Mariella Rotondaro

Mariella Rotondaro: l’arte come inclusione e condivisione

Intervista a Mariella Rotondaro, a breve in scena con lo spettacolo “Il Belvedere” e “IVA inclusa”, un corto da lei recentemente realizzato.

Incontro con l’attrice Mariella Rotondaro in occasione dello spettacolo che la vedrà in scena prossimamente, “Il Belvedere”, portato da poco in teatro in Calabria. Non meno importante, nella sua carriera, il corto realizzato insieme a Marianna Sartore, “IVA inclusa”, di cui vi parleremo in questa intervista, insieme ai tanti altri progetti…

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Mariella Rotondaro. Attualmente sei impegnata in una tournée legata allo spettacolo teatrale dal titolo “Il Belvedere”. Cosa dire a riguardo e dove potremo applaudirti prossimamente?
«“Il Belvedere”, ad opera di Aldo Nicolaj, è uno spettacolo che sta regalandomi delle grandi soddisfazioni e che sento particolarmente vicino al mio percorso artistico. Sono un’attrice comica, per lo più, e affondo le mie radici proprio nella comicità, quindi confrontarmi con una commedia come questa mi permette di esprimere una parte importante della mia identità artistica. È uno spettacolo brillante, ironico, ma allo stesso tempo capace di raccontare aspetti profondamente umani, attraverso i rapporti, le fragilità, i desideri e le contraddizioni dei suoi personaggi. Mi piace molto l’idea di riuscire a far ridere il pubblico ma, allo stesso tempo, sono anche dell’idea di dovergli lasciare qualcosa su cui riflettere. Abbiamo già avuto modo di portarlo in scena con tre date al Teatro Monteverde di Roma e adesso siamo pronti per una mini tournée che ci porterà nuovamente nella Capitale, al Teatro Trastevere il 16, 17 e 18 ottobre, per poi proseguire verso Firenze e successivamente tornare in Calabria, a Cosenza. È un percorso che mi rende particolarmente felice, perché vedere uno spettacolo crescere replica dopo replica e incontrare pubblici diversi è una delle parti più belle del nostro lavoro».

Quali novità per questo spettacolo dopo il debutto in Calabria?
«Dopo il debutto in Calabria e le tre date al Teatro Monteverde, abbiamo avuto modo di lavorare ancora sullo spettacolo, affinando il ritmo, i personaggi e la relazione con il pubblico. Ogni replica ci ha dato qualcosa di nuovo. Il teatro, del resto, è vivo proprio per questo: uno spettacolo non è mai completamente uguale a se stesso, perché cambia anche in base al luogo e alle persone che hai davanti. Adesso affrontiamo questa mini tournée con una maggiore consapevolezza e con tanta voglia di portare “Il Belvedere” in nuove città, partendo da Roma, passando per Firenze e tornando poi a Cosenza. Il 9 e 10 ottobre, a Benevento, si terrà la prima del corto realizzato insieme a Marianna Sartore, videomaker e regista, dal titolo “IVA inclusa”, nell’ambito del festival Social Film Festival di Benevento organizzato dall’associazione Libero Teatro che ha coprodotto il lavoro stesso. Un progetto a cui tengo particolarmente e che si avvale della partecipazione di ragazzi con disabilità».

Cosa dire sul modo in cui ha preso forma il cortometraggio e su ciò che vi ha regalato durante la sua lavorazione?
«“IVA inclusa” è un progetto che per me ha un valore umano e artistico molto forte. È nato insieme a Marianna Sartore, videomaker e regista, e la produzione è di Libero Teatro con la partecipazione dell’Associazione Italiana Persone Down – AIPD Benevento. Durante la lavorazione si è trasformato in qualcosa di ancora più importante rispetto a quello che avevamo immaginato all’inizio. La partecipazione dei ragazzi ha dato al progetto un valore umano enorme. Abbiamo cercato di raccontare la disabilità senza pietismo e senza stereotipi, mettendo al centro le persone, le loro emozioni, i loro desideri e la loro autenticità. Tra gli aspetti che il corto vuole affrontare c’è anche la sessualità delle persone con disabilità, un tema ancora troppo spesso ignorato o trattato con imbarazzo. Anche le persone con disabilità hanno il diritto di vivere affettività, desiderio e intimità, di innamorarsi e di costruire relazioni, nel rispetto della propria autonomia e delle proprie scelte. Raccontare questo aspetto significa riconoscere pienamente la persona, superando l’idea che la disabilità cancelli la dimensione adulta, emotiva e sessuale. Lavorare con loro ci ha regalato tantissimo: emozioni, sorrisi, momenti inaspettati e soprattutto la consapevolezza di quanto l’arte possa essere uno strumento potente di inclusione e condivisione. Ci ha anche aiutato a comprendere quanto sia importante creare spazi di ascolto e confronto, nei quali ogni persona possa esprimersi liberamente, senza pregiudizi. Essere presenti il 9 e 10 ottobre a Benevento, all’interno del Social Film Festival organizzato dall’Associazione Libero Teatro, è per noi motivo di grande orgoglio. Sarà un’occasione importante per far conoscere il progetto e permettergli di continuare il suo percorso incontrando un nuovo pubblico».

Chi è Mariella e cosa ti auguri di poter realizzare in futuro?
«Mariella è una persona che difficilmente riesce a stare ferma! Sono un’attrice comica, ma negli anni ho avuto la possibilità di attraversare diversi mondi: il teatro, il cinema, la musica, la radio, la televisione, fino alla produzione, alla comunicazione e alla formazione. In fondo, però, il filo conduttore è sempre lo stesso: raccontare qualcosa, creare e comunicare attraverso l’arte. Per il futuro mi auguro di continuare a costruire progetti che abbiano un significato, non soltanto per me ma anche per le persone con cui lavoro e per il pubblico. Mi piacerebbe continuare a produrre spettacoli, lavorare nel cinema e creare sempre più occasioni per dare spazio ad artisti e giovani talenti. Vorrei inoltre continuare a sostenere progetti capaci di affrontare temi sociali importanti, come l’affettività e la sessualità delle persone con disabilità, contribuendo a una narrazione più autentica, rispettosa e inclusiva».

Quanta strada hai dovuto compiere per arrivare fino a qui?
«Tanta, e soprattutto tanta strada fatta con determinazione. Vengo da Mormanno, in Calabria, un piccolo paese, e arrivare a Roma e costruire qui il mio percorso professionale ha significato affrontare tante sfide, sacrifici e momenti in cui ho dovuto credere fortemente in me stessa. Ma penso che, pian piano, le sfide si affrontino e si vincano. Ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa e mi ha permesso di crescere, sia artisticamente che umanamente. Oggi sono Direttrice Artistica del Teatro D. Vittori di Montecelio, un piccolo paese vicino Roma, e questo per me è un grande onore e una responsabilità che accolgo con entusiasmo. Significa avere la possibilità di mettere la mia esperienza al servizio di un luogo, di un pubblico e soprattutto di tanti artisti e giovani che hanno voglia di esprimersi. Sono felice del percorso fatto, ma non mi sento arrivata: sento di avere ancora tantissima strada davanti e tante nuove sfide da affrontare».

Anticipazioni legate al tuo futuro artistico?
«Ci sono diversi progetti in cantiere, alcuni già avviati e altri ancora in fase di sviluppo, quindi preferisco non svelare tutto! Sicuramente continuerò a lavorare sul teatro, sia come interprete sia nella progettazione e produzione di nuovi spettacoli. Parallelamente continuerò a dedicarmi alla comunicazione, ai progetti audiovisivi e alla formazione. Una parte importante del mio futuro sarà legata anche alla direzione artistica del Teatro D. Vittori di Montecelio. È una nuova responsabilità che accolgo con grande entusiasmo e che vorrei trasformare in un’occasione per rendere il teatro sempre più vivo, aperto agli artisti, ai giovani, alla formazione e a proposte culturali diverse. Mi piacerebbe dare spazio anche a spettacoli e iniziative capaci di raccontare la disabilità in tutte le sue dimensioni, compresa quella affettiva e sessuale, perché credo che il teatro e il cinema possano contribuire a cambiare lo sguardo del pubblico e a promuovere una cultura più consapevole e inclusiva. Le idee sono tante e i progetti anche. Adesso non resta che continuare a lavorare, un passo alla volta».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

Potrebbe interessarti

Antonino Iuorio nei panni dell'Ispettore Bloch © Marco Previdi

Antonino Iuorio: pronto a vestire i panni dell’ispettore Bloch

È parte del cast dell'adattamento teatrale "Dylan Dog Horror Show", il nostro ospite di oggi, l'attore Antonino Iuorio, che ci racconta il suo ruolo.

Duska Bisconti © Pinella Palmisano

Duska Bisconti: i giovani attori meritano attenzione

Il Teatro di Documenti di Roma ospita lo spettacolo ad opera di Duska Bisconti, "L'anima del mondo". Il racconto della protagonista.

Arriva Lucilla © La Gazzetta dello Spettacolo (Teatro Palapartenope, Napoli - 18 Ottobre 2026)

Arriva Lucilla: il nuovo show tra musical e coraggio

Lucilla torna in tour nei teatri d'Italia con "Arriva Lucilla": un viaggio tra musica e crescita per bambini e famiglie. Il nostro racconto!

Chiara Pagliaccia

Chiara Pagliaccia a teatro con La Rabbia

Chiara Pagliaccia torna nei teatri italiani con il nuovo spettacolo La Rabbia da febbraio 2027. Tutte le date e le informazioni sul tour.

Il cast di Notre Dame de Paris con Riccardo Cocciante

Notre Dame de Paris: a Napoli si riaccende la magia

L'incanto del racconto senza tempo di Notre Dame de Paris prende nuovamente vita sul palcoscenico del Teatro Palapartenope di Napoli.

Nuovo Teatro Ateneo

Nuovo Teatro Ateneo, stagione teatrale 2026-27

Al via la stagione 2026/2027 del Nuovo Teatro Ateneo alla Sapienza di Roma: spettacoli internazionali, omaggio a Carlo Cecchi e ingresso gratuito.

Lascia un commento