Un incontro particolare quello con Vincenzo Di Donna, che in questa intervista ci racconta la dualità con Jack Sparrow.
I venti dei Caraibi soffiano direttamente qui, infatti, oggi siamo in compagnia di Vincenzo Di Donna, giovane attore dallo sguardo furbo, che sembra uscito direttamente dalla Perla Nera… Vincenzo è di fatto soprattutto il sosia del mitico Jack Sparrow, la cui somiglianza è davvero impressionante.
Benvenuto Vincenzo Di Donna sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, come hai scoperto il cosplay e cosa ti ha spinto ad iniziare?
«L’idea è iniziata tanti anni fa, verso il 2003, quando le persone mi fermavano per strada e mi chiamano Jack Sparrow… Onestamente non sapevo neanche chi fosse, ho approfondito la conoscenza successivamente, facendo delle ricerche sul personaggio».
Come mai hai scelto Jack Sparrow, senti che possa in qualche modo rappresentarti?
«Nella vita reale io sono molto simile al Capitan Jack Sparrow, oltre alla somiglianza ci sono alcuni lati caratteriali che mi appartengono: la sua leggera follia e l’imprevedibilità. Nulla è scontato».

Il ricordo più bello vissuto durante una fiera?
«Il ricordo più bello in assoluto è stato nel 2014, quando vivevo a Londra. Facevo l’artista di strada, ed ero vestito, per la prima volta, da Capitan Jack Sparrow. Un ragazzo inglese, credendo fossi il vero Johnny Depp, iniziò letteralmente a “scoppiare in lacrime”. In quel preciso momento, non so ben spiegare, mi sono sentito felice… importante. Anche in un’altra occasione ho vissuto un’emozione simile, ero al MCM – Comic Con Londone – e ricevetti davvero tantissimi complimenti dalle persone presenti… un batticuore che rivivo ancora oggi».
Se per 24 ore tu potessi essere davvero il tuo personaggio… cosa faresti?
«Prenderei la Perla Nera e andrei subito alla ricerca di qualche tesoro che mi dia l’immortalità e l’eterna giovinezza».
Quanto conta la somiglianza fisica con il personaggio che si vuole impersonificare?
«Per me è tutto, grazie a questo sono riuscito a fare la differenza con gli altri».
Dai maggior importanza all’estetica o ti impegni anche nell’interpretazione?
«L’estetica è fondamentale, ma cerco sempre di migliormi in tutto: l’interpretazione, la dizione e le movenze».
Cosa speri e sogni nel tuo futuro?
«Spero e desidero incontrare Johnny Depp, magari avendo la possibilità di diventargli amico. Vorrei tanto potesse leggere il libro che ho scritto e che la mia storia diventasse fonte di ispirazione per uno dei suoi film… ovviamente riservandomi una parte».
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