Maurizio Ferrandini - Io non c'entro col rock

Maurizio Ferrandini: il rocker che “non c’entra col rock”

Quando si parla di rock, s’intende un fenomeno generazionale, non un genere o una sottocategoria della popular music.

A partire dal dopoguerra, negli anni Cinquanta ha vissuto prima la rinascita del rock’n roll per giungere alle sue evoluzioni più ricche, passando attraverso l’Europa dei Beatles e il folk americano di Bob Dylan. Negli anni Settanta è diventato sperimentazione e, tra progressive e fusion varie, abbiamo imparato a riconoscere un mondo musicale nuovo fatto di distorsione, energia ma anche tanta intensità emotiva e proprietà narrative.

Maurizio Ferrandini - Io non c'entro col rock

Ed è proprio in quegli anni Settanta che nasce a Sanremo Maurizio Ferrandini.

Appassionato di musica, cinema e arte, fin da giovanissimo impara a conoscere – proprio nella città mondiale della canzone tradizionale italiana – la ballata dei cantautori, collezionando vinili dismessi e chitarre di ogni tipo. 

Maurizio ama scrivere, pensare, vivere e scegliere in maniera « rock ». Rock è anche roccia, perciò dura, rozza, spigolosa ; questo è il suo abito critico, l’approccio ingombrante che ha con lo stato delle cose ma al contempo inebriato di poesia e di ricerca della stessa, in quella speranza nebulosa che i suoi testi e le sue ballad ben raccontano.

Anni incredibili, quelli del trapasso da un millennio all’altro, in cui diventa grande, adulto e un animale sociale. Gentile, cordiale, empatico ma con un mondo interiore sempre in sfida con sé stesso e con le regole di un sistema che non lo appassionano.

Nel frattempo l’industria discografica celebra il funerale dei vinili e, ben presto, dei poco longevi CD. Maurizio però, continua a scrivere rock, non interessandosi di convincere gli altri ad adottarlo come pop star della mainstream. Maurizio combatte nel silenzio la sua guerra calda contro la cultura delle ideologie sulla strada del pensionamento e, senza cadere in patetici giovanilismi, imbraccia la chitarra della coerenza. 

E Spara. Spara rock. Dopo essersi dedicato alla liuteria, alla grafica, alla creazione di format tv, cede alle lusinghe della casa di produzione discografica dell’Highlander Luca Bonaffini (sopravvissuto al genocidio culturale del Terzo Millennio) e pubblica un album ufficiale, intitolato « Io non c’entro col rock » e contenente 7 brani, uno più potente e intenso dell’altro. 

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