluta, a testimonianza dell’alto valore qualitativo ed editoriale del cartellone. Le proiezioni saranno suddivise in tre sezioni competitive strategiche:
- Lungometraggi internazionali
- Cortometraggi internazionali
- Location Negata: la sezione storicamente dedicata alla difesa dei diritti umani e al racconto cinematografico di territori feriti, violentati o negati.
Ad ampliare ulteriormente l’offerta culturale digitale ci sarà la sezione online “Confini”, che proporrà una ricercata selezione di opere fuori concorso. Durante gli otto giorni di festival, il pubblico potrà fruire delle proiezioni sotto le stelle nelle sale all’aperto del Castello Aragonese e partecipare alle tradizionali masterclass mattutine presso la storica Villa «La Colombaia», in un moto perpetuo di formazione e confronto diretto con i registi.
Grande attesa per la sezione non competitiva “Best of”, che accende i fari sulle opere più significative e applaudite del recente panorama cinematografico italiano. Tra i titoli di punta:
- «Era di Vincenzo Marra»: proiettato alla presenza degli attori Maurizio Casagrande e Giovanni Esposito, il film racconta la vitalità ostinata di Lina, una donna napoletana che rifiuta di lasciarsi definire o limitare dall’anagrafe.
- «Il Dio dell’Amore»: accompagnato in sala dall’attrice Isabella Ragonese, il regista Francesco Lagi esplora con ironia e un perfetto tono corale il caos dei sentimenti contemporanei.
- «Antartica – Quasi una fiaba»: l’esordio alla regia di Lucia Calamaro che conduce lo spettatore dentro una base scientifica isolata, dove il destino dell’umanità si intreccia a forti tensioni etiche.
- «Le assaggiatrici»: firmato da Silvio Soldini e tratto dal romanzo bestseller di Rosella Postorino, il lungometraggio riporta sullo schermo la drammatica storia delle donne costrette ad assaggiare il cibo destinato a Hitler.
Proprio a Silvio Soldini verrà conferito il Premio alla Carriera 2026. Autore tra i più colti, sensibili e riconoscibili del cinema europeo contemporaneo, Soldini ha saputo attraversare la commedia e il dramma con uno sguardo attento alle fragilità umane, firmando capolavori immortali come «Pane e tulipani» o «Giorni e nuvole». Il prestigioso Ischia Film Award 2026 sarà invece assegnato a Lello Arena. Interprete straordinario di teatro, cinema e televisione, Arena ha segnato la cultura popolare italiana fin dalla storica e irripetibile stagione della Smorfia al fianco di Massimo Troisi ed Enzo Decaro, unendo comicità, tenerezza e intelligenza scenica.
Ischia Film Festival 2025
Torna l’appuntamento più atteso dell’estate per gli appassionati di cinema: l’Ischia Film Festival è pronto a incantarci con la sua 23esima edizione, dal 28 giugno al 5 luglio 2025. E quale location potrebbe essere più suggestiva del Castello Aragonese? Dopo il grandissimo successo della scorsa edizione, che ha visto sfilare sul red carpet star internazionali del calibro di Allan Starski, Susanne Bier, e Charlotte Rampling, il festival riapre le porte al pubblico con un programma ricco di sorprese. Quest’anno, il festival si conferma un punto di riferimento per il cinema internazionale, con una selezione di film provenienti da oltre 56 Paesi. Le opere in concorso si contenderanno un posto nelle sezioni Lungometraggi, Cortometraggi, e Location Negata, giudicate da giurie prestigiose e dal pubblico.

Michelangelo Messina, direttore artistico e ideatore del festival, ha dichiarato: “L’Ischia Film Festival è ormai un appuntamento internazionale per la cinematografia mondiale. Quest’anno vogliamo offrire un festival ancora più esperienziale, permettendo ai partecipanti di vivere appieno l’atmosfera unica di un festival ospitato in un castello in mezzo al mare.” Oltre alle proiezioni, il festival offrirà una serie di masterclass tenute da esperti del settore, che si svolgeranno nella storica dimora di Luchino Visconti, La Colombaia. Un’occasione unica per approfondire il mondo del cinema e incontrare i protagonisti.
Christopher Nolan: Foreign Award ad Ischia Film Festival
Christopher Nolan, mente creativa dietro capolavori come Inception, The Dark Knight e il recentissimo Oppenheimer, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento che sottolinea il suo speciale rapporto con il nostro Paese. Il Foreign Award dell’Ischia Film Festival è stato conferito al regista britannico, un premio che celebra le produzioni straniere capaci di esaltare la bellezza e la ricchezza dell’Italia come set cinematografico. Questo premio non è certo una novità per l’Ischia Film Festival, anzi, ha una storia illustre. In passato, nomi del calibro di Mel Gibson per la sua intensa La Passione di Cristo, Ron Howard con il suo thriller esoterico Angeli e Demoni, David Leland per il suo affresco medievale Decameron e Marc Forster per l’azione mozzafiato di Quantum of Solace hanno avuto l’onore di ricevere questo importante riconoscimento. Questo dimostra come l’Italia sia da sempre una musa ispiratrice per i cineasti di tutto il mondo, offrendo non solo location spettacolari ma anche un patrimonio culturale unico.

Ma c’è di più dietro questo premio a Nolan. L’Ischia Film Festival ha dimostrato una notevole lungimiranza nel riconoscere il potere del cineturismo ben prima che diventasse un fenomeno di massa. Come ha sottolineato Michelangelo Messina, direttore del festival: “Sin dal suo esordio, l’Ischia Film Festival ha anticipato le tendenze del cineturismo, premiando le produzioni internazionali che hanno scelto il Bel Paese come sfondo delle loro storie. Abbiamo dimostrato l’impatto di questo fenomeno già nel 2003 con La Passione di Cristo di Mel Gibson, che ha generato un’ondata di interesse per i luoghi delle riprese.” Queste parole evidenziano come il festival non sia solo una vetrina per il cinema di qualità, ma anche un motore per la promozione del territorio italiano. Quando un grande regista sceglie l’Italia come sfondo per i suoi film, l’eco mediatica e l’attrazione turistica che ne derivano sono enormi. Pensiamo all’impatto che film come Chiamami col tuo nome, girato nel Nord Italia, o le scene romane di innumerevoli produzioni hanno avuto sull’immaginario collettivo e sul desiderio di visitare quei luoghi.
L’arrivo di Christopher Nolan nella prestigiosa lista dei premiati dell’Ischia Film Festival non fa altro che rafforzare questo legame tra il grande cinema internazionale e il fascino del nostro Paese. Nolan, con la sua capacità di creare mondi narrativi complessi e visivamente sbalorditivi, si aggiunge a una schiera di autori che hanno saputo catturare l’essenza dell’Italia attraverso la loro arte. Anche se non ci sono informazioni specifiche su film di Nolan girati interamente in Italia, è innegabile come il nostro Paese, con la sua storia millenaria, i suoi paesaggi mozzafiato e la sua cultura vibrante, possa aver influenzato la sua visione cinematografica in modi sottili ma significativi. Il premio stesso riconosce il valore di quelle produzioni straniere che, scegliendo l’Italia, ne valorizzano intrinsecamente la bellezza.
La XXIII edizione dell’Ischia Film Festival si preannuncia quindi un evento imperdibile, pronto ad accogliere cineasti, addetti ai lavori e appassionati nel suggestivo scenario del Castello Aragonese di Ischia dal 28 giugno al 5 luglio. Sarà un’occasione unica per celebrare il cinema di qualità, scoprire nuove tendenze e, perché no, sognare di vedere un giorno Christopher Nolan girare un film interamente ambientato tra le meraviglie del nostro Bel Paese. Un premio meritato per un maestro che continua a incantarci con la sua visione unica e, speriamo, un auspicio per future incursioni cinematografiche nel cuore dell’Italia.
Ischia Film Festival 2023
Si avvicina la 21esima edizione di Ischia Film Festival, il Comitato Scientifico annuncia la nomina di Gianni Canova, come Presidente Onorario del Festival. “È un grande onore e piacere per il Festival e per tutti noi poter omaggiare il Professor Gianni Canova con questa prestigiosa carica. Da ben oltre un decennio condividiamo una grande amicizia e la passione per il Cinema, ma, soprattutto, anche attraverso questo conferimento, intendiamo riconoscere il suo straordinario contributo dato alla cinematografia“, ha dichiarato il direttore del Festival, Michelangelo Messina.

L’ufficializzazione dell’investitura avverrà durante la serata di apertura della 21ª edizione dell’Ischia Film Festival, che si terrà dal 24 giugno al 1 luglio nell’esclusiva location del Castello Aragonese di Ischia. “Nel panorama dei festival cinematografici italiani, l’Ischia Film Festival ha conquistato nel corso degli anni un’identità e una reputazione che lo rendono un prodotto unico e originale. Questo grazie alla centralità del tema del cineturismo, alla straordinaria location in cui si svolge e alla passione con cui il direttore artistico Michelangelo Messina è riuscito a farlo crescere e ad apprezzarlo in Italia e nel mondo. Accolgo quindi con gioia e gratitudine la nomina a presidente onorario e mi impegno a svolgere questo ruolo con la massima passione e dedizione, per diffondere ancora di più l’amore per il cinema che ci accomuna“, ha dichiarato il Professor Canova commentando, a caldo, l’annuncio della nomina.
L’Ischia Film Festival per la sua 21a edizione é contraddistinto dall’hashtag ThisIsIschiaFilmFestival prevede le sezioni in competizione: Concorso Internazionale, Location Negata, Scenari Campani, out of competition: Best of the year, mentre le opere fuori concorso saranno visibili on line sul sito ufficiale.
Ischia Film Festival 2022
Una edizione che segna un traguardo importante per Ischia Film Festival, il ventennale della kermesse che sottolinea il rapporto tra produzioni audiovisive e territorio. Le date da mettere in agenda sono dal 25 giugno al 2 luglio 2022 per l’edizione speciale che come anticipa il direttore e fondatore della rassegna, Michelangelo Messina: “E come i regnanti partenopei del passato, i festeggiamenti avverranno in un Castello, quello Aragonese della famiglia Mattera, sede esclusiva dell’evento sin dalla prima edizione“.
Con l’ufficializzazione delle date parte il bando di selezione sulla piattaforma di selezione per il concorso cinematografico, a cui possono partecipare lungometraggi, cortometraggi e documentari per le sezioni Concorso Internazionale, Location Negata e Scenari Campani. Non mancano le novità: per poter partecipare le opere dovranno essere almeno anteprime regionali, ovvero film inediti e dunque mai proiettati in Campania e nella splendida Isola d’Ischia. Il direttore e fondatore Michelangelo Messina racconta: “Nel corso di questi anni il festival ha ospitato presenze illustri del cinema, dai premi Oscar Oliver Stone, Bille August, Salvatores, Rambaldi, Storaro, Greenway, Kiarostami, Turturro, Monicelli, Rubini, ai giovani filmakers. Con il ventennale vogliamo festeggiarli e augurarci che il cinema ritorni ad essere un punto fondamentale nella cultura dei popoli“.
A inaugurare l’edizione un esclusivo gala di pre-apertura sabato 18 giugno 2022, tra mostre, installazioni, film e ospiti internazionali. Il ventennale sarà presieduto da uno dei più importanti registi russi, Alexander Sokurov, insignito con il premio alla carriera dell’Ischia Film Festival. L’evento è sostenuto dalla Film Commission Regione Campania e dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura.
Ischia Film Festival 2021
Il grande cinema torna sull’isola verde. La diciannovesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 26 giugno al 3 luglio 2021 puntando sulla fortunata formula ibrida tra attività web e in presenza adottata la scorsa estate quando fu il primo evento cinematografico a ripartire in Italia dopo il lockdown. Sono già aperte le iscrizioni al concorso: saranno accettate in via esclusiva attraverso la piattaforma Filmfreeway. La deadline è prevista, come ogni anno, per il 10 marzo ed è consultabile dal sito ufficiale.
Rispettando le normative che verranno imposte dai DCPM e dalla Regione per il periodo in oggetto, le serate – come accaduto per la precedente edizione – si svolgeranno in presenza di talent e pubblico al Castello Aragonese e on line per la sola sezione fuori concorso. “Grazie alle nuove tecnologie avremo la possibilità di far immergere direttamente da casa “in diretta” gli spettatori da tutto il mondo direttamente nelle straordinarie location del festival al Castello, in attesa di festeggiare il ventennale del festival nel 2022 e l’auspicabile fine di questa pandemia”, ha dichiarato il fondatore e direttore del Festival Michelangelo Messina. L’Ischia Film Festival è sostenuto dalla Regione Campania, dalla Direzione Cinema del Mibact e da sponsor privati.
Oliver Stone, uno tra i registi che più hanno segnato gli ultimi quarant’anni di cinema, e Alexander Sokurov, Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia con “Faust” nel 2011, Allan Starski, scenografo premio Oscar per “Schindler’s List” saranno tra gli ospiti. Ma gli appuntamenti non finiscono qui, perchè la XIX edizione in programma dal 26 giugno al 3 luglio al Castello Aragonese di Ischia segna lo storico ritorno in presenza dei grandi eventi culturali dopo la lunga interruzione per la pandemia.
“Il ritorno di ospiti di caratura internazionale all’Ischia Film festival è un importante segnale di ripartenza per un settore profondamente scosso dall’inattività forzata degli ultimi mesi e, in generale, per l’intero Paese, che riparte con ottimismo riappropriandosi delle libertà perdute e della fruizione diretta dell’arte, in una cornice di assoluto splendore”, sottolinea il patron della manifestazione, Michelangelo Messina. “In attesa di poter festeggiare definitivamente liberi il ventennale nel 2022 – aggiunge Messina – siamo riusciti ad organizzare un’edizione del Festival che, malgrado le restrizioni della pandemia, tiene alto il vessillo di uno degli eventi di punta del panorama nazionale e internazionale, a sostegno degli autori e delle loro opere, celebrando in particolare il graditissimo ritorno degli ospiti internazionali”.
Oliver Stone, che ha diretto pellicole celebri come “Platoon”, “Assassini nati”, “Wall Street”, “Nato il quattro luglio”, “JFK – Un caso ancora aperto” e “Gli intrighi del potere”, vincendo tre Oscar e quattro Golden Globe, riceverà il Premio alla carriera mercoledì 30 giugno, incontrando il pubblico alla cattedrale dell’Assunta per poi lasciare spazio alla proiezione del suo “Ogni maledetta domenica”, film del 1999 con un cast stellare, capitanato da Al Pacino. Con la consueta formula, volta a celebrare il connubio tra cinema e location, esaltando le potenzialità del cineturismo, tanto più in tempi segnati dalla pandemia, l’Ischia Film Festival proporrà – nel pieno rispetto delle normative anti Covid – ogni sera una doppia proiezione introdotta da incontri con gli autori, in presenza, nelle tre suggestive sale all’aperto nel Castello Aragonese (in Piazza d’armi, nella terrazza della casa Del Sole e alla Cattedrale dell’Assunta). In particolare, la selezione 2021 conta 96 opere tra finzione e documentario, di cui 48 in concorso e 48 fuori concorso, provenienti da 42 paesi, in un eterogeneo affresco in grado di toccare temi di stretta attualità, dall’ambiente alla violenza di genere, passando per l’impegno sociale, le rivisitazioni storiche e riflessioni intimiste. Film d’apertura sabato 26 giugno alle 20.30 è “Quo vadis, Aida?” di Jasmila Žbanić; a seguire “L’ultimo paradiso” di Rocco Ricciardulli con Riccardo Scamarcio. Nella serata inaugurale il regista, sceneggiatore e attore Alessandro D’Alatri riceverà il Plinius Award, un premio che negli anni è stato assegnato, tra gli altri, a Ron Howard, Walter Veltroni, Mario Monicelli, Paolo Villaggio e Rocco Papaleo.
Tra i protagonisti di domenica 27 giugno Barbara Bouchet (che sarà premiata con l’Ischia Film Award) e Marco Bocci, che introdurrà con il regista Toni D’Angelo la proiezione di “Calibro 9”. Il regista Francesco Bruni accompagnerà invece la proiezione di “Cosa sarà”. Lunedì 28 giugno Allan Starski incontrerà il pubblico e riceverà il premio alla carriera dell’Ischia Film Festival, il Life Achievement Award, prima della proiezione di un altro suo capolavoro, “Oliver Twist”. L’anteprima del film “Black Parthenope” di Alessandro Giglio con Giovanni Esposito, Gianluca Di Gennaro e Nicola Nocella, è in programma martedì 29 giugno alla presenza di regista e cast. Ospiti della giornata anche Giovanni Amura, Elvis Esposito e Sara Falanga. Un’allure internazionale ammanterà anche la serata al chiaro di luna di venerdì 2 luglio, dedicata al talento di Alexander Sokurov, che riceverà il Premio alla Carriera IFF 2021, prima della proiezione del suo capolavoro “Arca russa”, un unico piano-sequenza di circa novanta minuti in cui lo sguardo in soggettiva della macchina da presa percorre diverse epoche storiche in un viaggio metafisico e onirico. A seguire “Admiral Tchumakov”. Sabato 3 luglio il gran finale del festival, con la cerimonia di premiazione delle opere vincitrici alla Cattedrale dell’Assunta. Per le opere in concorso confermate le sezioni competitive Lungometraggi, Cortometraggi, Location Negata, Scenari Campani. Quarantasette dei film selezionati saranno in anteprima, 41 sono produzioni o coproduzioni italiane mentre 55 sono opere provenienti dall’estero (con 43 film che verranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano). Sono 14 sono le prime visioni assolute, 4 quelle internazionali (tra le quali anche “Echoes of the Empire” del regista americano Robert H. Lieberman, la commedia musicale franco-finlandese Le Café de mes Souvenirs” e “Abu Omar” dell’israeliano Roy Krispel), 4 le europee e 25 le italiane. Gli incontri con gli autori sono condotti dai critici cinematografici Antonio Capellupo e Giuseppe Borrone con la partecipazione straordinaria di Gianni Canova.
Un lavoro arduo spetterà alla giuria formata da Karin Hoffinger, responsabile delle relazioni internazionali della Berlinale, dai critici cinematografici Zlatko Vidackovic, direttore artistico del Pola Film Festival, e Emanuela Martini, già direttrice del Torino Film Festival (lungometraggi); dal regista e sceneggiatore Alberto Rizzi, dallo sceneggiatore, regista e attore Massimo Gaudioso e dallo storico dell’arte Tommaso Strainati (location negata); dall’attrice Alessia Barela, dal Presidente del Festival Internazionale del Cinema Laceno d’Oro, Antonio Spagnuolo, e dal produttore e regista Emanuele Palamara (cortometraggi e scenari campani). Lunedì 27 giugno alle 10 è invece in programma il diciannovesimo Convegno Internazionale sul Cineturismo, che indagherà un tema particolarmente attuale: come riformulare le attività ora, dopo che restrizioni e distanziamenti richiesti dalla pandemia hanno aumentato le opportunità digitali ma sfilacciato e modificato il legame con i territori. Interverranno, tra gli altri, Michelangelo Messina, ideatore del neologismo “cineturismo”, Michele Lo Foco (membro del Consiglio Superiore della Cinematografia e dell’Audiovisivo del MiC), Maria Elena Rossi (Marketing and Promotion Director ENIT), Francesco di Cesare (presidente Risposte Turismo), Ivan Antognozzi (direttore Fondazione Marche Cultura), Cristina Priarone (presidente Italian Film Commission), Giorgio Gosetti (vice presidente AFIC), Anna Olivucci (responsabile Marche Film Commission).
Ischia Film Festival 2020
Con l’annuncio della nuova edizione (la diciottesima) per l’Ischia Film Festival, si anticipa che sarà celebrato per Mario Monicelli. Date da mettere in calendario, dal 26 giugno al 4 luglio 2020. Un festival che prosegue nel percorso da sempre legato alle opere cinematografiche che raccontano l’identità culturale dei territori.

A celebrare questa edizione un doveroso e sentito omaggio al grande regista Mario Monicelli, nel decennale della sua scomparsa. Al maestro della commedia all’Italiana, che fu membro del comitato onorario del festival e premiato due volte con l’Ischia Film Award e il Plinius Award verrà dedicata una mostra fotografica, una retrospettiva e la proiezione di un’intervista esclusiva che il maestro rilasciò a Roma nel 2007 in occasione del premio Plinius. Il fondatore e direttore artistico del festival Michelangelo Messina, ha dichiarato che questa diciottesima edizione durerà un giorno in più rispetto al passato. Infatti si aprirà venerdì 26 giugno con una serata esclusiva ad inviti, per rendere omaggio al Maestro Monicelli nella storica location del festival: il castello aragonese di Ischia.
Aprono i battenti le selezioni per la 18a edizione dell’Ischia Film Festival, che si terrà dal 27 Giugno al 4 Luglio 2020. Il concorso internazionale dedicato alla location cinematografiche e diretto da Michelangelo Messina, permetterà l’iscrizione alla selezione, a tutte le opere che abbiano valorizzato il territorio attraverso la scelta delle location, promuovendone così la realtà storica sociale ed umana, le tradizioni e la cultura. Deadline per inviare le opere è fissata al 10 Marzo, ma una “latest deadline” è prevista fino al 31 Marzo 2020. Tra le novità più significative del prossimo concorso, oltre all’anteprima richiesta per la sezione “Scenari campani”, la scelta di differenziare le sezioni competitive per la durata e non più in base al linguaggio cinematografico, sulla scia artistica delineata dai più importanti festival internazionali.
Queste le nuove sezioni competitive:
- Lungometraggi (italiani ed internazionali). La sezione include diversi linguaggi cinematografici (documentario, animazione, fiction) a condizione che le opere siano di durata superiore ai 52 minuti. Possono partecipare a questa sezione opere edite e inedite, ma necessariamente presentate al pubblico dopo il 1 Gennaio 2019, che abbiano dato particolare rilevanza alla cultura, alle tradizioni, all’ambiente ed alla storia dei luoghi, e\o nei quali la “location” è funzionale al tema trattato ed al suo sviluppo narrativo.
- Cortometraggi (italiani ed internazionali). La sezione include diversi linguaggi cinematografici (documentario, animazione, fiction) a condizione che le opere siano di durata inferiore ai 52 minuti (inclusi i titoli di coda). Possono partecipare a questa sezione opere edite e inedite, ma necessariamente presentate al pubblico dopo il 1 Gennaio 2019, che abbiano dato particolare rilevanza alla cultura, alle tradizioni, all’ambiente ed alla storia dei luoghi, e\o nei quali la “location” è funzionale al tema trattato ed al suo sviluppo narrativo.
- Location negata (opere italiane ed internazionali). Una sezione aperta a tutti i linguaggi cinematografici (documentario, animazione, fiction) e ad opere di ogni durata (lungometraggi e cortometraggi) che abbiano come tema la violazione di diritti umani e\o la mancata salvaguardia di paesaggi, beni architettonici, storici e identità culturali.Le opere possono essere sia inedite che edite, ma necessariamente presentate al pubblico dopo il 1 Gennaio 2019.
- Scenari campani (concorso nazionale). La sezione include diversi linguaggi cinematografici (documentario, animazione, fiction) a condizione che le opere siano di durata inferiore ai 52 minuti, che siano INEDITE in Italia e girate in territori riconoscibili (non studios o interni) della regione Campania o abbiano come location prevalente, territori campani.
La Direzione del Festival nominerà una giuria di esperti incaricata di assegnare il premio “Ischia Film” al miglior lavoro di ogni sezione più alcuni riconoscimenti a figure professionali che nella realizzazione di un lungometraggio sono particolarmente legate ai luoghi in cui è ambientato:
- Premio “Castello Aragonese” Al miglior regista
- Premio “Epomeo” Al miglior direttore della fotografia
Dal 2020 in relazione alla modifica delle sezioni competitive il Premio “Aenaria” che in passato è stato assegnato al miglior scenografo, sarà attribuito all’opera (nella sezione lungometraggi internazionali) che più di ogni altra ha saputo valorizzare la location innestandola perfettamente nella narrazione. La Direzione artistica del festival si riserva altresì di attribuire, premi speciali indipendenti dal concorso come il Foreign award ad una produzione straniera che ha scelto l’italia per le sue riprese o i premi alla carriera che vengono assegnati ad illustri personalità del mondo del cinema.
L’Ischia Film Festival, aspettando la diciottesima edizione in calendario dal 27 giugno al 4 luglio, lancia un messaggio positivo per rispondere all’emergenza sanitaria che sta vivendo l’Italia.

Un piccolo contributo per dare un sostegno alle persone costrette a casa permettendogli di vedere, in streaming, le opere dei tanti autori cinematografici che nel corso del tempo hanno presentato i propri film al festival. Il fondatore e direttore artistico del festival Michelangelo Messina dichiara: “In un momento così difficile per il mondo intero in cui l’umanità si vede costretta a rimodulare il proprio stile di vita, l’Ischia Film Festival, insieme agli autori delle opere che, nelle passate edizioni, sono state proiettate al festival, intende contribuire attraverso il cinema a fronteggiare le restrizioni nazionali che sono state imposte a causa del Coronavirus, con l’augurio che l’emergenza finisca quanto prima consentendo a tutti di riprendere le proprie attività“.
Grazie agli autori che hanno aderito all’iniziativa, sul portale del festival nella sezione “Il Cinema contro il Coronavirus”, qualsiasi utente, con un semplice click, potrà visionare gratuitamente dal computer di casa i film che hanno partecipato alle passate edizioni del festival. Basterà selezionare il film e inserire la password indicata. Per quindici giorni la sezione sarà aggiornata quotidianamente, in base alle adesioni dei tanti registi che hanno accolto con entusiasmo l’appello. Con questa iniziativa il festival aderisce alla campagna #iorestoacasa lanciata dal mondo della cultura per contrastare la diffusione del Covid-19. L’Ischia Film festival è in piena lavorazione per la diciottesima edizione programmata dal 27 giugno al 4 luglio, con l’auspicio che entro tali date la situazione sia ritornata alla normalità consentendo la realizzazione del festival che vanta il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania e il sostegno di Anica.
Saranno cinque anteprime italiane, di cui 3 mondiali, si contenderanno il premio per la sezione Scenari campani per Ischia Film Festival 2020. “La sezione – spiega il direttore artistico del festival Michelangelo Messina – include diversi linguaggi cinematografici per cui spazierà dalla fiction al cinema del reale, narrati in opere di durata inferiore ai 52 minuti, inedite in Italia e girate in territori riconoscibili (non Studios o interni) della regione Campania o che abbiano come location prevalente territori campani”.
“La Regione Campania”, continua Messina, “da 3 anni sostiene il festival nell’ambito di una legge cinema che finanzia tutta la filiera dell’audiovisivo. Ci è sembrato doveroso quindi, sin dal primo anno in cui è stata istituita questa importante misura di sostegno culturale, creare una sezione interamente dedicata alle opere che valorizzano il nostro territorio regionale, promuovendo quei lavori che spesso vengono realizzati proprio grazie a queste misure di finanziamento“. Tra i selezionati anche l’anteprima mondiale di “Fame” per la regia di Giuseppe Alessio Nuzzo, per gentile concessione di Rai Cinema. “Il corridoio delle farfalle”, di Andrea Canova e Claudia Brignone, propone l’altra faccia di Scampia. Attinge ai ricordi della Seconda Guerra Mondiale “L’immigrato”, della regista italo-britannica Sophia Capasso. La storia di un’umile famiglia di pescatori di Lacco Ameno è al centro del corto di Michele Schiano, “Le mani dell’anima”. Indaga sul traffico illegale di rifiuti in Campania “The Waste Trade”, di Katey Wilson.

Ecco l’elenco delle opere che saranno visibili sul sito dal 27 giugno prossimo sul sito del Festival:
- Il corridoio delle farfalle (Italia, 2020 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Andrea Canova e Claudia Brignone
- Fame (Italia, 20120 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Giuseppe Alessio Nuzzo
- L’immigrato (Regno Unito, 2020 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Sophia Capasso
- Le mani dell’anima (Italia, 2020 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Michele Schiano
- The waste trade (Germania, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Katey Wilson
Tornano i festival cinematografici live e tocca ad Ischia Film Festival, che sarà il primo grande evento internazionale in presenza che si terrà in Italia. La diciottesima edizione si svolgerà in versione “ibrida” tra l’online e la presenza, dal 27 giugno al 4 luglio 2020, esplorando il legame tra cinema e location secondo il format della rassegna.
Uno o più ospiti a sera nel Castello Aragonese si racconteranno al pubblico introducendo la visione dei film in programmazione che compongono la sezione “Best of” non competitiva. Tra i protagonisti di questa edizione Francesco Di Leva (il 27 giugno con “Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone), Lillo Petrolo (il 28 giugno con “D.N.A. – Decisamente non adatti” che ha diretto con Claudio Gregori), Nando Paone (il 29 giugno con “Il ladro di Cardellini” di Carlo Luglio), Gaia Girace, Margherita Mazzucco, Giovanni Amura eFrancesco Serpico, “stelle” del cast della serie tv “L’Amica Geniale Storia del nuovo cognome” di Saverio Costanzo e Alice Rohrwacher (il 30 giugno) che tornano sull’isola d’Ischia dopo avervi girato alcune puntate della seconda stagione, Susy Laude (il 1 luglio con “Gli uomini d’oro” di Vincenzo Alfieri), Giampaolo Morelli (il 2 luglio con il suo esordio da regista “7 ore per farti innamorare”), Alessandro Roia (il 3 luglio con “Si muore solo da vivi” di Alberto Rizzi) e Marco D’Amore (il 4 luglio con il suo esordio da regista “L’immortale”).
Premio alla Carriera all’attore, regista e sceneggiatore Sergio Rubini che nella serata inaugurale racconterà al pubblico del festival il privilegio di aver lavorato con Fellini, Tornatore, Salvatores, Muccino, Monicelli, Veronesi, Scola. Prima di lui il riconoscimento era andato, tra gli altri, a Ken Adam, Vittorio Storaro, Abel Ferrara, Pupi Avati, Amos Gitai, Pasquale Squitieri, John Turturro e Michele Placido.

Michelangelo Messina, direttore artistico di Ischia Film Festival racconta: “Siamo orgogliosi di poter annunciare la presenza dal vivo dei nostri ospiti di quest’anno, va a loro un sentito ringraziamento. Come un ringraziamento va a tutta la macchina organizzativa che non si è fermata in periodo di Covid ed ha potuto completare la valutazione delle 700 opere giunte da tutto il mondo. Diamo così un bel segnale per la ripartenza del comparto cinema, partendo dallo straordinario osservatorio privilegiato dell’isola d’Ischia“.
La selezione 2020 conta 79 opere tra finzione e documentario, di cui 55 in concorso e 24 fuori concorso, provenienti da 31 paesi, alcuni di questi a bassissima produzione audiovisiva come Bangladesh, Kirghizistan e Bielorussia ma anche culture diametralmente opposte come Stati Uniti e Russia, Iran e Israele, paesi europei la cui produzione audiovisiva non arriva facilmente nei nostri circuiti come Finlandia, Irlanda, Polonia e Grecia ma anche luoghi lontani geograficamente come Argentina, Giappone e Nuova Zelanda. Un viaggio attraverso il mondo in grado di toccare temi di stretta attualità, dall’ambiente alla violenza di genere, passando per l’impegno sociale, le rivisitazioni storiche e riflessioni intimiste. Confermate le sezioni competitive Lungometraggi, Cortometraggi, Location Negata, Scenari Campani, novità di quest’anno un nuovo segmento dedicato alle opere di animazione. Il 65% dei film selezionati è in anteprima: tra le 51 prime visioni 14 sono assolute, 9 europee e 28 italiane. A differenza degli altri anni, questi lavori non verranno proiettati ma saranno fruibili sulla piattaforma dell’Ischia Film Festival, arricchite dalle videointerviste ai registi. Film d’apertura “Kathleen” di Liam O’Neil, regista scomparso a causa del Coronavirus. Le opere vincitrici saranno scelte dalla giuria formata da Karin Hoffinger, responsabile delle relazioni internazionali della Berlinale, dai critici cinematografici Zlatko Vidackovic, direttore artistico del Pola Film Festival, e Emanuela Martini, già direttrice del Torino Film Festival (lungometraggi); dal giornalista Oscar Cosulich, dallo sceneggiatore, regista e attore Massimo Gaudioso e dallo storico dell’arte Tommaso Strainati (location negata); dal regista, animatore, e illustratore Marino Guarnieri, dal regista Lorenzo Latrofa e dal regista, sceneggiatore e animatore Francesco Filippi (animazione); dall’attore Fabio De Caro, dallo psichiatra e giornalista Ignazio Senatore e dal produttore e regista Emanuele Palamara (cortometraggi e scenari campani).
Ischia Film Festival 2019
Ischia Film Festival, inizia la marcia di avvicinamento all’edizione del 2019, la numero diciassette, per il terzo anno sotto la direzione artistica congiunta di Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, un sodalizio che ha visto crescere il festival vertiginosamente. Oltre il 50% di pubblico in più ha affollato il Castello Aragonese, sui cui palchi si sono avvicendati ospiti eccezionali, italiani e internazionali. John Turturro, Peter Greenaway, Gabriele Salvatores, Carlo Verdone, Gabriele Muccino, Valeria Golino, Walter Veltroni, Concita De Gregorio.
La lista sarebbe lunghissima e si arricchirà ulteriormente nei prossimi mesi. Ma il primo pensiero quest’anno il festival lo vuole dedicare a chi non c’è più. Dal 29 giugno al 6 luglio 2019, l’Ischia Film Festival omaggerà il Maestro Bernardo Bertolucci, terribile perdita per il cinema, italiano e mondiale. Sarà l’occasione per mantenere viva la sua memoria, attraverso le sue opere più significative e le testimonianze di chi ha diviso il set con lui.
Intanto cineasti, filmmaker, produzioni e distribuzioni possono iscrivere le loro opere ai cinque concorsi dell’Ischia Film Festival: lungometraggi, documentari, cortometraggi, Location Negata, Scenari Campani.
Le iscrizioni sono già attive sulla piattaforma specializzata FilmFreeway e sarà possibile presentare le opere fino al 15 marzo, con una proroga al 31 marzo per casi che verranno considerati singolarmente dal comitato di selezione. L’Ischia Film Festival 2019 sarà l’edizione della sfida, quella di confermare quanto fatto e andare oltre, un salto di qualità ulteriore per fare di questo evento un punto di riferimento internazionale, un fiore all’occhiello per la cultura italiana in una delle location più belle e suggestive del mondo.
In questa edizione 2019, Ischia Film Festival renderà un doveroso omaggio a Bernardo Bertolucci, il grande Maestro scomparso lo scorso 26 novembre 2018. La manifestazione fondata da Michelangelo Messina, e per il terzo anno consecutivo sotto la direzione artistica dello stesso Messina con il critico e giornalista Boris Sollazzo, dedica la mostra di quest’anno al regista premio Oscar per “L’ultimo imperatore”. Sarà il cinquecentesco Carcere Borbonico del Castello Aragonese di Ischia ad ospitare l’exhibition realizzata da Antonio Maraldi del Centro Cinema Città di Cesena. Ventitre gigantografie che immergeranno i visitatori nei più suggestivi set cinematografici di Bernardo Bertolucci, da Il conformista a L’ultimo Imperatore, passando per Novecento e Ultimo tango a Parigi.
La mostra sarà inaugurata venerdì 28 Giugno e sarà aperta al pubblico fino a sabato 6 Luglio. Non mancherà naturalmente anche il modo più “naturale” per raccontare la straordinaria carriera di uno dei più grandi autori di sempre. L’Ischia Film Festival lo farà proiettando proprio Ultimo tango a Parigi, non a caso sullo schermo del Carcere Borbonico, un modo per sottolineare il carattere rivoluzionario di un film che è una pietra miliare nella storia del cinema. A raccontarne la storia e l’importanza al pubblico sarà Augusto Sainati, professore di Storia del cinema all’Università Suor Orsola Benincasa e critico cinematografico. La proiezione si inserisce nel quadro di un progetto di formazione per i docenti dei licei che vede la collaborazione di diversi atenei in tutta Italia. L’Ischia Film Festival 2019 si terrà 29 giugno al 6 luglio 2019, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania, del Comune d’Ischia, e con il sostegno di Campari, BPER e Mini.
Annunciate le opere della sezione Scenari Campani al XVII Ischia Film Festival. La sezione dedicata alla regione Campania conferma la vitalità artistica e creativa di un territorio che è al centro del cinema italiano e non solo. Ischia Film Festival punta per il terzo anno sugli Scenari campani, sezione dedicata a cineasti, produzioni e location della regione.
Come sempre sono in gara senza distinzione documentari, corti e lungometraggi, una democrazia della visione che i direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo hanno fortemente voluto, e che attira un numero ogni anno maggiore di opere.
Lo dimostra la qualità della selezione, ogni anno più elevata e ricca di contenuti e suggestioni. Come quella di un regista napoletano, Riccardo Zinna, che fa raccontare la sua straordinaria vita a un attore torinese, Flavio Bucci. Un corto circuito, come spesso accade in una terra dove niente è scontato. Neanche i sogni, come quello di Antonio, il giovane protagonista di Un giorno all’improvviso, che vuole diventare calciatore. O quello di Carmela, che cerca di scappare da una realtà degradata affidando la sua vita a un diario. Megalie invece studia sodo, ma neanche questo basterà per guadagnarsi La gita raccontata da Salvatore Allocca nel suo cortometraggio dal ricchissimo palmares internazionale. Come quello di Pier Lorenzo Pisano, che con il suo Così in terra è stato selezionato nel programma della Cinefondation del Festival di Cannes. La Campania alla conquista del mondo, come Joe Esposito, protagonista del finto e gustosissimo mocumentario Il toro del Pallonetto di Luigi Barletta, così come immaginario è il mondo alla rovescia di In Her Shoes, distopia al femminile firmata da Maria Iovine. Sarà un viaggio bellissimo Scenari Campani, partendo da una terra la cui gente è abituata a partire ed essere accolta, e per questo naturalmente portata a dare il benvenuto a chi viene da lontano. Perché Ogni nave ha bisogno di un porto, come titola Aldo Zappalà nel cortometraggio, in anteprima mondiale, che racconta la vita di quello di Napoli. Un piccolo film realizzato insieme agli studenti del master di cinema e tv dell’Università Suor Orsola Benincasa. E finché ci sono ragazzi che i porti li vogliono tenere aperti, nel presente e nella memoria, allora saranno Scenari Campani senza confini.
IN CONCORSO – Scenari campani
- Cafèsigaret (Italia, 2019) di Agostino Devastato
- Così in terra (Italia, 2018) di Pier Lorenzo Pisano
- Il diario di Carmela (Italia, 2018) Vincenzo Caiazzo
- Dinosauri (Italia, 2018) di Carlo Guitto
- Flavioh – Tributo a Flavio Bucci (Italia, 2018) di Riccardo Zinna
- Un giorno all’improvviso (Italia, 2018) di Ciro D’Emilio
- La gita (Italia, 2018) di Salvatore Allocca
- In her shoes (Italia, 2019) di Maria Iovine
- Ogni nave ha bisogno di un porto (Italia, Anteprima mondiale) di Aldo Zappalà
- O’ p’ nneon (Italia, 2018) di Mauro Di Rosa
- Quelle brutte cose (Italia, 2018) di Loris Giuseppe Nese
- Il toro del Pallonetto – La vera storia di Joe Esposito (Italia, 2018) di Luigi Barletta
IN CONCORSO – Location Negata
- Aleppo: The silence of the war (Iran, 2019) di Amir Osanlou
- Anything for the ones we love (Canada, 2019) di Louise Marie Beauchamp
- California (Portogallo, 2018) di Nuno Baltazar
- Children of spring (Germania, 2019) di Dusan Solomun
- Footstep (Turchia, 2018) di Haydar Demirtas
- Frontiera (Italia, 2018) di Alessandro Di Gregorio
- Mama (Spagna, 2018) di Eduardo Vieitez
- Rwanda (Italia, 2018) di Riccardo Salvetti
- Selfie (Italia, 2019) di Agostino Ferrente
- Silence (Iran, 2018) di Mahdi Borjan
- Il sorriso del gatto (Italia, 2019) di Mario Brenta e Karine de Villers
- Strange fish (Italia, 2018) di Giulia Bertoluzzi
- The unsung (Bangladesh, 2018) di Md Ashraful Alam
IN CONCORSO – Lungometraggi
- Allahu Akbar (Stati Uniti, 2019 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Farhat Qazi
- Ángela (Colombia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Agamenon Quintero
- Il bene mio (Italia, 2018) di Pippo Mezzapesa
- Celeste (Australia, 2018) di Ben Hackworth
- Club de jazz (Cuba, 2018) di Esteban Insausti
- Coureur (Belgio e Italia, 2019) di Kenneth Mercken
- Cronofobia (Svizzera, 2018) di Francesco Rizzi
- Fiore Gemello (Italia, 2018) di Laura Luchetti
- In viaggio con Adele (Italia, 2018) di Alessandro Capitani
- Kazantakis (Grecia, 2017 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Yannis Smaragdis
- Major Arcana (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Josh Melrod
- Rudy Valentino (Italia, 2018) di Nico Cirasola
IN CONCORSO – Documentari
- Burkinabè Bounty: Agroecology in Burkina Faso (Burkina Faso, 2019) di Iara Lee
- El cuarto reino (Stati Uniti, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Alex Lora Cercos
- A Donkey called Geronimo (Germania, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Arjun Talwar
- A family in the Sinkhole (Cina, 2017 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Zubiao Yao
- Kobarid (Italia, 2019) di Christian Carmosino Mereu
- Life is but a dream (Italia, 2018) di Margherita Pescetti
- Lost reactor (Germania, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Alexandra Westmeier
- La nostra pietra (Germania e Italia, 2018) di Alessandro Soetje
- Sa femina accabadora, la dama della buona morte (Italia, 2018) di Fabrizio Galatea
- So sempe chille (Italia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Romano Montesarchio
- Storia dal qui (Italia, 2018) di Eleonora Mastropietro
- Stupor Mundi (Italia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Gian Luca Bianco
- Summa (Polonia, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Andrei Kutsila
- Tara’s footprint (Argentina, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Georgina Barreiro
IN CONCORSO – Cortometraggi
- Le avventure di Mr. Food e Mrs. Wine (Italia, 2018) di Antonio Silvestre
- Bosa (Spagna, 2019) di Aitana Serrallet
- Cold fish (Australia, 2018) di David Hay
- The day of duty (Iran, 2018) di Ali Farahani
- Difficult people (Stati Uniti, 2018) di Sohil Vaidya
- Maelstrom (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Juhee Jane So
- Man stands still (Austria, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di David Lindinger
- Matchstick Willie (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di D. R. Garrett
- Il mondiale in piazza (italia, 2018) di Vito Palmieri
- L’ora di porto (Italia, 2018) di Dario Di Viesto
- Rear wiew mirror (Australia, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di jonathan Terence may
- Slaughter (Iran, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Saman Hosseinpuor
- Storia triste di un pugile scemo (Italia, 2018) di Paolo Strippoli
- Vivi la vita (Italia, 2019) di Valerio Manisi e Giovanni Siliberto
Saranno Michele Placido e Valerio Mastandrea i Premi alla Carriera della diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival, codiretto da Michelangelo Messina e Boris Sollazzo.

Dopo Gabriele Salvatores, premiato l’anno scorso, e altri grandi nomi del cinema internazionale, come John Turturro, Peter Greenaway e il Maestro Giuliano Montaldo, ecco due attori, poi anche registi, che abbracciano insieme quasi cinquant’anni di storia del cinema italiano. Michele Placido, classe 1946, dalla piccola Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, a diciotto anni va a Roma, per entrare in polizia. Ma la sua passione era recitare, e dopo essersi diplomato all’Accademia d’arte drammatica, debutta in teatro con Luca Ronconi, in una trasposizione dell’Orlando Furioso che sarebbe entrata nella Storia. Così come un pezzo di storia della televisione sarebbe stato il suo commissario Cattani, il protagonista de La piovra, la serie che lo fece entrare nelle case e nei cuori degli italiani negli anni Ottanta.
Nel mezzo tanto cinema, da Monicelli a Rosi, Bellocchio e Comencini. Nel 1990 il suo esordio alla regia con Pummarò, un film ancora oggi attualissimo. Negli ultimi trent’anni si è destreggiato dietro e davanti la macchina da presa, senza risparmiarsi, con lo stesso coraggio dei primi passi, realizzando un cinema coraggioso e al contempo popolare, e passando come interprete dal dramma alla commedia con la maestria che solo un attore di razza possiede. Per celebrarlo, l’Ischia Film Festival ha voluto portare in anteprima mondiale Stupor Mundi, documentario in cui Placido ci accompagna per scoprire la figura di Federico II di Svevia, uomo moderno e amante delle arti.
Valerio Mastandrea è nato il giorno di San Valentino del 1972. Forse per questo è così innamorato del cinema, dove esordì grazie a un altro, compianto, attore e regista dalla rara sincerità, Piero Natoli. Ladri di cinema era il film, e Mastandrea non ha più smesso di rubare, ai registi e agli attori con cui ha diviso il set negli ultimi venticinque anni, imparando tutto quello che doveva per poi usarlo nel modo migliore. Sono stati tanti, da Davide Ferrario a Toni Servillo, Virzì, Moretti, Scola, Daniele Vicari, che lo ha diretto in Velocità Massima e L’orizzonte degli eventi e che per lui scrisse il soggetto di Trevirgolaottantasette, il cortometraggio con cui ha scoperto di voler fare il regista. Ci vorranno altri tredici anni per il lungometraggio, ma quando arriva sono solo complimenti per Ride, che sarà parte dell’omaggio che l’Ischia Film Festival gli dedica. Nel mentre, quattro David di Donatello, a sottolineare che Valerio Mastandrea è uno degli attori italiani più importanti della sua generazione. Sarebbe piaciuto tanto a Risi, Monicelli e molti di quelli che il nostro cinema lo hanno reso grande in tutto il mondo.
Nasce una nuova, piccola sezione dell’Ischia Film Festival che si propone di portare all’attenzione del grande pubblico capolavori ingiustamente sottovalutati, o trascurati, o forse perfino rimossi. Far apprezzare autori e titoli che, anche a partire dai luoghi in cui hanno deciso di girare le loro storie, meritano un’attenzione più importante di quella che in genere è loro riservata. Si comincia quest’anno, con tre Maestri di cui il nostro cinema dovrebbe essere orgoglioso: Valerio Zurlini, Giuseppe De Santis e Antonio Pietrangeli. Tutte le proiezioni di questa sezione saranno introdotte dal critico cinematografico Gianni Canova il quale ha dichiarato:

“Le storie del cinema – come quelle della letteratura, della musica, dell’arte – non sono mai scritte una volta per tutte. Ogni epoca ha la necessità (e, forse, anche il dovere) di riscriverle. Di riguardare il passato a partire dal proprio punto di vista. Cioè da nuove sensibilità, nuove urgenze, nuove angolazioni prospettiche. Sono maturi i tempi perché si guardi anche alla storia del cinema italiano da prospettive un po’ diverse da quelle consolidate e abituali. Perché si esplorino altre strade. E si sottopongano a verifica i canoni e i valori tradizionali.” Per quest’anno tre i titoli proposti: Estate Violenta, Io la conoscevo bene e Italiani bravi gente, mentre per la prossima edizione è prevista una programmazione ancor più corposa.
Le giurie di Ischia Film Festival 2019

CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI
- Luca Bellino
Luca Bellino ha diretto con Silvia Luzi i documentari La Minaccia (2008) e Dell’Arte della Guerra (2012), per poi esordire, sempre con Luzi, nel cinema di finzione con il Il Cratere (2017) presentato in concorso alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia e vincitore di premi nei festival di tutto il mondo, tra cui l’Ischia Film Festival 2018. - Sanya Borisova
Sanya Borisova è un’attrice bulgara, protagonista del film Knockout, in concorso all’Ischia Film Festival 2018 e per cui ha vinto il premio come miglior attrice al Festival Internazionale del Cinema dei Castelli Romani di Roma. - Peppino Mazzotta
Nato a Domanico, in provincia di Cosenza, è stato studente di architettura all’università di Reggio Calabria. Per caso si iscrive ad una scuola di recitazione a Palmi, scoprendo l’amore per la recitazione. A Napoli forma la compagnia Rosso Tiziano, con cui lavora per 10 anni. Nel 2003 fonda la compagnia teatrale Teatri del Sud. Peppino Mazzotta è conosciuto soprattutto per aver interpretato, in tutti i film per la TV della serie, l’ispettore Giuseppe Fazio, uno dei protagonisti della serie Il commissario Montalbano, tratta dai romanzi Andrea Camilleri. Nel 2014 è un imprenditore colluso con la criminalità calabrese in Anime nere di Francesco Munzi, presentato alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, per cui viene candidato al Nastro d’argento al migliore attore protagonista. Nel 2019 interpreta il boss Bruno Corona nella serie “Solo” per la regia di Michele Alhaique e Stefano Mordini.
CONCORSO INTERNAZIONALE DOCUMENTARI
- Corrado Fortuna
Debutta nel 2002 con il ruolo del protagonista Tanino nel film My Name Is Tanino, regia di Paolo Virzì. Grazie alle interpretazioni in My Name Is Tanino e Perduto amor, nel 2004 vince il Premio Guglielmo Biraghi. Nel 2008 entra nel cast della fiction Tutti pazzi per amore, il cui successo gli dona notorietà nazionale. Nel 2009 è in Baarìa, di Giuseppe Tornatore, mentre nel 2011 è protagonista di I più grandi di tutti, di Carlo Virzì. Nel 2012 ha un piccolo ruolo in To Rome with Love, di Woody Allen. Nel 2014 è fra i protagonisti di Scusate se esisto! di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Raul Bova. Fortuna è anche regista di documentari e videoclip, prodotti con la sua compagnia, la ClubSilencio. Nel 2014 pubblica il suo primo romanzo, Un giorno sarai un posto bellissimo, edito da Baldini&Castoldi. Nel 2018 arriva il secondo, L’amore capovolto, edito da Rizzoli. - Stefano Russo
Nato a Napoli nel 1970. Ha studiato Geologia all’Università Federico II. Nel 2000 ha frequentato la Scuola Fiction di Mediatrade. Negli anni ‘90 ha collaborato con Paolo Sorrentino, con il quale ha co-diretto il corto “Un Paradiso”. Nel 1998 ha iniziato a lavorare come sceneggiatore televisivo (La squadra, Un posto al sole, Vivere). E’ stato docente di sceneggiatura presso il laboratorio “Creative Experience” (19.11 Produzioni) e presso la scuola Aranciablù di Napoli. Nel 2018 il suo cortometraggio “La Fortezza” ha vinto la menzione speciale all’Ischia Film Festival. - Silvia Luzi
Silvia Luzi è produttrice e regista. Con Luca Bellino ha diretto i documentari La Minaccia (2008) e Dell’Arte Della Guerra (2012). Nel 2017, sempre con Luca Bellino, dirige il primo lungometraggio di finzione Il Cratere, in concorso alla 32° Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Tra i premi ricevuti: Special Jury Prize al Tokyo International Fillm Festival, Migliore Regia e al Bobbio Film Festival, Miglior Film e Miglior Colonna Sonora all’Ischia Film Festival.
SEZIONE “LOCATION NEGATA”
- Giorgio Gosetti
Giorgio Gosetti (Venezia, 1956) è un giornalista, saggista, direttore di festival.
Lavora all’agenzia ANSA, dirige la Casa del Cinema a Roma, ha fondato e dirige le Giornate degli Autori (promosse da Anac e 100Autori nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia) e Noir in Festival (rassegna sul mystery tra cinema e letteratura) a Milano e Como. E’ stato direttore di Filmitalia, della Festa del Cinema di Roma, vicedirettore della Mostra del Cinema di Venezia.
Insegna organizzazione degli eventi cinematografici a Bologna e Milano. Gli piacciono Alfred Hitchcock e Sergio Leone, Orson Welles e Luigi Comencini oltre, ovviamente, al film noir. - Laura Aimone
Laura Aimone si è laureata in lingue e letterature straniere e ha studiato storia del cinema presso l’Università di Copenhagen in Danimarca e il Mount Holyoke College negli Stati Uniti. Lavora nel mondo del cinema da 14 anni, collaborando con alcuni dei Festival più importanti a livello internazionale tra cui la Mostra del Cinema di Venezia, la Berlinale, il Giffoni, il Festival di Cinema di Edimburgo in Scozia, l’Ajyal Film Festival in Qatar e il Film Festival Awards Macao in Cina. Specializzata in cinema dei paesi parlanti arabo del Golfo, è consulente alla programmazione per diversi Festival tra cui il Middle East Now a Firenze e il River Film Festival a Padova. Ha ideato e cura da due anni la rassegna di film su donne e sport “Endorfine rosa shocking” a Treviso.
Il Carnevale della vita, da lei scritto e diretto nel 2019, è la sua opera prima. Laura ha scelto di vivere a Venezia, quando non è in viaggio in giro per il mondo. - Pietro Marcello
Nasce a Caserta il 2 luglio 1976. Frequenta l’Accademia di Belle Arti dove studia pittura.
Autodidatta, insegna in carcere e dal 1998 al 2003 lavora alla rassegna Cinedamm presso il Damm di Montesanto a Napoli, di cui è fondatore. Suoi il radio-documentario Il tempo dei magliari, i corti Carta, Scampia e La Baracca, e il documentario Il Cantiere vincitore dell’XI edizione del “Libero Bizzarri”. Con Il Passaggio della linea, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia 2007, raggiunge la notorietà internazionale. Nel 2009 realizza il primo lungometraggio: La bocca del lupo, vincitore del 27° Torino Film Festival. Del 2011 è Il silenzio di Pelešjan, evento speciale alla 68° Mostra del Cinema di Venezia, ritratto del grande regista armeno Artavazd Pelešjan. Nel 2015 gira Bella e perduta. Presentato al Locarno Film Festival, il film ha vinto il Nastro d’Argento come miglior DocuFilm. Il suo nuovo film Martin Eden, dall’omonimo romanzo di Jack London, è atteso nelle sale cinematografiche a Settembre.
SEZIONE SCENARI CAMPANI
CASA SURACE
Casa Surace è una factory e casa di produzione nata a Napoli nel 2015 da un gruppo di amici e coinquilini. Ma soprattutto una famiglia allargata da più di 3 milioni di fan sul web.
Le radici ed i valori del Sud, gli stereotipi da smontare, la vita dei piccoli paesi, i comportamenti, il rapporto tra studenti fuorisede, gli usi e i costumi culinari e non, vengono mixati e rielaborati in sketch e video ironici che hanno dato vita ad una vera e propria social community online. Si tratti di ricette tutorial, esperimenti sociali o sketch comedy poco importa, l’importante è fare gruppo.
Il lavoro di Casa Surace sui video trae ispirazione dal mondo del cinema e del teatro ma anche e soprattutto dai nuovi linguaggi della rete in perenne mutazione, mantenendo però la giusta dose di spontaneità e puro divertimento.
Ad oggi Casa Surace ha totalizzato più di mezzo miliardo di visualizzazioni su Facebook e YouTube, ha collaborato con i più importanti brand nazionali ed internazionali, ha pubblicato un romanzo, “Quest’anno non scendo” (Sperling&Kupfer). Dopo 180 video realizzati, i ragazzi di Casa Surace continuano a mangiare tutti insieme.
CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI
I giovani ischitani: Piero Barbieri, Claudio Cervera, Filomena Di Iorio, Salvatore Di Meglio, Giovanni Ferrandino, Davide Laezza, Adriano Mattera, Giuseppe Migliaccio, Chiara Pilato, Ester Scotti, Giulia Scotti, Andrea Taglialatela, Marianna Trani.
La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 29 giugno al 6 luglio 2019, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania e con il sostegno di Campari, BPER Banca, Artisti 7607 e Mini.
Tutti insieme per parlare dei loro film, un cartellone che prevede i seguenti titoli:
- Arrivederci Saigon (Italia, 2018) di Wilma Labate
- Bentornato Presidente (Italia, 2019) di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi
- C’è tempo (Italia, 2019) di Walter Veltroni
- Copperman (Italia, 2019) di Eros Puglielli
- Domani è un altro giorno (Italia, 2019) di Simone Spada
- Drive me home (Italia, 2018) di Simone Catania
- Lazzaro Felice (Italia, Svizzera, Francia e Germania, 2018) di Alice Rohrwacher
- Ma cosa ci dice il cervello (Italia, 2019) di Riccardo Milani
- Modalità aereo (Italia, 2019) di Fausto Brizzi
- Moschettieri del re – La penultima missione (Italia, 2018) di Giovanni Veronesi
- Non ci resta che il crimine (Italia, 2019) di Massimiliano Bruno
- La paranza dei bambini (Italia, 2019) di Claudio Giovannesi
- Ride (Italia, 2018) di Valerio Mastandrea
- Sembra mio figlio (Italia, 2018) di Costanza Quatriglio
- Sulla mia pelle (Italia, 2018) di Alessio Cremonini
- L’uomo che comprò la luna (Italia, 2019) di Paolo Zucca
- Il viaggio di Yao (Francia e Senegal, 2018) di Philippe Godeau
- Il vizio della speranza (Italia, 2018) di Edoardo De Angelis
Cronofobia sbarca ad Ischia Film Festival
Cronofobia opera prima del regista svizzero Francesco Rizzi è stata selezionata alla 17. edizione dell’Ischia Film Festival.
Il film è in Concorso ufficiale e verrà proiettato in versione originale italiano con sottotitoli in inglese, a colori, 93 minuti. In programma sabato 29 giugno ore 20:45 in presenza del regista Francesco Rizzi e dell’attore Vinicio Marchioni presso la prestigiosa location del Castello aragonese di Ischia.

Ischia Film Festival ha già contato prestigiosi ospiti nelle edizioni passate, tra cui lo stesso attore protagonista Vinicio Marchioni (Romanzo criminale di Stefano Sollima, 20 sigarette di Aureliano Amadei, The Place di Paolo Genovese). Marchioni è affiancato dall’attrice co-protagonista Sabine Timoteo (7 Minuti di Michele Placido, Le Meraviglie di Alice Rohrwacher).
Scritto da Francesco Rizzi insieme alla sceneggiatrice Daniela Gambaro (Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto, Settimana della critica Venezia 2013).
Montaggio di Giuseppe Trepiccione (La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, Berlinale), musiche di Zeno Gabaglio (La buca di Daniele Ciprì).
Una produzione svizzera Imagofilm Lugano in coproduzione con RSI Radiotelevisione svizzera, 8horses Zurigo, Teleclub.
Cronofobia
Un uomo misterioso e solitario e una giovane donna ribelle.
Due solitudini autoimposte che si confrontano in un dramma psicologico sull’identità sospesa, che è anche l’appassionante cronaca di un amore impossibile.
Ischia Film Award 2019 ad Alessandro Borghi
L’Ischia Film Festival è lieto di annunciare che l’Ischia Film Award 2019 è stato assegnato ad Alessandro Borghi.

Un riconoscimento a un attore che negli ultimi anni ha letteralmente incarnato il cinema italiano, con una professionalità e una passione non comuni. David di Donatello quest’anno per la sua straordinaria trasfigurazione in Stefano Cucchi nel film di Alessio Cremonini Sulla mia pelle, che il festival proietterà come omaggio al suo interprete, Alessandro Borghi non si è limitato a questo in una stagione che lo avrebbe già visto mattatore incontrastato. Si è calato nei panni quasi primitivi di Remo ne Il primo re di Matteo Rovere, recitando in latino arcaico, un ruolo in cui si è sporcato, non metaforicamente, tra pioggia, fango e sudore, prima di perdere quasi dieci chili per diventare Stefano Cucchi.
Un Christian Bale italiano, si potrebbe definire, ma sarebbe ingiusto. Alessandro Borghi vuole essere solo se stesso, un attore che si mette sempre alla prova e che contemporaneamente non ha perso l’entusiasmo dell’esordiente. Per questo lo abbiamo visto in piccoli film a cui teneva, come Il più grande sogno. Per questo non poteva non essere al fianco di Luca Marinelli nello struggente e meraviglioso Non essere cattivo, regalando al cinema italiano una coppia che resterà indelebile nella sua storia. Ed è bello pensare che siano stati proprio loro due a trasformarsi in Fabrizio De André e Luigi Tenco (Borghi in Dalila), due grandi amici come sono loro due.
Lo hanno cercato in molti in questi anni, da Sergio Castellitto a Ferzan Ozpetek, fino a Paolo Genovese, avrebbe potuto sfruttare il suo momento ancora di più probabilmente. Ma essere attore per Alessandro Borghi significa accettare delle sfide, e per le sfide c’è bisogno di tempo e preparazione. Per la popolarità c’è Netflix e il suo giovane Numero 8 in Suburra – La serie. In attesa del prossimo ruolo in cui calarsi anima e corpo.
Per tutte queste ragioni, e molte altre ancora, i direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo hanno deciso di assegnare l’Ischia Film Award 2019 ad Alessandro Borghi. Lo riceverà dalle loro mani il 5 luglio, guardando Ischia dai bastioni del Castello Aragonese.
Artisti 7607 ad Ischia Film Festival 2019
Ischia Film Festival e Artisti 7607, un connubio quasi naturale, visto l’interesse che il festival codiretto da Michelangelo Messina e Boris Sollazzo ha sempre riposto nel lavoro dell’attore.

John Turturro, Carlo Verdone, Jean Sorel e Claudia Cardinale, quest’anno i già annunciati Michele Placido e Valerio Mastandrea, sono solo alcuni dei grandi interpreti che il festival ha premiato nel corso delle sue diciassette edizioni.
Artisti 7607 è una collecting fondata tra gli altri da Elio Germano e Claudio Santamaria, che intermedia i diritti degli attori, noti o meno noti, ai primi passi o di lungo corso, raccogliendo e distribuendo i proventi dei loro diritti d’immagine (diritti connessi al diritto d’autore) e promuove diverse attività di formazione e sostegno per gli interpreti.
Ischia Film Festival ha deciso quest’anno di dedicare una sezione speciale di cortometraggi diretti e interpretati da artisti che hanno deciso di essere tutelati dalla collecting 7607.
Questa la lista delle opere selezionate:
FUORI CONCORSO – CORTI “Out Of” 7607
- 11 (Italia, 2019), di Piergiorgio Martena
- In the bear (Italia, 2018), di Lilian Sassanelli
- Non è una bufala (Italia, 2018), di Niccolò Gentili e Ignacio Paurici
- Partenze (Italia, 2018), di Nicolas Morganti Patrignani
- Si è sempre fatto così (Italia, 2018), di Alberto Basaluzzo
- Il viaggio di Sarah (Italia, 2018), di Antonio Losito
Una selezione variegata, che va dalla storia di una ragazza italiana appena trasferitasi a Berlino di “In the Bear” di Lilian Sassanelli, alle paranoie contemporanee di un bravissimo Piergiorgio Bellocchio, diretto dalla coppia Gentili – Paurici di “Non è una bufala”.
Il grottesco è una cifra stilistica con cui si possono raccontare anche cose serissime, come quello che subisce ancora oggi il corpo di una donna nel momento del parto. Ci riesce benissimo Alberto Basaluzzo in “Si è sempre fatto così”. La scelta di una donna, sebbene completamente diversa, è anche al centro di “Partenze”, di Nicolas Morganti Patrignani, e sempre al femminile sono i “Il viaggio di Sarah” di Antonio Losito e il quanto mai attuale “11” di Piergiorgio Martena, storia di una calciatrice alle prese con un calcio di rigore che è molto più importante di un semplice goal. La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 29 giugno al 6 luglio 2019.
Ischia Film Festival 2018
Conto alla rovescia per Ischia Film Festival e la sedicesima edizione che arriva dopo il grande successo del 2017 che ha visto passare al Castello Aragonese grandi ospiti e splendidi film.

La grande soddisfazione dei direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, ma soprattutto del pubblico, che ha fatto segnare un record di presenze storico per l’evento cinematografico dell’isola dell’arcipelago campano torna in grande stile. La direzione artistica ha annunciato le date del 2018. La sedicesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 30 giugno al 7 luglio 2018, sempre ospitata nella straordinaria location del Castello Aragonese.
Già aperte anche le iscrizioni per i concorsi internazionali, con una importante novità. Si aggiunge infatti un ulteriore competizione a quelle già esistenti. I concorsi saliranno Direzioni Festival quindi a cinque e saranno i seguenti: lungometraggi, documentari, cortometraggi, Location Negata, Scenari Campani. È proprio quest’ultima sezione, dedicata al cinema del territorio della regione Campania, a essere stata promossa come competitiva, visto il grande riscontro ottenuto l’anno scorso. Le iscrizioni sono già attive sulla piattaforma specializzata FilmFreeway e sarà possibile presentare le opere fino al 15 marzo, con una proroga al 31 marzo per casi che verranno considerati singolarmente dal comitato di selezione.
Obiettivo dell’edizione 2018 sarà quello di allargare ulteriormente il respiro internazionale del festival, il cui tema sarà come sempre quello dell’importanza delle location, in tutte le sue declinazioni, nell’opera cinematografica. La direzione artistica anche quest’anno porterà a Ischia film di assoluto valore proveniente dai cinque continenti, affiancando alle competizioni anche il meglio del cinema della stagione in corso, per celebrare i grandi successi e riscoprire opere che non sempre riescono ad arrivare al grande pubblico per mancanza di spazi nel corso della loro naturale vita distributiva. L’appuntamento è quindi a Ischia dal 30 giugno al 7 luglio 2018, Castello Aragonese.
Dopo la calorosa accoglienza avuta al suo primo anno di vita, Scenari Campani, la vetrina dell’Ischia Film Festival dedicata alla produzione cinematografica della regione Campania, viene promossa e diventa la quinta sezione competitiva della manifestazione isolana. La selezione, che mette in gara senza distinzione documentari, corti e lungometraggi, perché a Ischia tutto è cinema alla pari, è stata quest’anno, con grande soddisfazione, difficile per i direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo e il comitato di selezione del festival. Segno di una vitalità straordinaria unita a una grande qualità e soprattutto un fermento nazionale, come dimostrano i tanti riconoscimenti ricevuti da opere che anche grazie a Napoli e dintorni hanno costruito le loro fortune.
Basti pensare ai David di Donatello e le candidature ai Globi d’oro e ai Nastri d’Argento per Ammore e Malavita, La tenerezza, Gatta Cenerentola, Napoli Velata, Riccardo va all’Inferno. La Campania è una delle realtà cinematografiche più vive d’Italia, grazie anche al Piano Cinema della Regione che supporta in misura importante il comparto come produzione, promozione ed esercizio. Anche questo ha contribuito a una selezione per Scenari Campani 2018 di grande spessore che verrà presentata dal 30 giugno al 7 luglio come sempre nella straordinaria casa dell’Ischia Film Festival, il Castello Aragonese. Un percorso che si snoderà tra i generi, passando dalla commedia al dramma fino all’horror. Ma anche attraverso i vicoli, le strade e le bellezze di Napoli, Ischia, Amalfi, e le storie, quelle di artisti come Antonio De Curtis, in arte Totò, o lo scultore Paolo Sandulli; quelle di una terra che ha ancora delle ferite da curare, come quella dolorosa di Scampia. Storie raccontate da grandi interpreti come Renato Carpentieri, Maurizio Casagrande, Ernesto Mahieux, Massimiliano Gallo, Pietro De Silva, Giulia Montanarini, Fabio De Caro, Sonia Aquino, Yuliya Myarchuk, Umberto Del Prete, Emanuele Vicorito, Giovanni Buselli, Giovanni Allocca, Robert Visco. C’è tutto questo e molto di più negli Scenari Campani di questo sedicesimo Ischia Film Festival.
I film in concorso per Scenari Campani:
- Asciola (Italia, 2017) di Edoardo Sandulli
- Augusto (Italia, 2017) di Giovanni Bellotti
- Camera 431 (Italia, 2017) di Barbara Rossi Prudente
- Così vicini così lontani – oltre il bullismo (Italia, 2017) di Alessandro Varisco
- Da morire (Italia, 2017) di Alfredo Mazzara
- La fortezza (Italia, 2018) di Stefano Russo (anteprima mondiale)
- Je so’ pazzo (Italia, 2018) di Andrea Canova
- Lei (Italia, 2018) di Roberto Bontà Polito
- Liliana (Italia, 2018) di Emanuele Pellecchia
- La Mezzanotte blu (Italia, 2018) di Edoardo Cocciardo
- Il Nostro Limite (Italia, 2017) di Adriano Morelli
- Posto unico (Italia, 2017) di Mauro Piacentini e Andrea Borgia
- Una semplice verità (Italia, 2018) di Cinzia Mirabella
- Senza paura (Italia, 2017) di Luca Esposito
- Skampia (Italia, 2017) di Andrea Rosario Fusco (anteprima mondiale)
- Uccia (Italia, 2018) di Elena Starace e Marco Renda
- Volturno (Italia, 2017) di Ylenia Azzurretti
Notti magiche, inseguendo un film. Le notti dell’Ischia Film Festival, un vero e proprio campionato del mondo di cinema. Che schiera una formazione con quattro punte, un poker d’assi che vedrà la propria carriera premiata. Gabriele Salvatores, Gabriele Muccino, Carlo Verdone e Peter Greenaway rappresentano una sorta di bussola: alfieri di un cinema profondamente diverso l’uno dall’altro, sono i punti cardinali di questa edizione.

Tutto questo nell’anno in cui tutti siamo orfani dei mondiali di calcio e una generazione di adolescenti perderà un rito di iniziazione umano e sentimentale. Il nostro compito è darne un altro ancora più bello e poetico. Per questo abbiamo deciso di raccontare e ricordare il 1968 non con uno dei grandi cineclassici di allora ma con un viaggio del più grande storyteller sportivo vivente, Federico Buffa, fatto di cinque tappe in cinque città chiave in quell’anno che cambiò il mondo. Cinque film su come e cosa successe, e dove, a chi visse quei momenti straordinari.
Ce n’è di sport, quest’anno, per chi avrà nostalgia degli azzurri. Un documentario sul campionissimo George Best, un film di pugilato e lotta contro una vita infame come Sambà, in Je so’ pazzo abbiamo come scenografia un murales, mitico, che ritrae nel Rione Materdei a Napoli, Che Guevara e Maradona. Centotredici opere – sì, 113! – per cinque sale dentro quel Castello Aragonese che rappresenta una delle meraviglie del mondo, soprattutto tra le location dei festival. Trentatre anteprime (di cui otto mondiali), trenta paesi, dal Nepal al Burkina Faso, l’Ischia Film Festival conferma la sua vocazione internazionale che la porta da sempre alla ricerca degli autori del futuro in ogni angolo del pianeta per i suoi concorsi e allo stesso tempo, soprattutto con la giovane sezione “Best of” (presente dal 2017 e il cui unico premio è assegnato dal pubblico), una vetrina per il miglior cinema italiano.
Dopo la rivoluzione dello scorso anno in cui i commissari tecnici, pardon i direttori, sono diventati due – il fondatore Michelangelo Messina ha chiamato ad affiancarlo il critico cinematografico Boris Sollazzo -, ora si punta alla continuità di questo processo di rinnovamento e crescita, tra local e global. Il festival delle location punta di più sulla propria regione, facendo diventare la sezione Scenari Campani competitiva – anche grazie al sostegno fondamentale della Regione Campania e al nuovo sponsor BPER Banca, che ne premierà il vincitore -, mentre la IQOS Lounge sulla Terrazza della Caffetteria del Monastero del Castello Aragonese continuerà a essere un luogo di confronto e scambio prima dell’inizio delle proiezioni, una sorta di piazza delle idee, di fronte a un panorama mozzafiato, dove gli addetti ai lavori intesseranno nuovi rapporti e magari progetti. Allo stesso modo aumenta paesi e continenti di provenienza delle opere selezionate.
Rimangono le scommesse vinte lo scorso anno: Under the Sky, che dalla serialità si concentra ora sui prodotti cinematografici prodotti da Sky Sport e Sky Arte (perché tali sono il ciclo 1968 con Federico Buffa e Seven Women di Yvonne Sciò), così come l’allargamento del concetto di location alle piattaforme di fruizione dell’arte cinematografica e a luoghi che dimostrano di essere fondamentali nella scrittura, pur non rappresentando scenografie culturali, storiche o reali.
Ci piace citare i The Jackal, con la loro particolarissima visione di un pianeta astronave così come Gatta Cenerentola e la sua Napoli animata e distopica. Entrambi rappresentano l’evoluzione del concetto alla base di un festival che non ha mai smesso di innovarsi. Per celebrare questo sedicesimo compleanno dell’Ischia Film Festival – e già, siamo all’edizione numero 16 -, verranno tanti grandi nomi del grande schermo (e non solo), oltre ai campioni già citati. Manetti Bros, Fabio De Luigi, Roberta Torre, Guglielmo Poggi, Alessandro Aronadio, Edoardo Leo, Renato Carpentieri, Fabrizio Gifuni, Gary Dourdan, Claudia Gerini, Giulia Michelini, Vinicio Marchioni, Nicola Giuliano, Alessandro Rak, Federico Buffa, Sandra Milo, Carlo Delle Piane, Caterina Murino, Caterina Shulha, Lillo Petrollo, i The Jackal, Laura Bispuri, Massimiliano Gallo, Nicola Nocella, Bruno Oliviero, Berardo Carboni, Matilda De Angelis, Concita De Gregorio, Antonello Piroso, Fabio De Caro, Gigione, Milena Mancini, Daniele Vicari, Leonardo Di Costanzo, Nicola Guaglianone, Pippo Mezzapesa, Yvonne Sciò, Anna Vale, Michela Andreozzi, Massimiliano Vado, Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi.
L’Ischia Film Festival nell’anno dei record – mai tanti film programmati, mai tanti ospiti, mai tanti film visionati per i cinque concorsi – conferma di aver aperto un nuovo ciclo, basato su un passato straordinario e un futuro sempre più centrale nell’ambito dei festival cinematografici: a dirlo sono anche Gringo, Io sono Bin Laden (anteprime italiane) e Ocean’s 8: titoli che confermano come anche l’industria cinematografica, con opere che vedono nomi straordinari come Charlize Theron, Nicolas Cage e il dream team di donne di Debbie Ocean, sia sempre più attento a ciò che accade al castello Aragonese. Industria, arte e non solo. Perché anche quest’anno, come in passato, ci sarà il convegno internazionale sul Cineturismo, alla presenza del direttore generale Cinema Nicola Borrelli. Il Cineturismo è un neologismo e un tema di studio e sviluppo inventato, letteralmente, dal fondatore Michelangelo Messina e ora è una realtà centrale nel nostro sistema.
Si conclude Ischia Film Festival 2018, sedicesima edizione da record per numero di film, ospiti, pubblico ed eco nazionale e internazionale. Il Castello Aragonese per otto giorni è stato al centro del cinema italiano, vedendo passare sui suoi cinque palchi e schermi Gabriele Salvatores, Carlo Verdone, Daniele Vicari, Gabriele Muccino, Fabio De Luigi, Nicola Nocella, Andrea Magnani, i fratelli Manetti, Fontana & Stasi, Pippo Mezzapesa e tanti, tanti altri ospiti, dall’Italia e dal mondo. Un festival senza confini che viene confermato dalle decisioni delle giurie dell’Ischia Film Festival che hanno decretato i vincitori dei concorsi internazionali della XVI edizione.
Miglior film è nella sezione lungometraggi è Il cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino, ennesimo premio per uno dei migliori film italiani dell’anno, che si è aggiudicato anche il premio SonyATV per la migliore colonna sonora. La Repubblica Dominicana si prende il premio per la migliore regia e per la migliore scenografia per Sambà, film molto amato anche dal pubblico.
La migliore fotografia se l’aggiudica Daniel Leo per il film polacco Man Proposes, God Disposes. Premio per il miglior cortometraggio a Domesticado, con una menzione speciale per la breve commedia britannica Call Me Alvy, mentre il premio SonyATV va ad Eyes. Premio Location Negata a Giulio Tonicelli e il suo Happy Today, mentre il premio per il miglior documentario è stato assegnato a Burkinabè Rising, con una menzione speciale per Aperti al pubblico di Silvia Bellotti.
Quest’anno sezione competitiva era anche Scenari Campani e il primo BPER Award se lo aggiudica Je So’ Pazzo di Andrea Canova, con una menzione speciale per La fortezza di Stefano Russo.
Infine l’Audience Award, votato dal pubblico dell’Ischia Film Festival. Prima che la notte, il film di Daniele Vicari con protagonista Fabrizio Gifuni, andato in onda su Rai 1, vince con una straordinaria media di 4,88 su cinque.
Ecco la lista completa dei premi, sezione per sezione, con le giurie e le motivazioni. La Giuria della sezione Lungometraggi, composta dal giornalista e cineasta svizzero Lorenzo Buccella, dalla regista e sceneggiatrice Laura Bispuri e dal critico cinematografico e direttore generale del Molodist Film Festival di Kiev Andriy Khalpakhci, ha così deliberato:
- Ischia Film Award al miglior lungometraggio: IL CRATERE di Silvia Luzi e Luca Bellino
- Premio Castello Aragonese alla miglior Regia: Laura Amelia Guzmàn e Israel Cardénas per il film SAMBÁ
- Premio Epomeo alla miglior Fotografia Cinematografica: Daniel Leo per il film MAN PROPOSES, GOD DISPOSES
- Premio Aenaria alla miglior Scenografia: Monica de Moya per il film SAMBÁ
- Premio SonyATV per la migliore colonna sonora in un film italiano: IL CRATERE
- Ischia Film Award al miglior cortometraggio: DOMESTICADO di Juan Francisco Viruega
- Menzione speciale a: CALL ME ALVY di Alexei Slater
- Premio SonyATV per la migliore colonna sonora in un cortometraggio: EYES
- Ischia Film Award Location Negata: HAPPY TODAY di Giulio Tonincelli
- Ischia Film Award al miglior documentario: BURKINABE’ RISING: THE ART OF RESISTANCE IN BURKINA FASO di Iara Lee
- Menzione speciale a: APERTI AL PUBBLICO di Silvia Bellotti
- Premio BPER al miglior film categoria Scenari Campani: JE SO’ PAZZO di Andrea Canova
- Menzione speciale a: LA FORTEZZA di Stefano Russo
- ISCHIA FILM FESTIVAL AUDIENCE AWARD: PRIMA CHE LA NOTTE di Daniele Vicari
Ischia Film Festival 2017
Ischia Film Festival, giunge alla quindicesima edizione nel 2017 e nomina un nuovo direttore artistico: il critico cinematografico e scrittore Boris Sollazzo.

Già nel team delle Giornate degli Autori di Venezia e da anni consulente in molti importanti festival, va ad affiancare il fondatore Michelangelo Messina. Insieme cominciano un nuovo processo di crescita della rassegna, che ormai ha un suo ruolo nella scene delle manifestazioni cinematografiche internazionali e che intende affrontare un ulteriore salto di qualità grazie alla professionalità di chi lavora ad alti livelli nel settore da 20 anni. “Sono felice di affrontare questa sfida” ha dichiarato il neo-direttore Boris Sollazzo. “Da anni lavoro all’IFF e sono convinto sia uno dei festival più interessanti nel panorama italiano e internazionale.
Sono felice di non sostituire Michelangelo, indispensabile all’IFF, ma di condurre questa nave insieme. Insieme raggiungeremo nuovi porti. Guarderemo al futuro, senza dimenticare la nostra identità cinematografica e territoriale. Affronteremo le sfide del futuro con percorsi tematici, artistici, contenutistici nuovi: il Castello Aragonese deve diventare sempre di più luogo centrale di un’arte e di un’industria in continua trasformazione, come già lo era, per la cultura, con Vittoria Colonna”.
Con questa notizia dichiariamo aperto il XV Ischia Film Festival, comunicando anche le date ufficiali, dal 24 Giugno al 1 Luglio 2017. E lo facciamo anche aprendo le iscrizioni al concorso internazionale dedicato alla location cinematografiche e all’identità culturale dei territori scelti per le riprese. Al Festival possono partecipare lungometraggi, documentari e cortometraggi che abbiano valorizzato il territorio attraverso la scelta delle location, promuovendone così la realtà storica sociale ed umana, le tradizioni e la cultura.
La deadline per inviare le opere è fissata al 15 Marzo 2017, ma una “latest deadline” è prevista fino al 31 Marzo 2017. L’iscrizione può essere effettuata attraverso FilmFreeway, il più noto portale per filmmaker.
Una giuria internazionale assegnerà il premio “Ischia Film” al lungometraggio, al documentario ed al cortometraggio delle rispettive sezioni, oltre che al cortometraggio e al documentario della sezione Location negata.
La Direzione del Festival in accordo con il comitato d’onore ed il comitato direttivo del Festival, assegnerà inoltre i seguenti premi:
- Premio “Castello Aragonese” Al miglior regista
- Premio “Aenaria” Al miglior scenografo
- Premio “Epomeo” Al miglior direttore della fotografia
Ischia Film Festival 2017 avanza i lavori… Dopo un lungo lavoro da parte dei direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, coadiuvati dal comitato di selezione, ecco finalmente le opere in concorso del XV Ischia Film Festival. Quattro le categorie: lungometraggi di finzione, documentari, cortometraggi, Location Negata.
Undici i paesi rappresentati provenienti da quattro continenti, ben sessanta le opere italiane (le opere delle sezioni collaterali saranno svelate a breve), a dimostrare l’attenzione che il festival ha nei confronti dei nostri cineasti, spesso penalizzati dalla mancanza di vetrine prestigiose per far conoscere il loro lavoro al pubblico. Dodici le registe donne, un dato importante ma che il festival spera di incrementare in maniera importante nei prossimi anni con nuovi talenti al femminile del nostro cinema. Ecco quindi la lista completa delle opere in concorso al XV Ischia Film Festival, che si terrà dal 24 giugno al 1° luglio nei terrazzi e nelle chiese del Castello Aragonese.
Sezione IN CONCORSO – Lungometraggi
Caina (Italia, 2016) di Stefano Amatucci
Even Lovers get the blues (Belgio, 2016) di Laurent Micheli
Immortality (Iran, 2016) di Mehdi Fard Ghaderi
Le Monde Dont on Reve N’existe Pas (Stati Uniti, 2017) di Ayoub Qanir
Orecchie (Italia, 2016) di Alessandro Aronadio
I peggiori (Italia, 2017) di Vincenzo Alfieri
La pelle dell’orso (Italia, 2016) di Marco Segato
Urvi (India, 2017) di B.S. Pradeep Varma
Il velo di Maya (Italia, 2016) di Elisabetta Rocchetti
Sezione IN CONCORSO – Documentari
Un altro me (Italia, 2016) di Claudio Casazza
Colours of the Alphabet (Regno Unito, 2016) di Alastair Cole
Dil Leyla (Germania,2016) di Asli Özarslan
La lunga strada gialla (Italia, 2016) di Antonio Oliviero, Christian Carmosino
Nove giorni al Cairo (Italia, 2017) di Carlo Bonini, Giuliano Foschini
Il presidente del mondo (Italia, 2016) di Francesco Merini, Michele Cogo
Sacred Water (Belgio, 2016) di Olivier Jourdain
Unwanted Heritage (Croazia, 2016) di Irena Skoric
Was Shakespeare English? (Regno Unito, 2016) di Alicia Maksimova
Sezione IN CONCORSO – Cortometraggi
Amira (Italia, 2016) di Luca Lepone
Buffet (Italia, 2016) di Santa de Santis, Alessandro d’Ambrosi
Confino (Italia, 2016) di Nico Bonomolo
Dime Short (Stati Uniti, 2016) di Krista Gano
The Driving Seat (Regno Unito, 2016)di Phil Lowe
Fantassút (Italia, 2016) di Federica Foglia
La femme et le TGV (Svizzera, 2016) di Timo von Gunten
La notte del professore (Italia, 2016) di Giovanni Battista Origo
#Selfie (Germania, 2016) di David M. Lorenz
Il silenzio (Italia, 2016) di Farnoosh Samadi, Ali Asgari
La squadra (Italia, 2016) di Andrea Brusa,Marco Scotuzzi
The Trader (Spagna, 2016) di Manuel Alvarez Diestro,Sergio Belinchon
Die Überstellung (Germania, 2017) di Michael Grudsky
Valparaiso (Italia, 2016) di Carlo Sironi
Valzer (Italia, 2016) di Giulio Mastromauro, Alessandro Porzio
Sezione IN CONCORSO – Location Negata
Fukushima: Les voix silencieuses (Francia, 2016) di Chiho Sato, Lucas Rue
Halim (Austria, 2016) di Werner Fiedler
The invisible city (Belgio, 2016) di Lieven Corthouts
Latif, poeta combattente (Italia, 2016) di Massimiliano Zanin
Lost in Hope (Germania, 2016) di Aline Hochscheid
Mary Mother (Italia, 2016) di Sadam Wahidi
Moby Dick (Italia, 2017) di Nicola Sorcinelli
On récolte ce que l’on sème (Francia, 2017) di Alaa Ashkar
Red Season (Iran, 2016) di Hasan Najmabadi
Run(d) for freedom (Italia, 2017) di Francesco Furiassi, Francesco Agostini
Samedi Cinema (Senegal, 2016) di Mamadou Dia
Uomo in mare (Italia, 2016) di Emanuele Palamara
Zu Gast Bei Freunden (Svizzera, 2017) di Luisa Ricar
Un evento come Ischia Film Festival, arrivato alla 15ima edizione, non può dimenticare la location più importante: la nostra regione, la Campania. Ecco perché dal 2017 Scenari Campani rappresenterà una vetrina per il meglio della produzione cinematografica regionale: corti, lunghi, documentari, racconteranno il luogo in cui viviamo attraverso l’arte che amiamo. Da sempre l’attenzione per il nostro territorio è stata alta e lo dimostra tutto il programma. Se in concorso – ecco le prime anticipazioni di questa edizione 2017 – “I peggiori” raccontano una Napoli diversa, così come nella sezione “best of”, “Vieni a vivere a Napoli”, “Indivisibili”, “Falchi” e “Maradonapoli”, in questa nuova sezione non competitiva – qui, più che altrove, conta partecipare prima ancora che vincere – cercheremo di portare a Ischia il meglio del cinema indipendente del nostro territorio, un giro della Campania in decine di location che trova il proprio approdo proprio al Castello Aragonese di Ischia.
Scenari Campani sottolinea la volontà dell’Ischia Film Festival di essere sempre più protagonista nel panorama della promozione cinematografica e culturale di una terra sempre più fertile a livello creativo: da una Napoli sempre più capitale cinematografica a quelle che non possiamo più definire province. Dalle grandi ricchezze artistiche che spesso non conosciamo – come in “Natività” e “Mirabiles”, dove si va da siti archeologici straordinari a un capolavoro del Caravaggio -, fino all’identità delle nostre città attraverso i propri mestieri e i propri cittadini – “A’ faccia”, “Lypso”, “La consegna” solo per elencarne alcuni – fino a visioni futuristiche e poetiche come “(In)Felix”, sono davvero tanti gli sguardi, gli scenari, appunto, che verranno proiettati all’Ischia Film Festival, con l’ambizione di divenire il centro di gravità permanente del cinema campano, dopo aver raggiunto un rilievo nazionale e internazionale.
Ischia Film Festival si svolgerà dal 24 giugno all’1 Luglio 2017 al Castello Aragonese d’Ischia e questi sono gli Scenari Campani che presenta:
- Andare (Italia, 2016) di Massimo Cerrotta
- La consegna (Italia, 2016) di Vincenzo Peluso
- Dogs naso di cane (Italia, 2017) di Domenico Balsamo
- ‘A Faccia (Italia, 2016) di Fabrizio Livigni
- Fiammifero (Italia, 2016) di Lorenzo Ambrosino
- La forza del silenzio (Italia, 2016) di Salvatore Esposito
- (In)Felix (Italia, 2016) di Maria Di Razza
- Lypso (Italia, 2016) di Vincenzo Capaldo
- Mirabiles – i custodi del mito (Italia, 2016) di Alessandro Chetta e Marco Perillo
- Natività (Italia, 2016) di Gianfranco Antacido
- Parusia Napoletana (Italia, 2016) di Rosa Maietta
Sarà John Turturro a ricevere IQOS Innovation Award: il riconoscimento alla carriera dell’Ischia Film Festival indetto dal 2017 da IQOS, a supporto dell’eccellenza e delle sempre nuove forme di sperimentazione nel fare cinema, sarà consegnato al celebre attore di origini italiane nel corso della XV edizione dell’Ischia Film Festival il prossimo 26 giugno. John Turturro è uno dei più grandi interpreti americani degli ultimi trentanni. Dall’esordio (non accreditato) con Martin Scorsese in Toro Scatenato, Turturro ha diviso il set con i più grandi autori del cinema mondiale. Spike Lee gli diede il suo primo grande ruolo in Fa la cosa giusta. Subito dopo fu la volta dei Fratelli Coen, che con Crocevia della morte iniziarono con lui una lunga storia di memorabili interpretazioni, tra cui il diabolico giocatore di bowling Jesus Quintana che, dopo Il grande Lebowsky, rivedremo presto abbattere birilli in un nuovo film diretto dallo stesso attore dal titolo Going Places.
Il Festival si è rivelato essere l’occasione ideale per la presentazione di un premio come l’IQOS Innovation Award, che mira a riconoscere i veri innovatori, i game changer, personalità che hanno avuto la capacità di reinventarsi nel proprio settore, anticipando così i tempi. Innovazione e cambiamento sono alcuni dei valori portanti della filosofia di IQOS, tecnologia che scalda e non brucia il tabacco con cui Philip Morris International sta rivoluzionando a livello globale un settore rimasto immutato per secoli. L’Ischia Film Festival ha consegnato il prestigioso riconoscimento alla carriera, ora divenuto IQOS Innovation Award, anche al premio Oscar e set designer della saga di James Bond Ken Adam al Maestro della luce Vittorio Storaro, passando per cineasti straordinari come Abel Ferrara, Amos Gitai, Margarethe Von Trotta, fino a grandi autori italiani del calibro di Giuliano Montaldo, Pupi Avati e il compianto Pasquale Squitieri, a cui il festival dedica quest’anno un ricordo e una doverosa retrospettiva.
A sessant’anni appena compiuti, John Turturro non ha tempo per riposarsi. L’anno scorso ha affrontato l’avventura televisiva con una serie straordinaria, The Night of, nel ruolo dell’avvocato John Stone, portandosi a casa la seconda nomination ai Golden Globe della carriera, dopo quella per Quiz Show di Robert Redford. E i premi non sono mai mancati a questo newyorkese di Brooklin. Cannes lo ha celebrato come attore in Barton Fink e anche come regista, con la Camera d’Or per la migliore opera prima nel 1992 con Mac. Un artista totale, John Turturro, anche musicista, cantante e ballerino, e con una smodata passione per l’Italia e per Napoli, che ha celebrato nel film documentario Passione, atto d’amore alla città e alla sua tradizione musicale. Era quindi naturale che le strade di Mr. Turturro e dell’Ischia Film Festival si incrociassero, e succederà la sera del 26 giugno, quando l’attore e regista, accompagnato dai direttori artistici del festival Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, incontrerà il pubblico del festival alla Cattedrale dell’Assunta del Castello Aragonese. Una conversazione a cui farà seguito la proiezione di Passione, a celebrazione del rapporto tra Turturro e l’Italia, culminato con la sua collaborazione con Nanni Moretti in Mia madre. L’omaggio a John Turturro sarà completato da Romance and Cigarettes, storia d’amore e musica con Kate Winslet e il compianto James Gandolfini, e da una sorpresa presto annunciata.
L’evento si inserisce nel fitto calendario dell’Ischia Film Festival, l’unica rassegna internazionale dedicata alla location, che nella sua edizione 2017 conterà ben 90 opere da 4 continenti, 4 concorsi internazionali (lunghi, 2 di documentari e corti) 3 sezioni non competitive con il meglio del cinema italiano e mondiale dell’ultima stagione cinematografica e varie retrospettive/prospettive di cui una dedicata interamente alla serialità televisiva e al ruolo di Sky nell’innovazione della narrazione cinematografica sul piccolo schermo. Quasi 7000 minuti di programmazione, migliaia di spettatori previsti nei sette giorni di festival – dal 24 giugno al 1 luglio – con 5 sale di proiezione all’aperto negli splendidi spazi del castello Aragonese.
Ischia Film Festival 2016
Si terrà dal 25 Giugno al 2 Luglio 2016 la quattordicesima edizione dell’Ischia Film Festival, concorso internazionale dedicato alla location cinematografiche. L’entry form per l’iscrizione di lungometraggi, documentari e cortometraggi, all’edizione 2016 è pubblicata sul sito del festival.
Al Festival possono partecipare tutte le opere che abbiano valorizzato il territorio attraverso la scelta delle location, promuovendone così la realtà storica sociale ed umana, le tradizioni e la cultura.
La deadline per inviare le opere è fissata al 15 Marzo 2016, ma una “latest deadline” è prevista fino al 31 Marzo 2016. L’iscrizione può essere effettuata compilando il form sul sito ufficiale.
L’edizione 2015 del festival ha visto la selezione di 109 lavori provenienti da 39 diversi paesi del mondo tra cui 54 anteprime nazionali, 2 world premiere internazionali e 2 anteprime europee, senza considerare quelle anteprime italiane che sono al contempo anche anteprime mondiali. Tra le selezionate, 42 produzioni o co-produzioni italiane a riprova dell’impegno del festival per la promozione del cinema italiano. 40 le opere in concorso tra lungometraggi, documentari e cortometraggi che si sono contese i riconoscimenti del festival.
Il festival non assegna premi in denaro ma tutti gli autori selezionati avranno diritto ad una notte di ospitalità alberghiera ad Ischia (la sera in cui sarà proiettato il proprio lavoro). Per gli autori che arrivano dall’estero l’ospitalità alberghiera sarà estesa a due notti.
La Direzione del Festival nominerà una giuria di esperti incaricata di assegnare il premio “Ischia Film” al lungometraggio, al documentario ed al cortometraggio che hanno maggiormente valorizzato le location utilizzate nonchè al miglior lavoro della sezione “Location Negata”. La Giuria si riserva altresì di attribuire, tra le opere in concorso, riconoscimenti e menzioni speciali.
La Direzione del Festival in accordo con il comitato d’onore ed il comitato direttivo del Festival, assegnerà inoltre i seguenti premi:
- Premio “Ischia Film” al lungometraggio che ha maggiormente valorizzato le location
- Premio “Castello Aragonese” Al miglior regista
- Premio “Aenaria” Al miglior scenografo
- Premio “Epomeo” Al miglior direttore della fotografia
La quattordicesima edizione del festival del cinema di Ischia proprio oggi 17 Marzo ricorre il 40° anniversario della dipartita del grande Maestro Luchino Visconti, le cui ceneri, dal 2003, riposano nella sua Villa La Colombaia a Forio d’Ischia. A ricordo della scelta del grande maestro di eleggere l’isola a suo luogo dell’anima, l’Ischia Film Festival il 25 giugno aprirà la quattordicesima edizione del festival, dedicato ai luoghi del cinema, con uno dei capolavori del regista milanese: “La terra trema”. Il critico cinematografico Boris Sollazzo presenterà, nella storica piazza d’armi del Castello Aragonese, il film interamente ambientato ad Aci Trezza, tratto da “I Malavoglia” di Verga. Ad affiancare la proiezione il vernissage della mostra fotografica “Il primo Visconti: Ossessione e la Terra trema, i set cinematografici” a cura di Antonio Maraldi e del centro cinema Città di Cesena.
“E’ doveroso e lusinghiero poter omaggiare uno dei padri del neorealismo italiano, che ha scelto Ischia quale luogo dell’anima, proiettando uno dei suoi capolavori come La terra trema” – ha dichiarato il patron dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina – “Con questo suo secondo lavoro, Visconti riconosce l’importanza dei luoghi originali, per il suo linguaggio cinematografico, esaltando sin d’allora i principi del realismo. Il film è in perfetta sintonia con il festival e sono particolarmente contento di poter contribuire a ricordare la scomparsa del maestro ma soprattutto far sapere che le sue ceneri riposano qui ad Ischia, nella Villa La Colombaia sin dal 2003 , in coincidenza con la prima edizione del festival. Fu un segnale di ottimo auspicio per noi” ha proseguito Messina.
Questa edizione del festival chiuderà anche con un altro doveroso omaggio: allo scenografo e due volte premio Oscar Sir Ken Adam, scomparso il 10 Marzo scorso, che sin dalla prima edizione è stato Presidente Onorario del Festival del cinema di Ischia.
Sarà The Heritage of Love, il film campione d’incassi in Russia, ad aprire la quattordicesima edizione dell’Ischia Film Festival che anche quest’anno si preannuncia ricca di ospiti, anteprime e opere, provenienti da tutto il mondo, per raccontare la diversa cultura dei territori e valorizzare il cineturismo.

Il film presentato alla 69a edizione del Festival di Cannes e tratto da una storia vera, e racconta della storia d’amore tra il tenente della guardia reale e la Duchessa Vera Chernysheva, negli ultimi giorni dell’impero Russo e all’inizio della rivoluzione d’ottobre del 1917. Tra i protagonisti il famoso cantante russo Díma Bilán, l’attrice Svetlana Ivanova, e il pluripremiato attore russo Aleksandr Adabashyan. Prodotto dalla Fond Kino Mosfilm, l’agenzia nazionale russa per la promozione cinematografica.
Il film è costato 7 milioni di dollari e la colonna sonora del film è stata realizzata dal compositore russo Eduard Artemyev, collaboratore del grande regista Nikita Mikhalkov.
A presentare il film ad Ischia, nella suggestiva piazza d’armi del Castello Aragonese, diversi attori del cast e della produzione, che per l’occasione, giungeranno nell’isola verde insieme ad altri ospiti internazionali, per l’apertura del festival. “Il festival è sempre più ambito dai film makers internazionali; lo attestano le centinaia di opere, provenienti ogni anno da tutto il mondo, che si iscrivono per partecipare al concorso cinematografico” ha dichiarato il patron e direttore artistico del festival Michelangelo Messina. Posta sotto l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo e realizzato con l’Adesione del Presidente della Repubblica, la quattordicesima edizione dell’Ischia Film festival si svolgerà nei suggestivi spazi all’aperto del Castello Aragonese di Ischia dal 25 giugno al 2 luglio 2016.
C’è sempre stato un feeling particolare tra il Cinema francese e l’Ischia Film Festival: dopo autorevoli presenze come quelle del regista Benoit Jacquot, che ha ricevuto l’Ischia Film Award nel 2013, e dell’attore francese Jean Sorel, arriva, nello splendido Castello aragonese ad impreziosire l’Edizione 2016, la produttrice francese Catherine Dussart.

“Una scelta fortemente voluta per un Festival che mira a puntare sempre sulla qualità dei suoi Ospiti” ha dichiarato il direttore artistico Michelangelo Messina.
Catherine Dussart è una grande professionista, un’acclamata produttrice francese, figlia d’arte: Catherine, infatti, è la figlia di uno dei più stretti collaboratori del regista francese François Truffaut. Ha esordito con i cortometraggi ma, poi, si è dedicata a film e documentari a lungo formato per il Cinema e per la Televisione: da ricordare, Les Productions Dussart nel 1992 e CDP nel 1994. La produttrice è membro del Club dei Produttori Europei e consulente dell’Ateliers du Cinéma Européen (ACE); è stata nel Consiglio di Amministrazione del Cinema dell’Accademia franco-russa.
Le sue più recenti produzioni includono: “L’immagine mancante” di Rithy Panh, che ha vinto i Premi Certain Regard al Festival di Cannes 2013 e il Prix Italia ed è stato, inoltre, candidato all’Oscar per il miglior film straniero; “Laici Graves” (“Terra di Mine”) del regista libanese Reine Mitri (DIFF Dubai); “9 dita” di F.J. Ossang, vincitore del Premio 2014 di Roma Eurimages; e del film “Country” di Rithy Panh (Fipa 2015). È stata Direttrice del Cinema dell’Accademia franco-russo, dal 2014. Attualmente, la Dussart è membro della Commissione per gli aiuti al Cinema mondiale organizzato dal Centre National de la Cinématographie.
Margarethe von Trotta si vede assegnato uno dei riconoscimenti più ricchi che per le passate edizioni è stato assegnato, tra gli altri, a Vittorio Storaro, Abel Ferrara, Pavel Lounguine, Pupi Avati, Jean Sorel, Amos Gitai e Pasquale Squitieri, celebra quest’anno la regista tedesca che ha esordito con Rainer Werner Fassbinder e Volker Schlöndorff per arrivare a recenti capolavori come “Hannah Arendt” in un percorso di racconto profondo e sensibile della sua epoca.

Proprio “Hanna Arendt” sarà proiettato in suo omaggio il Domenica 26 Giugno alle ore 21:45 alla Cattedrale diroccata barocca dell’Assunta in seno al programma del festival ideato e diretto da Michelangelo Messina.
Margarethe von Trotta, signora rigorosa e allo stesso tempo irriverente di un cinema profondamente tedesco ed europeo che mai potrà e vorrà sottostare alla banalità della mediocrità, al conformismo di ideologie e opportunismi, alla difficoltà delle sfide che si hanno davanti. Tutti, pensando a lei, citano “Anni di piombo” che le valse il Leone d’Oro al Festival di Venezia e la fama internazionale, ma dovremmo ringraziarla soprattutto per aver (ri)costruito la nostra coscienza critica con un cinema elegante come un’equazione e libero come solo il rigore sa permetterti di essere.
Margarethe von Trotta non ha paura del passato, per quanto sia duro da accettare (come la Arendt), né del presente, che lei non fa raffreddare, ma affronta qui e ora. Senza che le sue opere invecchino. Anzi, il suo cinema ringiovanisce, anticipatore scomodo dei muri che cadono e che ricominciano ad essere alzati, nei suoi film impegnati che sono sempre storie d’amore: amore per la verità, per la giustizia, per le persone, per le donne, per la vita, per il cinema. Per chi si siede dalla parte del torto, perché avrà ragione. Ma Margarethe a quel lieto fine non ci fa arrivare mai (o quasi), ama raccontarci quanto sia dura rimanere dalla parte giusta quando tutti sono dall’altra. Questo è il cinema, questa è lei.
Margarethe von Trotta presiederà anche la giuria internazionale della quattordicesima edizione dell’Ischia Film Festival che si svolgerà dal 25 Giugno al 2 Luglio al Castello Aragonese di Ischia.
Maggie’s Plan è l’ultimo film della regista Rebecca Miller, interpretato dal Premio Oscar Julianne Moore e ispirato da un romanzo, mai pubblicato, di una sua amica. Il film presentato in anteprima al festival del Cinema di Berlino di quest’anno, racconta le (dis)avventure di Maggie, una giovane donna che cerca di cavarsela da sola nella città di New York, tra gioie e dolori. Determinata ad avere un bambino, Maggie si lascia coinvolgere in un triangolo amoroso con un infelice Accademico e la sua eccentrica moglie.

Nel cast, oltre a Julian Moore, attori di fama internazionale come Ethan Hawke, Greta Gerwig, e TravisFimmel.
Figlia del celebre drammaturgo teatrale Arthur Miller e moglie del premio Oscar Daniel Day Lewis, dopo averci raccontato la necessità di una quarantenne di reinventare la propria sfera sentimentale dopo una crisi matrimoniale in “La vita segreta della signora Lee”, Rebecca Miller continua a sviscerare, da una prospettiva prettamente femminile, i rapporti familiari della società di oggi.
Tra i vari focus in programma all’Ischia Film festival 2016, molto interessante quello sul Cinema ucraino organizzato insieme al Direttore del più antico festival di Cinema di Kiev, Andrey Kalpaky. Ad Ischia saranno proiettate alcune anteprime nazionali del Cinema ucraino. Citiamo “The Living Fire”, un ritratto poetico e malinconico, a tratti fiabesco, di una Comunità apparentemente perduta nel tempo attraverso lo sguardo di tre generazioni. Girato sul versante ucraino dei Carpazi, il film, in perfetta sintonia con la tematica del Festival di Ischia, è il primo lungometraggio del regista Ucraino Ostap Kostyuk e sarà, appunto, una delle anteprime nazionali del Festival. Ancora, l’interessante documentario in anteprima “Chernobyl”, un viaggio nella Città custode di uno dei grandi disastri dell’Umanità per verificare l’attuale situazione e scoprire gli scenari per il futuro. Altro film in focus è “Povodyr” (“La guida”) del regista Oles Sanin, candidato agli Oscar, ed interpretato dal grande attore ucraino Sergiy Mykhalchuk. Il film narra la storia di un ragazzo americano, Peter, e del menestrello cieco Ivan; entrambi coinvolti in turbolenti accadimenti nella metà del 1930 nell’Ucraina Sovietica.
Invece, tra i film russi in programmazione, oltre al “The heritage of Love”, del regista Yuriy Vasilev, presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes, sarà proiettato l’atteso documentario “Pink spring in the Kremlin” (1917: l’omosessualità è discriminata in Russia. 1933: l’omosessualità diventa di nuovo un crimine. 1993: l’omosessualità è di nuovo legalizzata. 2013: Vladimir Putin sostiene le nuove misure legali che discriminano e molestano la popolazione dell’LGBT.) e “When we talk about KGB”: un salto negli anni ’80, nella Lituania occupata dai sovietici. Il lato più controverso della nota agenzia di intelligence in uno dei primi documentari mai prodotti sull’argomento. “Siamo felicissimi che la XIV Edizione dell’Ischia Film Festival dia ampio spazio ai focus sul Cinema russo ed ucraino”: ha dichiarato il Direttore Michelangelo Messina, aggiungendo: “Queste prestigiose proiezioni trattano tematiche importanti che siamo sicuri potranno regalare ampi spunti di riflessioni ed accendere tra i presenti interessanti dibattiti.”
Sarà Janina Elkin nata a Kiev e cresciuta in Germania, protagonista di “Foreign Body” tra gli ospiti dell’Ischia Film Festival edizione 2016. Sulla sua partecipazione, Michelangelo Messina, direttore del festival ha dichiarato: “Ogni anno scegliamo di portare ad Ischia film di grande spessore ed attori di talento. Siamo felici di essere riusciti ad ospitare, per la XIV Edizione dell’Ischia Film Festival, l’apprezzatissima interprete di ‘Foreign Body’: Janina Elkin, giovane e davvero promettente”.

Ha vinto una borsa di studio per frequentare il famoso “Lee Strasberg Institute” di New York e ha studiato recitazione con grande successo. Dal 2004, è stato protagonista di una prestigiosa serie di film, di spettacoli televisivi e di produzioni teatrali, collezionando molti premi; tra i tanti, citiamo: “Miglior Attrice” per l’interpretazione del personaggio di Irina nel film “Foreign Body” e “Migliore Attrice” per il film “SCISSU” che è stato proiettato in tutto il Mondo, in più di 80 Festival.
Inoltre, ha ricevuto tantissimi consensi per il ruolo di Baby in “Dirty Dancing”, la produzione teatrale a Berlino. Il suo nuovo film, “Ostfriesisch Intensiv”, sarà distribuito nelle Sale cinematografiche in Germany, Svizzera ed Austria, a partire dal mese di Ottobre 2016.
“Se siete nati dopo il 1970 e la Società non si è ancora accorta di Voi,questo film è la vostra vendetta!”: questa la frase che riassume bene un film che ha fatto discutere, unendo pubblico e critica.
Distribuzione indipendente è lieta di presentare una produzione “Vegance”, in collaborazione con “Rai Cinema”. Stiamo parlando di WAX: We are the X, il film di Lorenzo Corvino, con Jacopo Maria Bicocchi, Gwendolyn Gourvenec e Davide Paganini; special guest-stars: Rutger Hauer e Jean-Marc Barre, con la partecipazione straordinaria di Andrea Renzie ed Andrea Sartoretti.
All’Ischia Film Festival 2016, dunque, saranno presenti: Lorenzo Corvino, Jacopo Maria Bicocchi, Gwendolyn Gourvenec e Davide Paganini.

“Per la proiezione di ‘WAX: We are the X” avremo l’onore di avere sia il Regista che i tre attori protagonisti”: ha affermato il Direttore Michelangelo Messina, aggiungendo: “Siamo contentissimi che sarà presente tutto il Cast perché avremo molto di dialogare con loro di Cinema a 360 gradi, entrando nei meandri più affascinanti del mondo dei film, dalla recitazione, alla regia, alla produzione.”
Due giovani italiani e una ragazza francese vengono inviati a Monte Carloper le riprese di uno spot. Hanno a disposizione una settimana per portare a termine l’incarico. Il viaggio diventa presto un’avventura rocambolesca attraverso il sud della Francia e la Costa Azzurra: saranno messi a dura prova da incontri ed eventi che vanno oltre il loro controllo. L’intensa relazione a tre che nasce fra i ragazzi si offre come simbolo del confronto tra trentenni europei, uniti da un’esistenza da Sacrificabili e in cerca del riscatto per un’intera generazione.
L’utile meraviglia sarà presentato martedì 28 alle 21.30 all’Ischia Film Festival. Il film documentario di Prospero Bentivenga, regista che vive da anni a Napoli e dopo una lunga parentesi milanese, è tornato a girare nella sua terra d’origine, grazie al progetto del Comune di Tricarico in collaborazione con la Lucana Film Commission. Il racconto, scritto in collaborazione con Carmen Luongo, descrive con le parole della gente del luogo i dorati orti terrazzati nel paese di Tricarico che, come i Sassi di Matera, distanti pochi chilometri, sono monumento della povertà e della cultura contadina. Costruiti in pietra arenaria durante la dominazione saracena intorno all’anno 1000, per secoli hanno sfamato intere famiglie ed ora stanno scomparendo. Alla meraviglia del centro antico, sotto i quartieri dal nome arabo Rabata e Saracena, si aggrappano terrazze che orlano e discendono nel ripido terreno dove ai piedi delle case il Milo, torrente dell’inverno e dell’estate, annacqua gli orti pingui sulle pietre. Non c’è descrizione migliore di questo patrimonio storico, dei versi del suo nobile, nativo, poeta Rocco Scotellaro.

Il film esplora il ricamo della terra che genera visioni da land art. Il viaggio dell’acqua, il percorso del più prezioso bene che l’uomo ha saputo raccogliere, goccia per goccia, ha portato la troupe diretta da Bentivenga nei giardini con frutteti, nelle cisterne, nei canali, per le scalette di pietra antica fino alle miriadi di orticelli, molti ormai abbandonati. E’ il percorso dell’acqua, il filo conduttore di questo film documentario. L’incanalamento delle stesse fa di quest’opera architettonica una sapiente costruzione d’ingegneria idraulica. L’acqua e per meglio dire la sua gestione, è l’arricchimento culturale apportato dalla dominazione araba nel Medio Evo. Gli orti saraceni di Tricarico, così definiti circa trent’anni fa dal prof. Pietro Laureano, ne sono testimonianza concreta, visibili ancora oggi ma, senza un urgente intervento di ripristino e di riutilizzo, possono scomparire del tutto. Sparisce con loro un ecosistema a impatto zero, l’uso collettivo delle acque sorgive e piovane e la sua equa ripartizione. Sparisce un patrimonio storico di memoria, cultura e vita contadina. La stratificazione morfologica di questi luoghi racconta anche la sovrapposizione culturale. Ai saperi millenari dei contadini e dei monaci benedettini si son giunte, di volta in volta, la scienza dei conquistatori bizantini, arabi o normanni e generate ingegnose tecniche agronomiche. La padronanza dell’acqua ha trasformato territori scoscesi altrimenti brulli ed improduttivi in zone di produzione agricola e quindi di sviluppo.
Prodotto da Carmen Luongo e Paolo L. De Cesare per la Profilm in collaborazione con Doc Service Factory, si avvale delle musiche di Antonio Infantino, Felice Del Gaudio, Daniele Di Bonaventura.
Curiosa l’assonanza con il tema saraceno del film osservando i lavori iniziali di Prospero Bentivenga. Ha realizzato nel 1990 “ L’a’ndenna”, documentario sul rito arboreo di Castelsaraceno, suo paese d’origine. Il film tenne la sua prima proiezione a Parigi, scelto da Jean Rouch per il Bilan du Film Ethnographique, poi in numerose rassegne e trasmesso in Rai. Ricca di mediometraggi e documentari la biofilmografia del regista con presenze e riconoscimenti in numerosi festival del cinema, Venezia, Torino, Roma, Bruxelles, Buenos Aires.
Venerdì 1 luglio 2016, alle ore 21.25, nello straordinario scenario della Cattedrale dell’Assunta, presso il Castello Aragonese di Ischia, sarà proiettato l’atteso film “Festina Lente”, il primo lungometraggio di Lucilla Colonna che racconta cinquanta anni di Rinascimento italiano attraverso gli occhi della poetessa e nobildonna Vittoria Colonna.

Ospite del Festival, la bellissima e talentuosa attrice Francesca Ceci, protagonista del film in programmazione al Festival. Una serata particolare in cui nulla è lasciato al caso, soprattutto la location. Sì, perché proprio nella Cattedrale dell’Assunta al Castello Aragonese, nel lontano 27 dicembre 1509, Vittoria Colonna sposò Ferrante D’Avalos e, nelle sale del Castello, ospitò esponenti del suo circolo culturale. In virtù di questo forte legame storico, il comune di Ischia è gemellato con i comuni di Marino e di Vasto.
“Al Festival, per presentare il film ‘Festina Lente, sarà nostra ospite la protagonista – ha affermato il Direttore Michelangelo Messina – Francesca Ceci è una giovane, bella e promettente attrice italiana; siamo contenti possa partecipare alla XIV Edizione del Festival e presentare una opera che è legata a doppio filo con l’isola d’Ischia e il Castello Aragonese che ospita l’intera manifestazione.”
Brevi note curriculari di Francesca Ceci:
anno 2016 – “Festina Lente” (“Affrettati Lentamente”)
anno 2012 – “Si può fare l’Amore Vestiti?”
anno 2011 – “Napoletans”
I premi di Ischia Film Festival 2016
Ad aggiudicarsi l’ambito Premio Castello Aragonese come Miglior Regista è Ben Sharrock con Pikadero, un lavoro così brillante e originale da non essere un’intuizione estemporanea ma il tassello di un esordio di altissimo livello in cui la messa in scena, nonostante i pochi mezzi, è sempre adeguata alla narrazione per la disinvoltura e la precisione dei movimenti di macchina che seguono le vicende turbinose di un avvocato schiacciato dai giochi di potere tra Stato e camorra.
Il Premio Epomeo per la Miglior Fotografia va, ancora, a Pietro Marcello e Salvatore Landi per Bella e perduta: pellicola e digitale, due estetiche apparentemente contrapposte che trovano una strada comune, senza mai cadere nella tentazione della banalità, grazie a una fotografia magistrale. Vince il Premio Aenaria per la Migliore Scenografia, Menuka Rai per Kalo Pothi di Min Bahadur Bham. In un festival della location devi cercare l’anima, cogliere la natura profonda di un luogo e condividerli. Kalo Pothi ci porta in Nepal e ci spinge a incontrare questo paese straordinario, le sue atmosfere e anche i suoi problemi.
A Quest for Meaning, di Nathanail Coste e Marc De La Ménardière si aggiudica il premio della sezione Documentari, un viaggio per il mondo e interiore, che porterà due amici a confrontarsi con culture, pensieri, esperienze generazionali e a rinascere consapevoli di essere individui in un unicum, che è la Terra, impegnato in un perenne moto ciclico di cambiamenti. Un’opera poetica e profonda, che ha colpito la Giuria nazionale, composta quest’anno dagli attori Marco Palvetti e Lillo Petrolo insieme a Giuseppe Colella direttore di Schermo Napoli e presidente del Coordinamento Festival Cinematografici della Campania.
Una Menzione Speciale, sempre per la sezione Documentari, è andata a When we talk about KGB di Maxì Dejoie, Virginja Vareikytè. Per la sezione Location Negata, trionfa il documentario di Tianlin Xu, Coming and Going, che sin dalle prime inquadrature ci trasporta all’interno della famiglia. L’opera racconta una situazione “universale” ma allo stesso tempo ci regala uno spaccato della cultura cinese. Menzione Speciale per la stessa sezione, va a pari merito a Il Successore di Mattia Epifani e Kivalina di Gina Abatemarco.
Il premio per il Miglior Cortometraggio di Ischia Film Festival va a Milky Brother di Vahram Mkhitaryan, un’incredibile capacità di racconto ad altezza bambino, un senso dell’immagine non comune e una narrazione fluida e naturale, pur in un contesto complicato quanto lo è l’idea del cortometraggio se la si vuole rendere al meglio. La Giuria internazionale ha anche premiato, con una Menzione Speciale, Patriot di Eva Riley e Respiro di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi.
Durante la serata, il Direttore Artistico di Ischia Film Festival Michelangelo Messina insieme all’Assessore al Turismo della Regione Campania, Corrado Matera, giunto per la prima volta sull’isola d’Ischia in veste istituzionale, ha consegnato l’Ischia Film Award alla carriera, massimo riconoscimento del festival, alla regista Margarethe von Trotta ed anche al Maestro Pasquale Squitieri, che lo scorso anno fu impossibilitato a ritirare il riconoscimento a seguito a un incidente stradale.
Si conclude così anche questa edizione del Festival, una otto giorni di proiezioni con 101 film provenienti da tutto il mondo. Quindi un ringraziamento speciale a tutti gli ospiti che hanno preso parte alla Manifestazione, ai registi, i produttori e gli attori intervenuti. Appuntamento tra Giugno e Luglio 2017 per festeggiare il traguardo della quindicesima edizione.
Ischia Film Festival 2015
Si terrà dal 27 Giugno al 4 Luglio 2015 la tredicesima edizione dell’Ischia Film Festival, concorso internazionale dedicato alla location cinematografiche. L’entry form per l’iscrizione di lungometraggi, documentari e cortometraggi, all’edizione 2015 è pubblicata sul sito del festival.
Al Festival possono partecipare tutte le opere che abbiano valorizzato il territorio attraverso la scelta delle location, promuovendone così la realtà storica sociale ed umana, le tradizioni e la cultura. La deadline per inviare le opere è fissata al 10 Aprile 2015. L’iscrizione può essere effettuata compilando il form pubblicato nella nostra pagina: Iscrizioni al Concorso. Per chi lo preferisse, l’iscrizione può essere effettuata anche attraverso i più noti portali per filmmaker: FilmFreeway – Festhome – Movibeta – ClickForFestival. Il festival non assegna premi in denaro ma tutti gli autori selezionati avranno diritto ad una notte di ospitalità alberghiera ad Ischia (la sera in cui sarà proiettato il proprio lavoro). Per gli autori che arrivano dall’estero l’ospitalità alberghiera sarà estesa a due notti. La Direzione del Festival nominerà una giuria di esperti incaricata di assegnare il premio “Ischia Film” al documentario ed al cortometraggio ed all’opera dche hanno maggiormente valorizzato le location nonchè al miglior lavoro della sezione “Location Negata”. La Giuria si riserva altresì di attribuire, tra le opere in concorso, riconoscimenti e menzioni speciali.
La Direzione del Festival in accordo con il comitato d’onore ed il comitato direttivo del Festival, assegnerà inoltre i seguenti premi:
- Premio “Ischia Film” al lungometraggio che ha maggiormente valorizzato le location.
- Premio “Castello Aragonese” Al miglior regista
- Premio “Aenaria” Al miglior scenografo
- Premio “Epomeo” Al miglior direttore della fotografia

E’ lui il premiato all’Ischia Film Festival. Un regista senza padroni, di un cinema ruvido e diretto, incapace di compromessi. Avvocato penalista e poi regista, Pasquale Squitieri non si è fermato mai davanti a nulla. Gli hanno dato del fascista, come fecero con John Milius. Ma i grandi del nostro cinema, l’hanno sempre stimato, personalmente e creativamente. Dopo Sir Ken Adam, Vittorio Storaro, Krzysztof Zanussi, Giuliano Montaldo, Abel Ferrara, Pupi Avati, Jean Sorel, Abbas Kiarostami e Amos Gitai sarà riconosciuto a Pasquale Squitieri il premio alla carriera della tredicesima edizione dell’Ischia Film Festival. “Il prefetto di ferro” lo ha portato nella storia, in tutti i sensi. Squitieri, però, è “I guappi” e “Razza selvaggia”, è “Camorra” e “Il pentito”, è “Corleone”. E’ il regista che si “sporca” le mani con il genere quando i suoi amici lo snobbavano, perché il cinema d’autore era uno solo e amava parlarsi addosso.
Se c’è un cinema che racconta il brigantaggio, la ferita più infame della nostra storia (una guerra civile giusta trasformata in banditismo da sterminare), lo dobbiamo a lui. Con “Li chiamarono briganti”, a un passo dal nuovo millennio, lui racconta su quali menzogne poggi il tricolore. E’ un cinema deciso e anche violento, quello di questo grande regista napoletano. Eppure, allo stesso tempo, Squitieri, soprattutto con “Gli invisibili” (forse il suo film più bello e potente), svela una dolcezza, una fragilità, che non gli sospetteresti.
Il premio sarà consegnato al Castello Aragonese d’Ischia dal direttore artistico dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina il prossimo 3 Luglio e per l’occasione saranno proiettati nel corso della serata “Li chiamarono briganti” e il suo ultimo lavoro “L’altro Adamo”.
Ischia Film Festival 2014
Anche quest’anno torna l’evento più atteso sull’Isola d’Ischia. Si terrà infatti dal 28 Giugno al 5 Luglio 2014 la dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival, concorso cinematografico internazionale dedicato alla location. L’entry form per l’iscrizione di lungometraggi, documentari e cortometraggi, all’edizione 2014 è pubblicata sul sito del festival di cui troverete il link a fine pubblicazione.
Si presenta ricca di opere questa dodicesima edizione di Ischia Film Festival, il concorso cinematografico internazionale dedicato alla location nell’opera audiovisiva e all’identità culturale dei territori che quest’anno ha ricevuto l’iscrizione al concorso di oltre 500 opere provenienti da tutto il mondo. “L’Ischia Film Festival si attesta tra gli eventi cinematografici più apprezzati dai Filmakers e professionisti del settore che non hanno fatto mancare il loro apporto con opere pervenute da 37 paesi del globo tra cui Argentina, Cipro, Cile, Finlandia, Grecia, Messico, Siria, Corea del Sud, Iraq, Israele fino alla Repubblica democratica del Congo” ha dichiarato il direttore e ideatore del festival Michelangelo Messina.
Un arduo lavoro di selezione per gli organizzatori di Ischia Film Festival che dovranno selezionare oltre 80 opere tra lungometraggi, corti e documentari per la giuria che dovrà decretare i vincitori nel corso del festival. Altri premi come l’Ischia Film Award alla carriera saranno assegnati ad illustri ospiti del cinema internazionale che interverranno al festival che in questi anni ha visto la presenza di ben 8 premi oscar e centinaia di registi e attori italiani e stranieri. Il programma con i titoli delle opere selezionate e i nomi degli ospiti di questa edizione, saranno annunciati in occasione della conferenza stampa che si terrà in giugno. L’evento, come per le precedenti edizioni, si svolgerà nelle esclusive location del Castello Aragonese di Ischia nella baia di Cartaromana dal 28 giugno al 5 luglio 2014. Per partecipare al festival è necessario acquistare un accredito culturale attraverso il sito www.ischiafilmfestival.it oppure in loco presso l’InfoPoint del Festival che sarà allestito al Piazzale Aragonese dal 26 Giugno in poi. L’Ischia Film Festival, grazie alla collaborazione delle migliori strutture ricettive dell’isola, mette a disposizione pacchetti di soggiorno ad Ischia per l’intera settimana o solo per il week end di apertura e di chiusura a prezzi scontati per gli accreditati del festival.
Sarà Pupi Avati il chairman della prossima edizione del festival dedicato alle location, ideato e diretto da Michelangelo Messina. Premiato proprio ad Ischia nel 2011 con il Ciak di corallo alla carriera, il regista bolognese farà ritorno nell’isola verde con suo fratello, il produttore Antonio Avati, per presiedere la dodicesima edizione del festival del cinema che si presenta ricca di opere in concorso e ospiti internazionali. Impegnato sul set del suo ultimo film Avati si concederà una breve pausa per prendere parte all’evento campano che quest’anno avrà inizio il 28 giugno per concludersi il 5 luglio nei suggestivi spazi all’aperto del Castello Aragonese, location concessa in esclusiva per l’Ischia Film Festival. Pupi Avati autore di più di quaranta film, è uno dei maggiori cineasti italiani. Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, è anche scrittore di romanzi che sono spesso ispiratori delle sceneggiature dei film o viceversa come “La via degli angeli” (2000), “I cavalieri che fecero l’impresa” (2000), “Ma quando arrivano le ragazze?” (2005), “La seconda notte di nozze” (2006) e “Il papà di Giovanna” (2008). Tra i suoi ultimi lavori “Il ragazzo d’oro” che ha visto come protagonisti la diva americana Sharon Stone e l’italiano Riccardo Scamarcio.
“L’obiettivo della sua iniziativa, ossia promuovere una cinematografia europea indipendente, trova grande apprezzamento da parte del Parlamento europeo. L’utilizzo di questa potente piattaforma culturale per sensibilizzare alla diversità culturale e all’importanza di preservare la cultura e le tradizioni locali, focalizzando l’attenzione sulle location cinematografiche prescelte, rappresenta un approccio molto originale e interessante che consentirà al festival di porre in evidenza l’importanza del patrimonio culturale e degli scambi artistici quali valori fondamentali dell’Unione Europea.
Sarà il premio Oscar danese Bille August ad introdurre la serata omaggio alla straordinaria personalità e storia di Nelson Mandela con una proiezione speciale, nella suggestiva cattedrale barocca del Castello Aragonese, del suo film “Goodbye Bafana – Il colore della libertà”. Il film da lui scritto e diretto, con Joseph Fiennes, Dennis Haysbert e Diane Kruger, racconta la vera storia dell’incontro tra Mandela e James Gray, l’addetto alla censura del carcere speciale di Robben Island, dove il leader dell’African National Congress e delle lotte anti-apartheid in Sudafrica scontava dal 1964 la pena all’ergastolo. “Un doveroso tributo ad uno straordinario personaggio del ventesimo secolo, che ha saputo ridare la dignità ad un popolo” ha dichiarato il direttore del festival Michelangelo Messina.
L’Ischia Film Festival da sempre impegnato nel raccontare i luoghi, la loro diversificazione culturale e la loro identità storica e paesaggistica, con l’omaggio a Mandela inizia una serie di serate speciali che ricorderanno straordinari personaggi del ventunesimo secolo che hanno rappresentato, attraverso la loro vita, il tessuto sociale in cui hanno vissuto. Bille August, due volte palma d’oro a Cannes nel 1992 per il film “Con le migliori intenzioni” e nel 1988 per “Pelle alla conquista del mondo” (che gli fruttò anche l’Oscar al miglior film straniero) incontrerà il pubblico del festival in uno dei consueti incontri che precedono le proiezioni della dodicesima edizione che si svolgerà ad Ischia dal 28 Giugno al 5 Luglio p.v.
A 20 anni dalla sua scomparsa per ricordare il grande attore napoletano Ischia Film Festival, promotore del Cineturismo in Europa, propone i luoghi del film “Il Postino” con un applicazione per smartphone e tablet.

L’applicazione, per ora disponibile su google market, verrà presentata ufficialmente martedì 1 luglio durante il XII Convegno Internazionale sul Cineturismo che avrà luogo all’interno del festiva delle location di Ischia. Attraverso l’app i cine-viaggiatori potranno immergersi in un percorso sui set di Procida e Salina: le due località scelte dall’attore e regista napoletano per ambientare il suo ultimo film.
“Un doveroso omaggio ad uno straordinario personaggio del cinema Italiano che ha promosso attraverso questo film due località del sud Italia che sono diventate mete di cineturisti provenienti da tutto il mondo” ha dichiarato Michelangelo Messina il direttore del festival. L’app “Il postino” si integra nel progetto “Cinema & Territorio“ di Ischia Film Festival che ha già realizzato la prima app campana su luoghi del cinema.
E’ il regista israeliano Amos Gitai il vincitore dell’Ischia Film Award, premio alla carriera alla XII edizione dell’Ischia Film Festival, concorso internazionale al dedicato alle location cinematografiche. Autore di un cinema apolide ma con radici profondissime nella storia, nel destino e nella cultura della propria terra. Lo Stato di Israele e il conflitto in Medio Oriente, il tempo della guerra e quello dell’esilio, la religione e l’individuo. Cortometraggi, documentari, opere di finzione per una filmografia lunga, complessa e commuovente che ha raccontato non solo le diverse anime della società israeliana, ma luoghi lontani animati o compromessi dalle contraddizioni del nostro tempo. “Sono molto onorato di ospitare al festival un personaggio di tale fama internazionale. Ho sempre amato il cinema di Gitai e ritengo che avere il suo ultimo film nella selezione ufficiale rappresenti motivo di grande orgoglio per il festival” ha dichiarato il direttore artistico dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina. All’incontro tra il pubblico del festival e uno dei cineasti più interessanti della scena cinematografica internazionale seguirà la proiezione del suo ultimo film: “Ana Arabia”, unico piano sequenza di 81 minuti che racconta, con grande intensità, l’identità culturale di due mondi, due culture e due memorie che si vorrebbero opposte. L’Ischia Film Award 2014, riconoscimento alla carriera, in passato è stato attribuito a personaggi quali Ken Adam, Mario Monicelli, Abbas Kiarostami, Vittorio Storaro. Il premio sarà consegnato ad Amos Gitai nella suggestiva Cattedrale Barocca del Castello Aragonese di Ischia, location esclusiva del Festival.
Filmato in un unico piano sequenza di 81 minuti, Ana Arabia è un momento nella vita di una piccola comunità di reietti, ebrei e arabi, che vivono insieme in una enclave dimenticata al “confine” tra Jaffa e Bat Yam in Israele. “Per Ana Arabia – dice Gitai – mi sono dato l’obiettivo di realizzare l’intero film in un unico piano sequenza, senza tagli in cui il ritmo avvolge i frammenti delle figure. Ma c’è – spiega il regista – anche una dichiarazione politica nel commentare che i destini degli ebrei e degli arabi non saranno recisi, né separati. Essi sono intrecciati e devono trovare il modo – pacifico – di coesistere e la forma attraverso cui vivere la propria vita, così – conclude – si rafforzeranno e si stimoleranno e non più solo attraverso i continui conflitti”. In Ana Arabia, Yael, una giovane giornalista decide di visitare un piccolo villaggio; in quelle baracche fatiscenti tra i frutteti carichi di limoni, circondate da gigantesche abitazioni popolari, scopre una serie di personaggi distanti dai cliché con i quali viene descritta la regione. Yael ha la sensazione di aver scoperto una miniera di umanità. Non pensa più al suo lavoro. Le facce e le parole di Youssef e Miriam, Sarah e Walid, e dei loro vicini e amici la introducono alla vita, ai sogni e alle speranze, agli amori ai desideri e alle illusioni. La loro relazione con il tempo è diversa da quella della città che li circonda. In quel luogo provvisorio e fragile, c’è la possibilità di coesistere, di vivere insieme. Una metafora universale. Ana Arabia è distribuito da Boudu distribuzione che ha deciso di scommettere sul film acquistandolo per il territorio nazionale. il film è riconosciuto Film D’Essai e inserito nel progetto Schermi di Qualità 2014.
Una serata all’insegna del buon gusto e dello stile quella inaugurale dell’Ischia Film Festival 2014. Ad aprire la serata il presidente Michelangelo Messina con Pasquale Sommese (assessore al Turismo, ai Beni Culturali, alle Risorse Umane e agli Enti Locali della Regione Campania), che nello splendido scenario di Ischia sull’alto del Castello Aragonese hanno dato il via alla rassegna che quest’anno vede ospiti di eccezione.
La prima serata ha visto protagonista il regista, sceneggiatore ed attore israeliano Amos Gitai, premiato a Cannes nel 2005 con “Free Zone”, ha parlato della sua storia e soprattutto ha nuovamente evidenziato che nella sua famiglia il cinema non era visto di buon occhio.
Ad arricchire la serata, le proiezioni in lingua di alcuni dei film in concorso, girati nelle meravigliose location ischitane. Stasera tocca a Sean Canan con “Sailing Hope” e Fabio Mollo con “Il Sud è niente”. Si finirà con un incontro con Nello Mascia per parlare di De Filippo. Di seguito una gallery della prima serata:






Martedì 1 luglio, Ugo Gregoretti sarà ospite dell’Ischia Film Festival per presentare “Un intellettuale in Borgata” di Enzo De Camillis, docu-film su Pierpaolo Pasolini di cui è protagonista e testimone. Nonostante abbia lavorato prevalentemente per la televisione (una televisione lontanissima da quella di oggi: un vero e proprio laboratorio sperimentale), Ugo Gregoretti, si è distinto anche come regista cinematografico nel cui ruolo esordì nel 1962 con il film inchiesta sui giovani “I nuovi angeli”; la pellicola si distinse per il suo stile insolito ed i dialoghi fin troppo avanguardistici tanto da risultare tutt’oggi attuale. Oltre ad essere un eccezionale regista, questo sapiente maestro della macchina da presa, da anni ricopre la carica di Presidente della storica ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) una associazione sempre in prima linea sui problemi del cinema italiano. La sua ineguagliabile energia ha portato Ugo Gregoretti, con i suoi 84 anni, alla preparazione di un nuovo film autobiografico dal titolo “La Storia sono io”.
Il motivo della sua presenza, nella splendida isola verde è la presentazione del suo ultimo film. “In viaggio con Cecilia”, co-diretto con la giovane collega Mariangela Barbanente. La pellicola sarà proiettata domani sera nell’ambito della dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival, la kermesse internazionale dedicata alle location cinematografiche ideata e diretta da Michelangelo Messina, in corso di svolgimento presso il Castello Aragonese di Ischia Ponte. Estate 2012. Le due registe, attraverso un film on the road, ci raccontano com’è cambiata la Puglia, loro terra d’origine e tema centrale dei documentari realizzati da Cecilia Mangini negli anni ’60. La stessa estate un giudice ammette che Taranto è una città in ostaggio dell’inquinamento prodotto dall’acciaieria ILVA e ordina l’arresto del proprietario, Emilio Riva. Il film intreccia epoche e luoghi, gli archivi dialogano col presente indagando un luogo nella sua continuità. Il viaggio diventa così l’occasione per confrontarsi con domande che Cecilia Mangini aveva posto al centro della sua ricerca: come guardare all’industria che riscatta una terra, che la traina fuori dalla sua dimensione arcaica, ma ponendola in un presente crudele e contraddittorio? Dopo un esordio come critico cinematografico (in Cinema Nuovo, Cinema ’60, L’Eco del cinema), Cecilia Mangini inizia la sua opera con il marito, Lino Del Fra; in seguito collabora con Pier Paolo Pasolini in lavori documentaristici sulle periferie cittadine: Ignoti alla città (1958), La canta delle marane (1960), ispirato dal romanzo Ragazzi di vita e il documentario Stendalì (1960), sulle lamentazioni funebri nella provincia di Lecce (anche sull’analisi di studi di Ernesto De Martino). Nell’analizzare la fabbrica, affronta i drammi sociali legati al boom economico; come per esempio in Essere donne (1965) o in Brindisi ’66 (1966), sul petrolchimico Monteshell a Brindisi (1965); In Comizi d’amore ’80 invece ,tocca i temi della sessualità e la legge sull’aborto. Altri suoi lavori sono: Poi Domani vincerò (1969), e All’armi, siam fascisti! (1962) con Lino Miccichè a cui seguirà Stalin, del 1963.
Nel 2009 è ripresa la sua figura e la sua opera al NodoDoc Festival di Trieste. Nel 2012 si reca a Taranto per raccontare e sostenere le mobilitazioni contro l’inquinamento prodotto dalla locale industria siderurgica.
L’Ischia Film Festival, si concluderà sabato con la serata finale dedicata alle premiazioni delle tre sezioni del concorso in cui è articolata la manifestazione: cortometraggi, documentari e location negate.
In contemporanea con l’uscita nazionale nelle sale cinematografiche, approda anche all’Ischia Film Festival, Le cose belle, il premiato documentario di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno ambientato nella periferia napoletana di Ponticelli. Prodotto tra gli altri dalla Parallelo 41 di Antonella Di Nocera, l’opera di Ferrente e Piperno, recente vincitrice del riconoscimento speciale per il miglior docu-film ai Nastri d’Argento, mostra la fatica e la bellezza di crescere al Sud in un film che narra tredici anni di vita. Quella di Adele, Enzo, Fabio e Silvana, raccontati in due momenti fondamentali delle loro esistenze: la prima giovinezza e l’inizio dell’età adulta, in un film che mescola il tempo della vita ed il tempo del cinema. La dignità dei giovani e le responsabilità degli adulti in una Napoli, immersa in quel suo tessuto magmatico, dove il bene e il male vivono in prossimità, dando un volto alla complessità dell’esperienza umana. Quando nel 1999 Agostino Ferrente e Giovanni Piperno realizzarono Intervista a mia madre, un documentario per Rai Tre che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, ai loro quattro protagonisti chiesero come immaginassero il proprio futuro: loro risposero con gli occhi pieni di quella luce speciale che solo a quell’età possiede chi ancora sogna “le cose belle” e con quell’autoironia tipica della cultura partenopea che li aiuta a sdrammatizzare, esorcizzare e talvolta rimuovere gli aspetti problematici della vita. Al tempo stesso da quegli occhi traspariva una traccia di scaramantico disincanto. Dieci anni dopo, passando dalla Napoli del rinascimento culturale, che attirava artisti da tutto il mondo, a quella di oggi, piena di fermento e talenti, ma sommersa dall’immondizia e con il degrado sempre nascosto nelle pieghe della quotidianità, i registi sono tornati a filmare i loro quattro protagonisti per un arco di quattro anni: l’auto-ironia ha ceduto il posto al realismo; alle “cose belle” Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più o forse hanno imparato a non cercarle nel futuro o nel passato, ma nell’incerto vivere della loro giornata, nella lotta per un’esistenza/resistenza, difficile ma dignitosa. Sarà uno dei protagonisti del film, Fabio Rippa, ad accompagnare la presentazione del film ad Ischia, in programma giovedì sera nella suggestiva location del Castello Aragonese.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz