Ratto dal serraglio

Vivo successo per “Il ratto dal serraglio” al Festival Belliniano

Ratto dal serraglio

Il Festival Belliniano, fondato e diretto da Enrico Castiglione, ha presentato per la prima volta al Teatro Antico di Taormina  un capolavoro mozartiano tra i più affascinanti, Il ratto dal serraglio (Die Entführung aus dem Serail nell’originale tedesco), andato in scena il 6 settembre grazie ad una straordinaria coproduzione con l’Opera Nazionale di Ankara, capitale della Turchia.

Si tratta di una grande sinergia tra la nazione turca e il nostro paese, che ha visto il trasferimento a Taormina di ben 280 persone tra coro, orchestra, cantanti, comparse, attori, ballerini e tutte le maestranze tecniche,  ovvero l’intero staff del Teatro dell’Opera di Ankara, giunto nella Perla dello Jonio per quello che si è rivelato un allestimento di rilevante pregio musicale e scenico.

Una compagnia interamente turca per un’opera “turca” per suggestione, storia, influssi e le geniali invenzioni armoniche di Mozart. Già nell’impostazione fiabesca, il soggetto è infatti un palese tributo alla passione e alla moda settecentesche, allora assai in voga, per le turquerie. Due innamorati, aristocratici e occidentali, si ritrovano per avverso destino in un paese esotico, in balia di un potente sultano che si rivelerà di fatto generoso graziandoli, secondo i topoi collaudati di una favola popolare, che si fa al contempo latrice dei valori dell’Illuminismo, a partire dalla tolleranza e dallo spirito di emulazione verso l’altro e il diverso. La nobile coppia formata da Konstanze e Belmonte fa da contraltare a quella buffa dei servitori Blonde e Pedrillo); Osmin, il selvaggio ma buon guardiano dell’harem, si contrappone al magnanimo Pascià Selim.

Il capolavoro di Amadeus ha conquistato il pubblico cosmopolita del Teatro Antico anche grazie al melting pot linguistico usato dalla regista Yeka Kara per i dialoghi parlati che fondevano l’idioma  turco della corte del sultano a quello europeo degli altri personaggi. Ne derivava una messinscena dal dichiarato pedale comico, che alla bellezza del candido allestimento marmoreo di Cagda Citkaya abbinava i preziosi costumi di Sanda Zipci che vestivano il popolato harem del sultano. L’eccellente cast musicale ha fatto il resto,  guidato con aderenza stilistica dal direttore d’orchestra bulgaro Sunay Muratov sul podio del Coro e l’Orchestra Nazionale dell’Opera di Ankara. Spiccavano nel cast l’attore Okan Senozan  (davvero autorevole nel ruolo parlato del Pasha Selim) ed un quartetto vocale di prim’ordine che schierava il soprano Feryal Turkoglu (virtuosistica e soave Konstanze), il tenore Erdem Erdogan (lussuoso Belmonte), il soprano Gorkem Ezgi Yildirim (pirotenica e spumeggiante Blonde), il tenore Cenk Biyikin (irrestibile Pedrillo), il basso Tuncay Kurtoglu (impareggiabile Osmin).

Calorosi applausi della millenario cavea hanno premiato tutti i protagonisti di un’operazione che puntava allo scambio e alla coproduzione culturale. Il maestro Castiglione è in questo senso un autentico “deus ex machina” di relazioni internazionali che stanno assumendo un rilievo strategico per il turismo in Sicilia: ed infatti quest’estate la collaborazione con istituzioni musicali internazionali ha visto tra l’altro la presenza a Taormina dell’Orchestra Filarmonica di Hangzhou, fiore all’occhiello del Teatro dell’Opera dell’omonima metropoli cinese di ben otto milioni di abitanti, teatro di cui Castiglione è stato nominato direttore artistico dal 2015.  Anche l’allestimento della Tosca di Puccini, andata in scena ad agosto al Teatro Antico, ha visto la presenza di un’altra compagine straniera, l’Orchestra Nazionale della Turchia, diretta da Cem Mansur. Si è aperta così una sinergia che adesso vedrà l’allestimento in scena nel meraviglioso Teatro Romano di Aspendos, in Turchia, il 20 settembre, dove il Taormina Opera Festival porterà il cast internazionale e l’intero staff che ha preso parte alla produzione. E il Teatro Romano di Aspendos, ottomila posti, è già pressoché esaurito.

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