Incontro in un ricordo con… Marco Zurzolo

Marco Zurzolo. Foto di Augusto De Luca

Incontro in un ricordo con… Marco Zurzolo

Per la rubrica “Incontro in un ricordo” di Augusto De Luca, oggi parliamo di Marco Zurzolo e del suo sassofono.

Nel panorama musicale italiano contemporaneo, pochi artisti riescono a emergere con la forza e la passione di Marco Zurzolo. Marco ha fatto del sassofono il suo strumento di espressione, portando in giro per il mondo le sonorità uniche della sua città natale. Non è solo un virtuoso del sassofono, ma anche un compositore e un arrangiatore di talento. La sua musica è una fusione di jazz, musica napoletana e influenze mediterranee: un linguaggio sonoro che parla direttamente all’anima. Ha avuto l’opportunità di collaborare con artisti di fama internazionale, da Ennio Morricone a Pino Daniele, arricchendo la sua esperienza con una varietà di stili e culture musicali. Una delle sue caratteristiche più affascinanti è la capacità di evocare emozioni profonde.

Le sue performance live sono esperienze indimenticabili: Zurzolo non è solo un grande artista, ma anche un comunicatore, capace di entrare in sintonia con il pubblico, creando un’atmosfera di connessione unica. Quella mattina io e mia figlia Giulia andammo a casa sua, al piano terra di un antico palazzo, in una traversa di piazza Cavour a Napoli. Persona molto cordiale ed estremamente simpatica, Marco ci fece visitare l’intera casa, soffermandosi con spiegazioni approfondite su alcuni particolarissimi oggetti del suo arredamento. Io come collezionista d’arte e di antiquariato, estremamente incuriosito, lo ascoltai con grande interesse… mia figlia un po’ meno.

Dopo averci fatto da Cicerone e aver preso un ottimo caffè, ci mettemmo a lavoro. Cominciai allora a guardarmi intorno per individuare lo sfondo giusto per un’inquadratura. Marco, senza parlare, sicuro di quello che faceva, mi prese per mano e mi condusse nel suo bellissimo giardino adiacente alla casa. Io fui subito colpito e affascinato da una stupenda statua di marmo di una dea guerriera, probabilmente Atena, che campeggiava in fondo. Era posta in una struttura a emiciclo di piccoli mattoni rossi, che facevano da contrasto alla scultura, evidenziandola ulteriormente e separandola dal contesto. In quel momento capii che era proprio lì che avrei realizzato il mio scatto.

Chiesi a Marco di prendere il suo sassofono e di accostarsi al busto, poi, per rendere l’immagine ancora più interessante, chiamai mia figlia, la feci entrare nell’inquadratura e le chiesi di muovere rapidamente la testa da un lato all’altro. Dopo aver impostato sulla macchina fotografica un tempo lento, scattai, riuscendo, così, ad ottenere un bellissimo mosso in primo piano. Vidi lo scatto nel display della mia piccola Leica e fui certo che avevo l’immagine giusta. Soddisfatto andai subito a casa per rifinire la foto al computer. Anche stavolta il mio intuito aveva fatto centro.

Su Augusto De Luca

Redattore, fotografo e performer

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