Andrea Garofoli

Andrea Garofoli: mi piace tutto del teatro!

Incontriamo l’attore Andrea Garofoli, che ci racconta la sua presenza nello spettacolo teatrale dal titolo “Ferdinando”.

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In scena al Teatro Marconi di Roma da questo 28 novembre, “Ferdinando”, un classico del Teatro italiano scritto dalla sapiente penna di Annibale Ruccello, qui diretto da Felice Della Corte. Un testo potente e originale, tra dialetto napoletano e italiano, che si muove su più livelli tematici e diversi registri di linguaggio. Un intrigante, seducente e divertente racconto, colmo di colpi di scena che tiene fino alla fine con il fiato sospeso. Con noi de La Gazzetta dello Spettacolo, Andrea Garofoli, tra i suoi protagonisti…

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Andrea Garofoli. Dal 28 al 30 novembre sarai in scena al Teatro Marconi di Roma con “Ferdinando”, per la regia di Felice Della Corte. Come ti prepari a questa nuova esperienza?
«Mi preparo con l’impegno e la dedizione che metto in ogni progetto al quale aderisco. Mi sono innamorato del testo già dalla prima lettura. È un’opera complessa e, allo stesso tempo, ricca di vita, di istinti e di impulsi. I personaggi sono crudi, passionali, spietati e il sottofondo di questa nobiltà decadente borbonica rende il tutto ancora più suggestivo. È stato bello lavorare ad un personaggio così intricato e inaspettato come Ferdinando».

Chi è Ferdinando? E quanto c’è di Andrea in questo personaggio?
«Ferdinando è un ragazzo determinato e calcolatore, che sa quello che vuole e soprattutto come ottenerlo. È molto bello e sa come usare questa bellezza a suo vantaggio. Avvicinarmi a questo personaggio è stato, almeno inizialmente, complesso, perchè personalmente sono l’opposto: spontaneo e difficilmente agisco per interesse. Ho, dunque, volutamente evitato di giudicare il personaggio, consapevole di non doverlo fare, comprendendone il perchè abbia compiuto determinate azioni, da cosa ne sia stato spinto».

Quali sensazioni ti legato alle tavole del palcoscenico, alla magia che si viene a creare prima di essere in scena?
«La prima sensazione che mi viene in mente è l’amore. Sono totalmente innamorato del teatro. Più il tempo passa, più prendo parte a spettacoli teatrali e più questo sentimento cresce. È un posto magico, dove si vivono storie e si smuovono coscienze. Mi piace tutto. Le prove negli orari e nei posti più impensabili, le generali fino alle 2:00 di notte, le prove costumi, gli allestimenti, le scenografie e soprattutto recitare davanti al pubblico, che ogni sera partecipa insieme a te a questa magia. Prima di entrare in scena c’è quell’ansia che pervade tutti, quella tensione, quella voglia di arrivare al pubblico che rende tutto ancora più suggestivo. Questo è un periodo molto intenso per me, sto per andare in scena con “Ferdinando”, sto facendo le prove per un altro debutto e, nel frattempo, sto scrivendo un mio spettacolo. Mi ritrovo a interpretare un personaggio la mattina, il pomeriggio un altro e la sera a scriverne un altro ancora e ogni giorno capisco quanto sia fortunato e estremamente grato di poter fare questo mestiere».

Chi è Andrea e come ti sei approcciato a questo mestiere?
«Sono un ragazzo di 23 anni nato e cresciuto in Umbria, precisamente a Gualdo Tadino. Il mio posto del cuore. Lì c’è la mia famiglia, i miei amici, tutte le persone che amo. Mi sono stati insegnati valori importanti come l’altruismo, la giustizia e la libertà e, in più, sono anche testardo e determinato. Ho sempre saputo che da grande avrei fatto l’attore, che almeno ci avrei provato, con tutto me stesso. Da piccolo realizzavo dei piccoli spettacoli in piedi sopra il mio letto e come pubblico avevo i miei genitori, i miei nonni e mia sorella. Il prezzo? Un euro a biglietto. Appena terminato il liceo, a solo 19 anni, mi sono trasferito a Roma per studiare recitazione e da lì è iniziato tutto. La mia famiglia mi ha sempre supportato e, ad oggi, sono ancora i miei fan numero uno. Non si perdono uno spettacolo».

Prossimi progetti di cui poter parlare?
«Ho vari progetti in cantiere, sia a teatro che al cinema ma, essendo scaramantico, preferisco non parlarne. Sicuramente, oltre a concentrarmi nei vari impegni lavorativi, continuerò a lavorare su me stesso, a scoprire nuove sfumature e colori della mia personalità da poter mettere in ogni personaggio che mi troveró ad interpretare».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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