Carmen Di Marzo, tra il “caos” di Sorrento e la potenza del grazie

Intervista all’attrice Carmen di Marzo, impegnata su Rai 1 nella fiction “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”.

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Oggi abbiamo il piacere di ospitare Carmen Di Marzo, un’artista che sta vivendo un momento d’oro, divisa tra la grande fiction di Rai 1 e la profondità del palcoscenico teatrale. In un’epoca di consumi rapidi, Carmen ci costringe a fermarci e a riflettere sulla fragilità e sulla gratitudine.

Bentornata Carmen Di Marzo sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. La ritroviamo su Rai 1 in “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”. Il suo personaggio, Gioia Pepe, vive in una bolla borghese che esplode all’improvviso: quanto è stato sfidante dare corpo a una donna che vede sgretolarsi ogni sua certezza familiare sotto il peso di una verità inaspettata?
«È stata una bellissima esperienza. Pur essendo un ruolo che si svela in poche scene, è stato un concentrato di vissuto e intensità. Quando si sgretolano le certezze di una vita, inizia un nuovo percorso di consapevolezza. Il mio personaggio lascia intravedere questa trasformazione che comunica con il suo essere figlia, moglie e madre».

Passando dalla TV al teatro, lei è in tournée con “Le Gratitudini”. Lo spettacolo pone un interrogativo disarmante: quante volte diciamo “grazie” con reale consapevolezza? Nella frenesia del suo lavoro e della vita moderna, qual è il valore che lei attribuisce oggi a questa parola così semplice ma così densa?
«La Gratitudine è un motore fondamentale della mia vita. Nella frenesia del lavoro e della vita contemporanea la parola “Grazie” valorizza lo scambio e la gentilezza, offre quei respiri, quelle pause, quelle riflessioni necessarie che ci permettono di migliorare la qualità delle relazioni. Dire Grazie significa vedere l’altro e quindi chiarisce ancora meglio chi siamo noi».

In questo adattamento del romanzo di Delphine de Vigan, la protagonista Michka perde le parole, lei che di parole ha sempre vissuto. Come attrice, che fa della parola il suo strumento primario, come ha lavorato sulla percezione del silenzio e della perdita di senso che attraversa il testo?
«Il silenzio è un luogo fatto di parole infinite e la cosa più emozionante è che a volte non serve pronunciarle. Se la lingua del cuore è in ascolto, le parole non dette diventano energia, intenzione profonda. E ogni comunicazione diventa facile, seppur struggente. Nello spettacolo accade proprio questo, il flusso di coscienza di Michka si interseca perfettamente con quello del mio personaggio Marie e degli altri personaggi. L’ascolto profondo genera totale comprensione e anche se Michka soffre di afasia, il potere dei sentimenti supera limiti e sofferenza».

La pièce mette in scena un mosaico di legami — tra cui quello tra Michka e Marie — che esulano dai vincoli di sangue per concentrarsi su quelli dell’anima. Secondo lei, il teatro oggi ha il compito fondamentale di ricordare al pubblico la bellezza e la necessità di questi “legami scelti”?
«Il teatro pone l’attenzione innanzitutto sul significato delle relazioni. I legami scelti sono preziosi, perché credo sempre che ci appartengano molto di più di quanto pensiamo».

Da Sorrento alle piazze di Teramo, Stradella e Abano Terme: la sua carriera dimostra una versatilità straordinaria. Qual è l’elemento comune che cerca in un personaggio — sia esso televisivo o teatrale — per decidere che quella è una storia che vale davvero la pena raccontare?
«Cerco sempre la credibilità. Senza credibilità non puoi né dare vita a un personaggio, né farti attraversare dal suo vissuto. Essere credibile significa diventare».

Per vederla live al teatro, ecco le date della tournée:

  • 10 aprile – Teramo
  • 11 aprile – Magliano Sabina
  • 16 aprile – Stradella (Pavia)
  • 23 aprile – Abano Terme

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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