A tu per tu con il Professor Vittorio Casale

A tu per tu con il Professor Vittorio Casale

Lo studio della storia dell’arte è veramente importante per saperne di più sulle nostre origini. Ne parliamo con Vittorio Casale.

Fin dall’antichità l’uomo ha saputo sperimentare sempre nuove forme di comunicazione, che dimostrano il fatto che proprio l’arte è insita nella natura dell’uomo.

Anche il nostro Paese dà la possibilità agli studiosi di analizzare opere d’arte con un occhio critico particolare, per studiare le varie evoluzioni che contraddistinguono le varie aree italiane. Uno degli studiosi che si occupano di analizzare l’arte del nostro Paese è il professor Vittorio Casale. Lo abbiamo intervistato per saperne di più sulle sue ricerche e sugli studi di cui si occupa.

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo al Professor Vittorio Casale, ci può dare qualche informazione sul suo percorso di studi?
Ho una laurea in Lettere, sono stato professore incaricato all’Università di Chieti di Storia della critica d’arte. Successivamente sono stato chiamato ad insegnare all’Università di Salerno Storia dell’arte moderna. Poi sono stato titolare di Storia della critica d’arte all’Università Roma Tre.
In seguito sono diventato professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Roma Tre. Mi sono occupato di diversi studi concentrandomi in maniera particolare sull’evoluzione dell’arte nell’Italia centrale.
Negli anni ha organizzato diversi eventi legati al settore della storia dell’arte, come la ricognizione della pittura del Sei e Settecento in Umbria, con la relativa mostra che si è svolta nel 1989 a Spoleto.

Quali sono stati i suoi studi relativi in particolare all’Abruzzo?
Le mie ricerche si sono concentrate anche sull’Abruzzo, dando un contributo alla scoperta e all’analisi di una storia dell’arte che spesso viene dimenticata da quelli che possono essere considerati i filoni più conosciuti.
Ho pubblicato le maioliche cinquecentesche della chiesa di Collarmele e ne ho proposto un’attribuzione. Ho poi analizzato le opere di Pescocostanzo, soffermandomi nel dettaglio sull’altare di Cosimo Fanzago, con l’obiettivo di dimostrare il contributo degli artisti pescolani all’interno del territorio della regione.

Lei ha dato anche un contributo nell’individuare i principi della poetica del Barocco…
Ho curato l’edizione critica del Trattato sulla pittura e scultura compilato da Giovan Domenico Ottonelli e da Pietro da Cortona. È da ricordare che su questa compilazione si era verificata una disputa storica, in particolare sulla questione dell’apporto che il padre gesuita e il pittore e architetto avevano dato all’opera.
Ho chiarito quindi le specificità della collaborazione e ho individuato nel testo alcuni principi fondamentali che si riferiscono proprio alla poetica del Barocco.

Ci può dire qualcosa in più sulla ricerca relativa agli stemmi e agli altari?
Quella sugli stemmi è una ricerca molto interessante, che ha l’obiettivo di rivolgere l’attenzione verso questo filone artistico di grande importanza. Con le mie ricerche ho voluto dare la giusta attenzione agli stemmi, che possono essere considerati dei veri e propri documenti storici. In particolare i miei studi si sono concentrati sulla valle Subequana.
Attualmente sto conducendo un’analisi sugli altari della chiesa di San Francesco in Castelvecchio Subequo, soprattutto per quanto riguarda le opere d’arte che sono state realizzate nei secoli XVII e XVIII. Vorrei dimostrare a questo proposito con i miei studi qual è stato il contributo fornito dagli artigiani locali e da quelli lombardi.

Per approfondire, quali sono le sue pubblicazioni su queste tematiche?
Posso citare sicuramente il libro del 2011 “L’arte per le canonizzazioni. L’attività artistica intorno alle canonizzazioni e alle beatificazioni del Seicento”. Un altro volume, che ho realizzato nel 2015 con Francesco Sabatini e Adriano Ghisetti Giavarina, è “La Basilica di Santa Maria del Colle a Pescocostanzo”. Infine ricordo il libro del 1997 “Museo Comunale di San Francesco a Montone”.

Per approfondire gli studi del professore e per comprendere meglio su che cosa si concentrano le sue ricerche è possibile visitare la pagina di Wikipedia su Vittorio Casale.

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