Margò Volo - In stato di Grazia

Margò Volo: siamo noi il Teatro

Margò Volo, a pochissime ore dalla messa in scena del suo spettacolo, “In stato di Grazia”, in un colloquio in cui interviene anche una delle registe, Chiara Valli.

Margò Volo - In stato di Grazia

Un incontro piacevole, sincero, legato ad uno spettacolo gestito in maniera minuziosa, attentissima, che avrete modo di applaudire proprio da oggi, al Teatro Bello di Milano.

Benvenute su La Gazzetta dello Spettacolo, Margò Volo e Chiara Valli. Come procede il vostro vissuto?

Margò Volo: Sto bene, grazie! Oggi sono di prove qui in teatro, con annesso allestimento luci, e domani avremo il primo spettacolo al Teatro Bello.

Chiara Valli: Abbiamo lavorato, nei giorni scorsi, ad una divisione del palcoscenico per consentire il giusto spostamento del personaggio in tre luoghi diversi, per consentire una trasformazione del cambiamento fisico del personaggio. Modifiche dovute, in continua evoluzione e sperimentazione.

Margò volo: Il personaggio, ne interpreto undici, cambia e si evolve con lei, con la protagonista, modificando quindi, in questi spazi suddivisi, il suo modo di essere.

Chiara Valli: Il lavoro che ha compiuto Margò è complesso e davvero stimolante. Interpretare undici personaggi non è affatto semplice e questo conferma il talento di Margò, capace di saltare da un posto all’altro, da un personaggio all’altro, in maniera straordinaria. Un viaggio alla continua scoperta di ogni corpo, di ogni singolo personaggio. Un lavoro minuzioso, per un corpo danzante, come il suo. Definisco Margò una danzatrice, con un corpo che parla, dialoga con il pubblico, con il palcoscenico stesso. Uno spettacolo in cui si ride tantissimo, ma che porta lo spettatore anche a riflettere, a guardarsi dentro.

Cosa accadeva durante la preparazione dello spettacolo?

Chiara Valli: Risulta difficile poter affrontare le prove in maniera tranquilla. Margò è una vera artista e, il suo estro, ci porta a ridere, a distrarci, e questo rende il tutto davvero piacevole. Spero avrete modo di essere allo spettacolo perché porta ognuno di noi sia a riflettere che a ridere, regalandoci temi attuali di cui parlare, su cui poter ragionare.

Margò Volo: Un personaggio, il mio, che decide di tornare a vivere, perseguendo ciò che vuole davvero essere, a sessant’anni. Un bel segnale, un forte monito da prendere da esempio, e che vuole unire tutte le generazioni possibili.

Margò, quanto ti è mancato il teatro durante il periodo di completo lockdown?

Mi è mancato organicamente e fisicamente, ma a mancarmi, più di tutto, è stato ciò che vi è dietro la realizzazione di uno spettacolo. Mi sono mancate le persone, seppure si sia avuto un contatto legato ai social, mi è mancato il contatto con il pubblico e, in ultimo, la parte economica di questo bellissimo mestiere. Possono toglierci i teatri, la luce, ma non possiamo dimenticare le sensazioni, il ricordo, del teatro, l’idea che ne abbiamo. In definitiva, posso dirti che non mi è mancato per niente, e lo dico anche in maniera polemica, in maniera di sfida.

Chi è Margò oggi?

Lo dimostrerò a chi verrà a vedermi a teatro (ride).

Quanto sei riuscita a realizzare dei sogni che avevi da ragazza?

Avrei voluto incontrare David Bowie, ma non mi è stato possibile! Ho avuto dei momenti bui, difficili, legati a tanta fragilità, ma poi sono rinata. Non sono riuscita a realizzare tutto, ma proprio ora sto realizzando uno di quei sogni, ossia quello di fare uno spettacolo con la drammaturgia di Tobia Rossi. Lo stimo molto! Ho un figlio meraviglioso, straordinario musicista, degli amici fantastici, sono viva (ride), per cui sono felice, appagata.

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