Un frame di La regina degli scacchi. Foto dal Web
Un frame di La regina degli scacchi. Foto dal Web

Dalla “Regina degli scacchi” a “Regalo di Natale”: quando i giochi da tavolo arrivano sullo schermo

I giochi da tavolo fanno parte della nostra vita sin dalla notte dei tempi. Secondo gli storici, infatti, già 5000 anni fa in Mesopotamia i momenti fra amici si trascorrevano lanciando dei bastoncini incisi a guisa di dadi. Più tardi nell’antica Grecia si sarebbero usate delle piccole ossa intagliate fino ad arrivare a Roma, con dei veri e propri dadi a 6 facce in vetro, perla o ottone che oggi farebbero invidia ai collezionisti.

Il gioco di Ur, ad esempio, è risalente al 2650 a.C e deve il suo nome al ritrovamento del primo set in assoluto presso le tombe reali di Ur in Iraq. Era un gioco riservato ai membri delle famiglie regnanti e fa parte di quella serie di passatempi che andarono ad unirsi gradualmente alle tradizioni religiose.

Ad oggi sappiamo solo che si giocava con l’ausilio di una tavola decorata, due set di segnalini e tre dadi a quattro facce. Nell’Antica Roma, tra il 2000 e il 1300 a.C. nell’impero sono in voga due giochi in particolare: il ludus duodecim scriptorum, e il ludus latrunculorum. Giocati entrambi con l’ausilio di tavole in marmo o pietra, si pensa che a loro dobbiamo oggi le versioni moderne del Backgammon e degli scacchi.

Insomma, gli esempi sono davvero tanti e ci portano fino ai giorni nostri con i giochi da tavolo più amati come, ad esempio, il poker, il Monopoly ed il Risiko.

Da giochi da tavolo a film

Per alcuni il successo è stato talmente elevato da ispirare addirittura film di grande successo. Come, ad esempio, avvenuto con “La Regina degli Scacchi”. Il film parla di Maria Adele, 17enne che passa gran parte delle proprie giornate a giocare a scacchi da quando, l’anno prima, ha perso la madre in un incidente stradale. Nel corso di una partita la giovane, conosce Emilio, un giornalista, che si scopre attratto dalla giovane. Un giorno Maria Adele, riordinando le carte della madre, scopre una lettera scritta dal padre nella quale si parla di adottare un figlio. Si fa strada in lei il sospetto di non essere figlia di quelli che ha sempre considerato i suoi genitori. Per questo, la giovane convince Emilio ad aiutarla nella sua ricerca della verità.

Ma Emilio non è un cronista sportivo come Maria Adele crede: in realtà sta conducendo un’inchiesta sulla pedofilia nella quale potrebbe essere coinvolto Sterlizia, ex cancelliere del tribunale, maestro di scacchi della giovane. Sterlizia dapprima chiede alla ragazza di convincere il giornalista a non pubblicare notizie su di lui, in cambio dei nomi dei genitori naturali, poi, al rifiuto di Maria Adele, si dice pronto a rivelarle quei nomi in cambio di una partita.

Regalo di Natale: un classico del panorama cinematografico italiano

Come non citare poi “Regalo di Natale”, del 1986. Un film che racconta di quattro amici, Ugo, Stefano e Franco, che decidono di nascosto delle rispettive famiglie, di riunirsi in una villa di conoscenti di Stefano per rivedersi e per giocare a poker: alla partita è stato invitato un danaroso e misterioso industriale, l’avvocato Antonio Santelia.

Lele è un uomo dall’aria dimessa ed impacciata, un perdente nato, aspirante giornalista, bistrattato dai superiori, con una misera paga, costretto a scrivere articoletti di secondaria importanza, senza famiglia. Ugo, separato dalla moglie con quattro figli che non vede mai e che non ama e dai quali non è amato, è uno sfortunato venditore di articoli per la casa e lavora senza essere stimato per una televisione privata. Stefano è un istruttore di ginnastica, aitante e piacente, non sposato, con sospetto di omosessualità. Franco, sposato con la seconda moglie Adriana senza entusiasmo e con due figli, proprietario di un grande cinema di Milano, è sull’orlo del fallimento ed è oppresso dai creditori.

L’avvocato Santelia, con la mania del gioco e problemi dietetici, è all’apparenza un professionista deciso, sicuro di sé, dallo sguardo freddo, sempre alla ricerca di belle donne. I cinque uomini iniziano la partita dopo che Ugo e Franco hanno chiarito vecchi equivoci per i quali non si vedevano da anni (Ugo aveva fatto naufragare il primo matrimonio di Franco, di cui aveva sedotto la giovane moglie). La partita si presenta subito molto interessante e si comincia a giocare forte: immediatamente si delineano i due veri antagonisti, l’avvocato Santelia e Franco. Quest’ultimo sembra avere una fortuna sfacciata, mentre l’altro (giocatore incallito) perde con assoluta indifferenza.

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