Ivan Castiglione

Ivan Castiglione: il palcoscenico, una dimensione ultraterrena

Incontro con Ivan Castiglione, al teatro, allo Spazio Diamante di Roma, con “Battuage” e in TV, su Rai 1, con “La Preside”.

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In scena allo Spazio Diamante di Roma con “Battuage”, incontriamo l’attore Ivan Castiglione pronto a parlarci delle sensazioni legate allo spettacolo e al suo lavoro, senza dimenticare i progetti futuri che lo porteranno altrove…

Ben ritrovato sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Ivan Castiglione. Attualmente sei in scena con “Battuage”, ad opera di Joele Anastasi. Cosa puoi dirci a riguardo?
«Si tratta di una pièce che va in scena da molti anni e in cui interpreto più ruoli, una vecchia trans, un magnaccia e un uomo sposato, in uno spettacolo diviso a quadri, collegati da un unico personaggio, interpretato da Joele Anastasi. È la prima volta che interpreto una trans, una prova difficile, un lavoro molto fisico, in cui indosso anche dei tacchi, qualcosa di non propriamente facile. Un lavoro che consiglio a tutti gli uomini per poter comprendere cosa comporti il vivere delle donne. Un incontro di personaggi profondi, quelli che vivo in scena, e che mi portano a scavare all’interno della mia persona, portando così fuori un lato sensibile, la parte più tenera».

Quali messaggi tende a lanciare?
«Si tratta di uno spettacolo forte e, allo stesso tempo, dolce. Racconta l’amore e parla di un gruppo di persone ‘perse’, alla ricerca di un’identità e, se un messaggio vuole lanciare, è quello di amare l’amore accettando anche la diversità. Battuage non è nient’altro che un luogo di incontri, un raccontare la parte estrema della città e, al contempo, la voglia di poter essere, appunto, accettati. Forse è questo il live motive dello spettacolo».

Quali sensazioni ti legano alle tavole del palcoscenico?
«Tutte le volte in cui entro in scena provo una forte emozione. Recitare è come sentirsi Dio anche se si è atei, per via di ciò che si sviluppa sul palcoscenico, di quelle capacità che vengono fuori. La qualità della vita si innalza, tutti gli odori si percepiscono alla perfezione, senti ogni minima cosa, vivi tutto intensamente e con una qualità altissima».

Quali altre date dopo queste serate romane?
«Ci saranno di certo altre date, anche se tutto si sviluppa in divenire, e grazie devo alla compagnia Vuccirìa Teatro di cui non faccio solitamente parte, se non per questa occasione. Di certo, a breve, saremo in scena anche a Firenze…».

In parallelo c’è “La Preside”, la nuova serie Rai con Luisa Ranieri ‘al comando’, in cui interpreti proprio suo marito…
«Luisa è amatissima e la serie è scritta benissimo, motivo per cui mi aspettavo questo successo. Lunedì ci sarà la seconda puntata e devo dire che sono felice di far parte di un progetto che tratta una storia che ha tanto di reale. Si parla di Eugenia Carfora, una preside ancora in vita, che lavora in un quartiere difficile della Campania. Una realtà per niente semplice da portare in scena, in cui interpreto un marito che fieramente è di fianco ad una donna impegnata e potente. Sono felice di ciò che stiamo ottenendo, di questa splendida ciliegina sulla torta che ci ripaga sempre del nostro lavoro».

Cosa ti regala questo bellissimo mestiere?
«Mi regala la possibilità di poter vivere una vita molto bella! Quando hai un lavoro che parte dalla tua passione si spostano completamente i valori rispetto alle persone che lavorano. Per noi lavorare è vita, è piacere, in qualsiasi periodo dell’anno, perché questo lavoro rappresenta l’espressione di noi stessi, a un prezzo particolare perché precario, svolto in un paese che non pone l’arte al centro della sua attività sociale. Con grande fiducia lo viviamo, sperando che gli anni vissuti in passato possano tornare».

Cosa puoi anticiparci, nei limiti del possibile, sul tuo futuro artistico?
«Una nuova serie, questa volta con Serena Autieri, con cui ho lavorato al musical My Fair Lady, andrà in onda proprio dopo La Preside. La serie si intitola “La famiglia imperfetta” e posso anticiparvi che per l’occasione vestirò i panni di uno sciupafemmine con pochissimi valori. Non ultimo, a marzo, un film con Peppe Iodice, “Mi batte il corazon”, in cui interpreto un prete e poi la ripresa proprio di My Fair Lady».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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