Noemi Francesca: niente è per sempre

“Il tavolo”, il nuovo film del regista Stefano Usardi, vede la nostra ospite, Noemi Francesca, tra i suoi protagonisti, che ci racconta set ed esperienza.

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Protagonista del nuovo film di Stefano Usardi è l’attrice Francesca Noemi, con noi per raccontare l’esperienza vissuta su quest’ultimo set, su ciò che sarà il suo vissuto artistico.

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Noemi Francesca. Sei tra i protagonisti del nuovo film di Stefano Usardi, “Il tavolo”, cosa dire su questa nuova esperienza?
«Questo lavoro rappresenta un’esperienza che sto vivendo con grande intensità e gratitudine. Stefano Usardi è un regista molto attento all’aspetto umano e questo crea sul set un clima di ascolto e collaborazione che permette a noi attori di sentirci liberi di esplorare. Con tutta la troupe si è creato un bellissimo rapporto di fiducia. Siamo a Lentiai da tre settimane e ci stiamo divertendo. Sarà davvero dura tornare a Roma».

Come ti sei preparata per questo nuovo ruolo?
«Ha rappresentato qualcosa di particolare questo ruolo. Mi ci sono avvicinata come sono solita fare, studiando la sceneggiatura e cercando di comprendere al meglio il mondo interiore che la caratterizza. Un personaggio pieno di fragilità, quello che avrete modo di vedere, con tanti desideri da realizzare e le sue continue contraddizioni. Con Stefano ne abbiamo parlato molto nei mesi precedenti e con la successiva conoscenza di Piero Cardano, l’altro protagonista, abbiamo cercato sin dal primo giorno di capire quale potesse essere la modalità migliore per poter cooperare insieme. Una volta sul set ci siamo accorti che il vero protagonista sarebbe stato un bellissimo tavolo centenario, e questo ha chiaramente comportato delle scelte legate alla grammatica, alle inquadrature. avendo un altro interlocutore fondamentale da integrare».

Chi è Noemi e quali consapevolezze ti regala questo percorso legato alla recitazione?
«Noemi è di certo una persona in costante movimento con un lavoro, la recitazione, che mi ricorda di continuo che niente è per sempre. Uno spettacolo, un film, una battuta, un incontro, tutto a un certo punto svanisce, e noi attori viviamo spesso delle esperienze immersive, molto brevi e, allo stesso tempo, intense, e credo che valga sempre la pena cercare un modo per ‘sostare’ in quello che sta accadendo».

Quale ruolo vorresti poter ricoprire in futuro, quali particolarità ancora inesplorate?
«Mi affascinano i personaggi complessi, quelli che sfuggono alle definizioni, che attraversano grandi trasformazioni e che, in generale, sono molto lontani da me, da come mi percepisco. Mi piacerebbe interpretare figure femminili, certo, ma anche ruoli da ‘uomo’, come si è verificato negli ultimi tempi in teatro. Credo che questo al cinema sia sempre più difficile ma, in ogni caso, ci sono ancora dei territori emotivi e narrativi da esplorare, ed è proprio questa ricerca a motivarmi».

Cosa anticipare sul tuo futuro artistico?
«Dalla prossima settimana tornerò a dedicarmi al teatro, a dei progetti di cui sono autrice. A inizio agosto, in Sicilia, si terrà un primo incontro, un monologo da me realizzato riguardante la figura di Orfeo e, non meno importante, il debutto che si terrà a Napoli il prossimo anno… Al momento non posso anticipare altro».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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