Lo Spettacolo dimenticato ai tempi del CoronaVirus

Lo Spettacolo dimenticato ai tempi del CoronaVirus

In un momento difficile e drammatico come questo di reclusione dovuto all’emergenza CoronaVirus, dove la Musica, il Cinema, il Teatro e gli eventi pubblici sono preclusi per il bene collettivo, sembra necessario aprire il dibattito che mette al centro il mondo dello Spettacolo.

E se il ritorno alla vita “normale” sembra essere lontano, questo settore, che lasciato fine a se stesso, in quanto non ancora preso adeguatamente in esame dalle Istituzioni, sta bloccando una macchina lavorativa fatta di attori, cantanti, musicisti, addetti ai lavori e tecnici, che sono fermi in casa. Probabilmente si dimentica che costoro, sono quelli che negli anni hanno realizzato tutti i prodotti culturali e di intrattenimento, che stanno affievolendo le giornate del nostro #IoRestoACasa.

Lo scenario in prospettiva del futuro sembra grigio: attori senza set, vuol dire una vecchia televisione senza nuove storie; cantanti senza concerti, vuol dire canzoni scritte in solitudine che parlano solo di malinconia senza emozioni; teatri senza pubblico, vuol dire abbassamento del livello culturale di un Paese; organizzatori di eventi e addetti ai lavori senza la possibilità di unirsi, vuol dire distruzione di un mondo socio-economico che può essere solo povero e virtuale.

In merito a questo confronto, si è tenuta giovedì 16 Aprile, una interessante diretta su Instagram organizzata dall’attrice Tiziana De Giacomo, che ha visto coinvolti alcuni esponenti di diversi rami dello spettacolo e alla quale ho assistito in qualità di giornalista di settore per meglio comprendere lo stato d’animo di chi “vive” questo buio periodo.

A dibattere sull’argomento, gli attori e registi italiani Carlo Cerciello e Maurizio Casagrande, il regista Alessandro d’Alatri, gli attori Gennaro Silvestro e Gennaro Monti, il doppiatore Alessandro Quarta, la cantante Fiorenza Calogero e l’imprenditore di spettacolo (produttore e proprietario di teatro) Francesco Scarano.

Tante le questioni discusse in circa 1 ora e 45 di dibattito che hanno spaziato sull’argomento in diverse forme.

Interessanti sono state le sottolineature di Alessandro d’Alatri, in merito al crollo dell’aspetto culturale della produzione; o anche il punto di vista di Maurizio Casagrande, che scherzando afferma che la mancata soluzione arriva dal chi pensa “ma tanto tu fai l’attore: sei ricco“; o ancora da tutte le difficoltà che ci sono nell’esecuzione di uno spettacolo teatrale o di un musical, affrontate da Francesco Scarano.

Anche gli “sfoghi di quotidianità” avuti da Gennaro Silvestro, che racconta la bellezza di viversi la famiglia in questo periodo, ma che dietro ha comunque tanta nostalgia di quello che è la vita di tutti i giorni, o quello di Fiorenza Calogero, che giustamente pensava ad una semplificazione degli eventi pubblici in spazi aperti grazie all’estate.

Il “no” definitivo da parte di tutti, sembra invece essere dato allo spostare le attività live sul mondo del web. La perdita delle emozioni, il crollo dei contatti umani, sarebbero la fine di quello che è il mondo dello Spettacolo.

L’appello di tutela a questo mondo, è stato lanciato da Tiziano Ferro direttamente da Los Angeles, che ospite da Fabio Fazio nella puntata del 12 aprile, ha fatto si che tutti noi che lavoriamo “dentro o accanto” al mondo dello showbiz, fossimo uniti nelle sue parole… e personalmente ho reputato tristi la reazione del conduttore RAI, che non ha dato la giusta sottolineatura alle parole di questo artista che ha parlato di “un essere” che di nome fa Spettacolo… e che di cognome fa Cultura.

Il mio messaggio resta semplice: “Credo che lo Spettacolo sia una delle bellezze della vita e, se uno spettacolo teatrale, un film, una canzone ci piace: dobbiamo parlarne, condividerlo, consigliarlo… e lottare affinché possa avere un futuro“.

La mia battaglia personale come giornalista di settore è continuare a scrivere alle Istituzioni, fare rumore, bussare alle porte dei colleghi e degli addetti ai lavori… questo perché le opinioni e gli sfoghi che sto sentendo sono tanti, come la nuova proposta del Protocollo Cinema Covid-19: ma mi aspetto “un tavolo”, anche per parlare e confrontarci sulle soluzioni.

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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