Una ragazza sicura del percorso intrapreso, Nicoletta Di Bisceglie, attualmente impegnata a pieno ritmo ne “Il Paradiso delle Signore”.
Incontro con l’attrice Nicoletta Di Bisceglie, tra i protagonisti de “Il Paradiso delle Signore”, il daily di Rai1. Un progetto ben rodato, quello che attualmente vive, con una storia importante da portare in scena e una sana voglia di dimostrare quanto amore ha per la recitazione.
Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Nicoletta Di Bisceglie. Da qualche anno sei parte della famiglia de “Il Paradiso delle Signore”, cosa ti regala ad oggi questa esperienza?
«Sono al Paradiso da ben due anni e mezzo e, rispetto agli altri set vissuti, posso dirti che mi regala una certa continuità, qualcosa di mai vissuto prima. Sento di aver preso una grande dimestichezza con il mestiere, imparando a stare sul set, apprendendo tanto anche a livello tecnico, per quelle che sono le otto, nove, scene al giorno che solitamente realizziamo. Un altro aspetto non poco importante è costituito dalla forte unione che c’è tra noi, dovuta anche allo stare tanto insieme, qualcosa che non è affatto scontato. Quando si parla di ‘grande famiglia’ posso dirti che è vero, è esattamente così».
Quante similitudini ci sono con il tuo personaggio?
«Qualcosa di nostro c’è sempre nei personaggi che interpretiamo. È così per la mia Rosa. Sono, forse, meno secchiona di lei e meno razionale. Tendo a mandare avanti l’istinto per lo più. Diversamente, non ho mai fatto grandi errori in amore ma tendo a lasciarmi andare, a scontrarmici finché posso, per mediare».
Nicoletta, che ricordo porti con te di Pietro Genuardi, un collega e, nella soap, anche un appiglio importante per il tuo ruolo?
«Ho iniziato a lavorare proprio con Pietro, realizzando anche l’ultimo provino con lui e con Pietro Masotti, affinché mi dessero le battute, per poterci vedere almeno una volta insieme. Gli devo tanto perché ha reso anche un feedback positivo per la mia Rosa, cosa non da poco, in determinati contesti. Con Pietro ho riso tanto. Era una persona per niente presuntuosa, abile nel fornire consigli, sempre con le ‘pinse’, con i dovuti modi, cosa non da tutti. Di divertente posso dirti che, da bravo professionista qual era, non sempre ci era facile memorizzare tutto, vista la mole di scene da incanalare. Utilizzava un piccolo escamotage. Scriveva le battute sul giornale, La Gazzetta e, ad ogni ciak, provava a non farci ridere. Ci mancherà, come mancherà la sua educazione, la sua eleganza e affettuosità. È sempre stato un gran signore!».

Quali consapevolezze hai raggiunto grazie a questo tuo vissuto artistico?
«La prima consapevolezza è arrivata proprio su questo set, nel comprendere di poterlo realmente fare, questo mestiere. Grazie alla sua continuità, a nessuno stacco, questo perché sai che il giorno dopo girerai ancora, con stabilità e continuità. Sono certa di ciò che ho scelto di fare ma, il fatto di essere spesso sottoposta ad un giudizio esterno, ti porta a dartelo anche da sola, un giudizio. Non da meno, la pressione vissuta all’arrivo al Paradiso, con i suoi ritmi serrati e i primi feedback esterni, che hanno contributo a farmi capire quanto sia desiderosa di continuare su questa strada. Il carattere c’è, sono abbastanza forte, reggo anche le pressioni, sono certa di poter perseguire questa strada, con molta più consapevolezza».
Il tuo è un percorso ancora giovane, con molte esperienze ancora da vivere. Quale ruolo vorresti poter vestire, un domani?
«Recito soltanto da cinque anni, effettivamente. Nello specifico non saprei dirti cosa vorrei fare, tanti sono i ruoli che impersonerei. Forse, vorrei poter realizzare qualcosa di molto complicato e di diverso da me. Donne fragili, ruoli da commissario, legati ad un certo potere».
Quali passioni caratterizzano la tua persona?
«Ho scoperto di voler fare questo mestiere studiando, entrando al centro sperimentale, dopo un provino, e dopo aver studiato per anni danza classica, una grande passione. Sono figlia di un ballerino della Scala, nata e cresciuta a Milano, frequentando anch’io quel luogo. Una passione che, crescendo, si è trasformata in angoscia per situazioni legate alla fisicità, non più adatta per quel futuro. Ho così studiato recitazione ed ho scoperto che è questa la mia strada».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

