Viviani: l’emarginazione sale in scena, Zingari una favola tragica

Arriva lo spettacolo Zingari di Raffaele Viviani: un viaggio onirico sull’emarginazione con regia di Diego Sommaripa.

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Il grande teatro napoletano torna a vibrare di attualità. Fino a Domenica 26 ottobre 2025, alle ore 21.00, presso il Teatro TRAM di Napoli, è in scena Zingari, un’opera emblematica di Raffaele Viviani, pilastro della drammaturgia partenopea. Lo spettacolo, che inaugura la nuova stagione di produzione del teatro, non è solo un omaggio al passato, ma un feroce e necessario specchio sul presente.

L’adattamento, curato da Diego Sommaripa ed Emanuele Scherillo, si muove tra l’elemento circense e quello musicale, mantenendo un profondo rispetto per il testo originale di Viviani. La regia, firmata da Sommaripa, ha scelto di rendere il protagonista, ‘Diavulone’, «meno feroce e febbrile, in modo da dare più spazio agli elementi della commedia», una decisione che bilancia il registro tragico con lampi di leggerezza.

Perché Zingari, l’opera di Viviani è oggi cruciale: emarginazione e attualità

Zingari si configura come una favola tragica, un viaggio onirico che si svolge in un “luogo non ben definito che potrebbe essere una baraccopoli, oppure un circo abbandonato”. È in questo limbo scenico che si sviluppa il tema centrale, l’emarginazione. Questo filo conduttore non è una reliquia storica, ma il ponte che rende l’opera di Viviani sorprendentemente contemporanea.

Lo spettacolo, interpretato da un cast affiatato che include Dolores Gianoli, Francesco Rivieccio, Annarita Di Pace e Benedetta Cenani, con le musiche di Gianluigi Capasso, tocca le corde universali dell’esclusione sociale. Come sottolineato da Mirko Di Martino, direttore del Teatro TRAM: «Viviani è un autore immerso nella Napoli popolare del ‘900, eppure i suoi testi continuano ad affascinare i registi di oggi, che trovano nelle sue opere una sincerità e una profondità che spesso mancano nella drammaturgia contemporanea».

In un momento storico in cui i temi dell’inclusione, delle differenze sociali e delle periferie sono al centro del dibattito pubblico e mediatico (come evidenziano i recenti approfondimenti su quotidiani nazionali riguardo le disuguaglianze post-pandemia), l’opera offre una chiave di lettura potente. Il “popolo” descritto da Viviani, pur parlando una lingua d’altri tempi, riflette le dinamiche degli ultimi, dei diversi, dei marginali della società odierna, non solo a Napoli, ma in ogni grande metropoli.

La riscoperta di Raffaele Viviani nel panorama teatrale

Il TRAM, con questa produzione, conferma la sua missione di mantenere viva la tradizione del teatro napoletano, contaminandola con uno sguardo contemporaneo. Il cartellone del teatro ha già ospitato riletture di autori come Petito, Di Giacomo e Pulcinella. L’impegno non è isolato: in questo periodo, l’eredità di Viviani risuona su più palcoscenici. Ad esempio, al Teatro Trianon Viviani, intitolato proprio al drammaturgo, è stata inaugurata la stagione 2025/26 con Festa di Piedigrotta di Viviani, con musiche di Eugenio Bennato e la regia di Nello Mascia.

Questo fermento intorno a Viviani dimostra che la sua capacità di mescolare il tragico e il comico, il recitato e il musicale, l’asprezza della denuncia sociale con la vena umoristica popolare, lo rende un autore incredibilmente attuale. Il suo teatro non si limita al patetismo, ma è un’«aggressività al mondo reale» che ricorda l’approccio di drammaturghi come Bertolt Brecht, nell’affrontare le ingiustizie con sincerità e profondità.

Lo spettacolo Zingari è l’occasione perfetta per immergersi in un’opera che, pur avendo radici profonde nella Napoli del Novecento, parla direttamente al cuore del pubblico contemporaneo, affrontando temi di emarginazione e identità sociale in modo avvincente.

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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