Arturo Muselli, recitare è la mia necessità

Continua il successo della nuova stagione di Provaci ancora Prof su Rai 1. Ieri è andata in onda la seconda puntata, confermandosi la fiction più seguita della serata. Al fianco della professoressa Veronica Pivetti, Enzo Decaro e Paolo Conticini, una new entry tutta da scoprire: Arturo Muselli.

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L’attore interpreta il vice preside Matteo Maffei, un giovane e affascinante professore di matematica che fa impazzire le allieve e le insegnanti del liceo. La Gazzetta dello Spettacolo ha incontrato l’affascinante Arturo Muselli che ci ha parlato dell suo personaggio e della sua vita d’attore, con naturalezza e spontanietà, rivelandoci anche qualche progetto futuro….

Nella nuova stagione di “Provaci ancora Prof” sei il vice preside Matteo Maffei. Parlaci del tuo personaggio.

Matteo Maffei è una persona timida, sensibile, un po’ impacciata, un po’ insicura. Si nasconde un po’ e questo aspetto di sè deve relazionarsi con la posizione da vice preside che occupa visto che a lui spettano i compiti organizzativi della scuola. Deve inoltre fare i conti con un preside presuntuoso (il bravissimo Luigi Di Fiore) con un carattere molto forte. Viene inquadrato come il ‘bello’, ma questa sua bellezza non esce fuori solo dall’aspetto estetico, infatti Enrico Oldoini e Francesca Marra, registi fantastici e molto inteligenti, mi hanno fatto lavorare sul cercare la vera bellezza di questo personaggio che risiede in una purezza e tenerezza interiore.

Come si evolverá nel corso delle puntate il tuo personaggio? Cosa dobbiamo aspettarci da lui?

C’è da aspettarsi un’evoluzione prima di tutto sul piano personale che si rifletterà inevitabilmente sulle relazioni con i propri colleghi, ma soprattutto colleghe.

Quanto di te c’é in Matteo? Ti assomiglia?

Direi di no visto che lui è diventato vice preside così giovane e io, come potenziale insegnante di italiano, non ho mai fatto neanche una supplenza. A parte gli scherzi Matteo ha qualcosa che mi apparteneva più in passato. Quando lavoro su un personaggio faccio sempre riferimento ad un vissuto personale o comunque cerco di rubare da chi osservo nella vita reale.

Come é stato per te lavorare in questa nuova stagione della fiction? Raccontaci qualche aneddoto particolare condiviso con il cast sul set.

Per me è stata una gran bella esperienza. Sul set c’era un atmosfera ottimale. Si è creato un bel rapporto sia con gli attori che con la troupe.  Veronica Pivetti portava sul set una grande professionalità e simpatia.
Non ho un aneddoto in particolare, ma ricordo decisamente il forte caldo di giugno con vestiti invernali. Siamo sopravvissuti grazie all’aria condizionata in camerino e ai ghiaccioli sul set.

Hai iniziato a lavorare fin da giovanissimo. Ma te lo ricordi il giorno in cui ti sei detto: “Voglio fare l’attore”?

C’è una frase di Derek Jacobi che dice: Se vuoi fare l’attore, non farlo. Se hai bisogno di fare l’attore, fallo. Per me è sempre stato un bisogno, una necessità. A volte ho provato ad allontanarmene, ma con scarsi risultati.

Sei nato e cresciuto a Napoli, una cittá ricca a livello artistico e culturale, ció ha influenzato la tua scelta di lavorare nel mondo dello spettacolo?

Non credo che Napoli abbia influenzato la mia scelta. Certo è una città che ti ispira continuamente, ti offre la sua energia, la sua umanità, ti mette in contatto con vari aspetti della vita. Ti struttura in modo diverso, ma credo che se fossi nato altrove potrei aver scelto comunque questo mestiere.

Hai lavorato in numerose fiction e soap opere di successo ma anche a teatro. Quanto é importante per te il teatro e quanto credi che sia stato importante per la tua formazione artistica?

Io sono molto legato al teatro perché penso che da lì parte tutto. Ti insegna le regole del gioco. Ma in realtà, in altri paesi d’Europa non c’è una scelta apriori se fare cinema/tv o teatro, c’è  il momento della formazione da attore e poi quello del lavoro.

E cosa consiglieresti ai giovani ragazzi che oggi vorrebbero intraprendere un cammino verso la recitazione?

Consiglierei di studiare seriamente. Di divertirsi e soffrire allo stesso tempo. Di non seguire la strada più corta e che ti affascina in apparenza.

Tra i tanti ruoli giá ottenuti, c’é un ruolo che vorresti interpretare oggi?

Non c’è un ruolo in particolare. Certamente mi piacerebbe interpretare quei ruoli che più si allontanano da quel che sono io nella mia vita quotidiana.

E un regista con cui vorresti lavorare?

Se dovessi esprimere un desiderio direi Gus Van Sant, ma come dire… la vedo dura, molto dura. Per quanto riguarda un regista italiano, mi piacerebbe molto lavorare con Matteo Garrone.

A cosa rinunceresti per amore del tuo lavoro?

Rinuncio già a tante cose per amor del mio lavoro.  A volte credo che sia un po’ in debito con me.

Oltre alla recitazione, quali sono le tue passioni?

Oltre alla recitazione, lavoro anche come fotografo. Collaboro da anni con un noto photoreporter napoletano.

Progetti Futuri?

Al momento i miei progetti futuri sono legati alla mia compagnia teatrale ‘The Hats’ che mette in scena testi di Shakespeare in lingua inglese. Per il resto vediamo cosa accade.

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