Il Teatro di Documenti di Roma ospita lo spettacolo ad opera di Duska Bisconti, “L’anima del mondo”. Il racconto della protagonista.
Il 13 e il 14 novembre Duska Bisconti porterà in scena uno spettacolo da lei ideato, “L’anima del mondo”, con la partecipazione di Michele Traverso, Maddalena Bignù e le musiche di Lorenzo Sorgi. Un’attrice, la Bisconti, certa che i giovani attori siano doverosi di grande rispetto e attenzione…
Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Duska Bisconti. Il 13 e il 14 novembre sarai in scena al Teatro Di Documenti di Roma con lo spettacolo, “L’anima del mondo”. Qual è il messaggio di questo spettacolo e chi sono i tuoi compagni di avventura?
«Restare fermi nell’angoscia di questo tempo, sottomessi alla società dell’informazione e sull’onda dell’emozione del momento, passare ad altro per cancellare l’informazione precedente. Questo stato delle cose ci fa dimenticare che nella nostra memoria profonda, quella che la vita ha incastonata nell’anima di tutta la nostra specie, sono riposte le tragedie antiche ma anche gli strumenti per superare il terrore e andare avanti obbedendo all’impulso incancellabile della natura. È un personaggio antichissimo risvegliato dal dolore di questi tempi a ricordarcelo nello spettacolo: Maria. I miei compagni di avventura sono due valenti giovani attori ed un musicista compositore: Maddalena Bignù e Michele Traverso. Alla chitarra Lorenzo Sorgi».
Come ha preso forma questo progetto che porta la tua firma?
«Questo progetto nasce dall’angoscia che ho provato leggendo un libro, testimonianza di una donna armena fuggita negli Stati Uniti durante il genocidio del secolo scorso, per non parlare delle notizie che arrivano da Gaza, dall’Ucraina, dal Sudan, dall’Iran… Lavorare sulla vita ed i suoi strumenti, prima di tutto la memoria, per superare l’orrore dei tempi mi è sembrato un modo per andare oltre».
Quali sensazioni sono legate al teatro e al ‘contatto’ con il pubblico?
«Il teatro è l’eterno tentativo di rappresentare una realtà più grande di noi, per tale motivo basti pensare alla tragedia greca. Vederla agire sulla scena aiuta a “discernere” e a guardare le cose da un altro punto di vista. Per me che scrivo e recito è impellente la necessità di attraversare le storie in carne ed ossa e condividerle con il pubblico, non c’è modo migliore per entrare in contatto con gli altri e ridere, piangere, commuoversi, pensare».
Chi è Duska e cosa ti auguri di poter realizzare in futuro? Quale ruolo vorresti poter ricoprire?
«Duska è da sempre convinta che il teatro sia il mezzo migliore per contribuire a creare una sintonia tra le persone, instaurare un dialogo sincero con l’altro, che è poi forse la base migliore per una convivenza capace di generare idee, visioni condivise della società. Per un futuro di pace. Un’utopia che non abbandonerò mai. Un ruolo che ho sempre sognato? Quello di una barbona che scrive poesie in mezzo alle rovine della Roma antica. È il mio omaggio all’ispiratore del mio lavoro, Samuel Beckett».
Quali progetti per il prossimo futuro?
«Dopo “L’anima del mondo” voglio creare un gruppo di giovani attori, perché in giro ce ne sono tanti bravissimi, e vorrei anche riuscire ad organizzare una serie di eventi in cui sono protagonisti assoluti. Lo meritano!».
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