In scena questo week end al teatro, l’ultima regia di Michele Sinisi, ecco lo spettacolo dal titolo “Più grande di me”.
Una nuova regia per Michele Sinisi, “Più grande di me”, in scena il 18 e il 19 aprile al Teatro della Cometa di Roma con protagonista la talentuosa attrice Sara Drago.
Benvenuto sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Michele Sinisi. Attualmente sei alle prese con le prove dello spettacolo “Più grande di me”, che ti vede nelle vesti di regista, con Sara Drago unica protagonista sulla scena. Cosa dire a riguardo?
«Lo spettacolo ha preso forma dalla mente creativa di Donatella Franciosi, per poi coinvolgere come drammaturga Monica Capuani, fino ad arrivare a me e a Sara Drago. Con Sara, da anni, si è sviluppato un ottimo rapporto artistico, qualcosa di forte anche a livello umano, che ci ha portato a condividere anche il testo della Fillion. Un testo ricco di paure, angosce e ansia per il futuro, racchiuse in un monologo che si svolge su di una bicicletta. Un pedalare, quello della protagonista, che rappresenta una metafora necessaria per affrontare le grandi scommesse di un mondo contemporaneo globale. La grandezza del testo consiste nei temi che tratta e nella loro forma: un continuo bombardamento di suggestioni, volontà e curiosità nel voler risolvere l’esistenza. Un’esistenza non risolvibile, dal momento in cui correda le nostre vite che sono fatte di ferite, di sogni, di prodigi, fastidi e quanto altro. Appartiene tutto al nostro passaggio sulla terra. Il dramma vero e proprio è nell’ascoltare le già conosciute inquietudini che viviamo, certi di averle già ascoltate…. Questa la scommessa di “Più grande di me”…».
Cosa vi aspettate da questa esperienza romana?
«Sarà tutto armonizzato e quindi legato al corpo, alla sua pedalata sulla bicicletta, ai problemi da affrontare. Cassandra evidenzia questi temi globali, fondamentali, senza dimenticare di riuscire a proiettare sulla scena una certa spazialità talmente grande da sorvolare sulle planimetrie parigine. Un gioco per noi possibile grazie al teatro…».
Attore e regista ma cosa manca ancora a questo tuo percorso?
«Mancano i racconti che vorrei davvero poter mettere in scena. Il mio modo di intendere la regia, essendo appunto anche attore, non può non passare attraverso il protagonismo degli attori in scena. Dal punto di vista attoriale, invece, posso dirti che sto divertendomi tantissimo in questo spettacolo attualmente in scena, per la regia di Michele Riondino, “Art”, di Yasmina Reza. Difficilmente un ragazzino sogna di fare il regista da bambino, ma il percorso attoriale mi ha indirizzato verso questo settore, nel sentire la mancanza di un ‘mio’ progetto da vivere».
Cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?
«Mi muovo da interprete a teatro, così come al cinema. Sono sul set, attualmente, con Gianni Quinto e presto inizieranno anche le riprese de “Gli intrusi”, con Mario Tani. Dal punto di vista prettamente teatrale, posso dirti che ci sono delle progettualità che sto cercando di ingabbiare in tutti i loro aspetti prima di poterle annunciare».
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