Ragone

Ragone ci presenta “Labirinto”

Un nuovo incontro con il cantautore Ragone per il singolo “Labirinto”. Appuntamento con il talentuoso, raccontato sulle nostre pagine.

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Un nuovo singolo per il cantautore Ragone, “Labirinto”, un brano dalle sonorità pop, nato con la produzione artistica di Sabatino Salvati, che ci porta a riflettere sugli ostacoli che talune volte appaiono difficili da risolvere…

Ben ritrovato sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Ragone. Hai da poco realizzato un nuovo singolo, “Labirinto”, un pezzo che ci riporta ad una riflessione legata agli ostacoli della vita, a delle barriere mentali inverosimilmente sormontabili. Come ha preso forma il tutto?
«Labirinto nasce da una dimensione molto intima e dal ricordo di una storia intensa del mio passato. È un brano che fotografa quelle dinamiche di attrazione e repulsione che si creano nei legami profondi, quando le cicatrici e le insicurezze ci spingono a erigere barriere, facendoci entrare in una vera e propria ‘guerra con noi stessi’. La spinta creativa è arrivata grazie al lavoro fianco a fianco con il team di Up Music e con Sabatino Salvati, che ha cucito addosso al testo una veste musicale perfetta. Volevo raccontare che, per quanto ci si senta smarriti in un labirinto mentale, la via d’uscita è spesso molto più vicina di quanto sembri: basta avere il coraggio di guardarsi dentro e tendere la mano».​

Quali temi preferisci affrontare di volta in volta nei tuoi pezzi?
«Nei miei testi cerco di portare sempre la massima verità, senza filtri o finzioni. I temi che mi accendono di più sono legati alla crescita interiore, alla fragilità umana e alla rinascita. Mi piace raccontare le battaglie silenziose che combattiamo dentro di noi, ma con una prospettiva di speranza. Che si tratti dell’energia liberatoria di un inno alla vita come Restart o dell’introspezione più profonda di Labirinto, il filo conduttore è sempre la ricerca di un’autenticità che possa far sentire chi ascolta meno solo nelle proprie insicurezze».​

Quale riscontro da parte di chi ha avuto modo di ascoltare “Labirinto”?
«Il riscontro è stato meraviglioso e, per certi versi, molto commovente. La cosa che mi rende più felice è quando le persone mi scrivono dicendosi rispecchiate nelle parole del brano. Molti mi dicono di aver ritrovato nei propri percorsi personali quel senso di “labirinto” e di aver colto il messaggio di coraggio che volevo lanciare. Sapere che la mia musica riesce a creare questa empatia e ad arrivare dritta al cuore è la gratificazione più grande.​

Cosa sta regalandoti questo percorso, quali maggiori consapevolezze?
«Questo cammino mi sta regalando una consapevolezza fondamentale: sto imparando a fare i conti con le mie insicurezze e a smettere di pensare di “non essere abbastanza”. Pubblicare brani come Restart – entrato nella Top 40 della Radio Airplay Indipendenti – e vivere esperienze forti come il palco dell’Irpinia Pride mi hanno dato la spinta per credere di più in me stesso. La musica sta diventando davvero la mia più grande “uscita d’emergenza”, uno spazio di libertà in cui finalmente mi sento a mio agio».​

Quali palchi vorresti poter calcare un domani?
«Il mio sogno più grande è poter cantare su un grande palco, davanti a un pubblico numeroso che conosca le mie canzoni e le canti a squarciagola insieme a me. Sognare un tour o l’opportunità di portare la mia musica in contesti live importanti è ciò che alimenta ogni giorno la mia passione e la mia voglia di fare sempre di più».​

Dove ti vedi tra qualche anno?
«Tra qualche anno mi vedo esattamente dove sto cercando di arrivare oggi: in studio a scrivere nuova musica con il mio team e sui palchi a condividere la mia arte. Spero di aver ampliato la mia discografia, magari con un EP o un album che racconti l’evoluzione del mio percorso, e di continuare a fare della musica la mia vita quotidiana».​

Quanto è complicato, visti i tempi che viviamo, potersi addentrare nell’ambito musicale?
«È indubbiamente una sfida complessa. Oggi il mercato è saturo, l’offerta è vastissima e per un artista emergente trovare il proprio spazio e la giusta visibilità – soprattutto nei canali mainstream o radiofonici – richiede una dedizione enorme. C’è bisogno di tanta gavetta, di studio costante e, soprattutto, di un team che creda fermamente in te. Nonostante le difficoltà, però, credo che la sincerità e la qualità del lavoro alla fine paghino sempre».

Guardando al futuro artistico, cosa puoi anticiparci?
«Al momento sono totalmente concentrato sulla promozione di Labirinto e a godermi ogni singola tappa di questo percorso. Posso però anticiparvi che i lavori in studio non si fermano mai: sto già scrivendo e sperimentando nuove sonorità insieme al team di Up Music. Ci sono progetti in cantiere che non vedo l’ora di svelarvi, ma per ora… continuate ad ascoltare la mia musica e a correre fuori dal labirinto!».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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