Sabrina Scuccimarra: l’emozione di portare in scena un mio testo
Intervista all’attrice Sabrina Scuccimarra, che ci racconta l’emozione di portare in scena lo spettacolo “Giorni infelici”.
Incontro con Sabrina Scuccimarra a breve in scena allo Spazio Diamante di Roma con “Giorni infelici”, dal 13 al 16 marzo. Un progetto che nasce da una sua idea, un modo per affrontare il palco con maggiore entusiasmo…
Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Sabrina Scuccimarra. “Giorni infelici” dal 13 al 16 marzo sarà in scena allo Spazio Diamante di Roma. Cosa puoi anticiparci a riguardo e quanta emozione c’è nel portare in scena un nuovo progetto, per di più da te realizzato?
Ha rappresentato una grande emozione poter portare in scena questo testo da me realizzato proprio alcuni anni fa. È stato un modo per potermi mettere alla prova anche come autrice, non soltanto come interprete. Avere questo doppio ruolo mi rende felice, così come il poterlo gestire. L’emozione è tanta, in questi casi, ed è molto più forte.
Cosa ti spinge a scegliere di impersonare un determinato ruolo e quanta emozione c’è, di volta in volta, nel calcare le tavole del palcoscenico?
Da attrice valuto spesso le proposte che mi vengono fatte e tendo a far passare in primo piano le emozioni che ogni personaggio tende a trasmettermi, una volta letto il copione. Non meno importante la teatralità insita nel personaggio stesso, qualcosa di sanguigno, di viscerale, qualcosa che amo particolarmente, cosi come l’emozione che da ben venticinque anni accompagna il mio essere sul palco. Tutto è ancora molto intenso e vero, più che mai, oggi.
Riti scaramantici prima di essere dinanzi al pubblico?
Nessun rito scaramantico, se non il riscaldamento fisico, prima di tutto, qualcosa che non manca mai.
Quali consapevolezze ti ha regalato questo mestiere, questa splendida avventura?
Mi ha regalato tantissime consapevolezze ed emozioni, qualcosa che si studia nel profondo, e che vive dentro di me da sempre. Un sentimento forte da restituire al pubblico, un confine labile tra realtà e invenzione, durante lo spettacolo che si ha modo di realizzare. Territori emotivi che appartengono a te e che, al contempo, vengono messi al servizio di un personaggio. Un bellissimo miscuglio tra realtà e fantasia, un confine labile, ed il teatro ti offre tutto ciò, insieme ad una importante lente di ingrandimento che consente di trasmettere emozioni reciproche con il pubblico. Una lente che non tutti sanno utilizzare ma il teatro, questo bellissimo e vero mestiere artigianale, regala tutto ciò, così come la possibilità di poter compiere degli errori. Se ancora esiste vuol dire che l’uomo non può proprio farne a meno…
Sabrina Scuccimarra, sogni ancora da realizzare?
La mia mente continua a creare, a pensare a quali progetti valutare, viste le tante proposte. Al momento ho appena concluso una sceneggiatura per il cinema, qualcosa che è legato alle donne del mio passato, e spero di poterlo presto realizzare.
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