Fiorenza Calogero
Fiorenza Calogero

Fiorenza Calogero, il mio “Desiderio” recital

La versatilità della voce, l’approccio sanguigno alla scrittura e l’espressività scenica fanno di Fiorenza Calogero una delle più profonde interpreti della canzone tradizionale italiana.

Nel suo nuovo recital “Desiderio” (in programma il 17 febbraio al “Teatro Trianon Viviani” Fiorenza Calogero traccia uno spaccato musicale della Canzone napoletana degli anni ’50, quando questa si rilancia nel night con precursori come Roberto Murolo e Renato Carosone, per poi essere percepita come una sorta di lingua canzonettistica, grazie anche ai primi successi del pugliese Domenico Modugno.

Fiorenza Calogero, interprete e attrice da venticinque anni e…

Si parla di passato, ma si perde di vista invece quello che un artista continua a fare con grandissimi sforzi, quando non ti produci e non hai un teatro che ti rappresenti. C’è gente che non investe più sull’arte e la musica, quindi è l’artista che ci deve pensare.

Sono tanti gli spettacoli e le tue produzioni che rappresenti in tour da anni…

I miei spettacoli li continuo a portare in giro così come tutte le produzioni che ho realizzato dal 2000 ad oggi, da quando ho deciso di fare oltre la cantante di teatro, con produzioni importanti, e collaborazioni con cantanti ed artisti. Sono stata attrice in film, pochi ma buoni, cito “Passione” diretto da John Turturro. Il film è stato presentato alla 67^Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ha vinto diversi premi, tra cui il “Naples in the World”.

Vuoi parlarci del tuo spettacolo di successo “Il canto della sirena?

Preferirei parlare di quello che sto facendo oggi, anche se spettacoli come “Il Canto della Sirena” è uno dei tanti spettacoli dove cerco di raccontare la mia identità culturale. E’ uno dei tanti spettacoli dove racconto la mia identità culturale, perché sono quasi 25 anni che canto in napoletano e vado a coprire tutte le epoche e gli stili, unendoli in un’ unico suono che mi sono creata, insieme alla chitarra battente di Marcello Vitale.

Fiorenza Calogero
Fiorenza Calogero

Io metto in evidenza quello che Napoli può offrire da un punto di vista culturale, lasciando perdere delle realtà che invece stanno prendendo il sopravvento e che non appartengono alla cultura ,dopo il post-pandemia è tutto più difficile, non si riesce a produrre con pochi soldi e nessun aiuto pubblico regionale, ministeriale, contributi che non esistono e sono solo per poche realtà.

Fiorenza Calogero come ti definiresti?

Nel corso di questa anni ho voluto fare un percorso, distinguersi come interprete non è una cosa facile.

Essere interprete ha una valenza maggiore rispetto ad un cantautore, l’interprete se non fai un percorso e se non hai un’idea di base è difficile.

Sei nata e vivi a Castellare di Stabia, in provincia di Napoli. Ami la tua città?

Viviani è nato a Castellamare di Stabia ed io sono nata e ci vivo, ma non ho mai lasciata la mia città per scelta perchè credo che le persone non devono essere obbligate a causa del lavoro a lasciare la propria terra, ed oggi quella che si chiama Via Raffaele Viviani è il quartiere dove è nata la mia famiglia Calogero, quindi attraverso i suoi testi e le sue musiche posso parlare di un qualcosa di più ampio, internazionale.

Fondamentale la collaborazione con il Maestro Marcello Vitale, tuo marito…

Si, in questi anni insieme al grande e fondamentale incontro con Marcello Vitale, mio marito, la nostra collaborazione è partita dopo cinque anni di convivenza, abbiamo deciso di creare un suono, lui con la sua chitarra battente è inconfondibile, creando uno stile del suo mondo di concepire la musica, questa avventura è stata una sfida.

Vuoi parlarci dello spettacolo “Desiderio” che sarà rappresentato prossimamente al Teatro Trianon Viviani di Napoli il 17 febbraio?

“Desiderio” è un’affacciata negli anni 50′, il dopoguerra della canzone napoletana dove è avvenuto un cambiamento stilistico e dove spero di portare in giro Raffaele Viviani, che è il mio prossimo lavoro discografico previsto prossimamente, il mio 7° album.

Utilizzare la politica musicale di Viviani può sembrare un coraggio, ma non lo è ,utilizzo i suoi testi e le sue musiche, racconto un’identità culturale , un’ appartenenza culturale, può sembrare un’omaggio, ma non è così.

Ho voluto dedicarmi ad un’epoca sempre sfiorata ma non mai approfondito il discorso ovviamente ho ritenuto opportuno non insieme alla chitarra battente perchè bisognava fare un grande lavoro.

Il mio desiderio è regalare uno spaccato sugli anni 50 perchè ad oggi avevo voglia di approfondire un pò il discorso,il tipo di repertorio è stato definito di grande trasformazione , musicale ,un modo per aprire al mondo la canzone degli anni 50′.

Chi sono i musicisti dello spettacolo “Desiderio”?

La Direzione Musicale è di Carmine Terracciano, con Enzo Anastasio-Sax, flauto e clarinetto, Luigi Castiello-contrabbasso, Domenico Monda-percussioni, Carmine Terracciano-chitarre.

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