Lena Lane: il mio “Fino al the end”
Nuovo singolo per la cantante Lena Lane, che ci racconta come e nato il brano “Fino al the end” e della sua carriera.
Un ritorno all’insegna del rinnovamento e di nuove sonorità. Con il singolo “Fino al The End“, prodotto da Athena GlobalTech AG e distribuito da Orchard per l’etichetta E8 Record, Lena Lane porta al pubblico un progetto che rappresenta una rinascita personale e artistica, frutto di un percorso interiore e musicale che l’ha portata a riscoprirsi. Per la realizzazione del video, Lena si è affidata ai Visionari Lab, con cui ha così consolidato una fruttuosa collaborazione. Abbiamo così parlato con lei di Fino al The End e delle origini del suo nome.
Benvenuta a Lena Lane sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. Con il tuo nuovo singolo “Fino al the end” porti nuove sonorità e un’identità rinnovata. In cosa consistono, ce ne vorresti parlare?
Ho cercato di portare qualcosa di diverso rispetto al passato; ho lavorato su me stessa e mi sono rinnovata. Per le sonorità ho ricercato ciò che potesse rappresentare davvero quello che sono oggi. Così il brano mi ha aiutato a ritrovare una nuova identità. Questo periodo di pausa è stato fondamentale per un cambiamento personale che si è poi riflesso nella musica.
Lena Lane: da dove ha origine il tuo nome?
“Lena” nasce quando avevo 16 anni, anche se avevo già iniziato a cantare in un coro da bambina. In quel periodo avevo cominciato a scrivere e comporre i miei primi brani, e cercavo un nome che mi rappresentasse pienamente. Così, è nato dall’unione delle parti finali di “Vale” e “Tina”, e con “Lena” ho completato il tutto.
Perché il titolo è Fino al the end? Il testo trae ispirazione da qualcosa in particolare? Cosa racconta?
Fino al The End racconta un’esperienza autobiografica. È un sogno d’amore, un desiderio da realizzare e in questo caso; il sogno è proprio l’amore. Insomma, il brano rappresenta un qualcosa da rincorrere e da inseguire tra mille sacrifici per realizzarlo.
Per ogni artista, la musica è la parte che occupa un posto di primo piano nella vita. Cos’è essa per te?
La musica è la mia ancora, il mio posto sicuro. È il mezzo attraverso il quale riesco a comunicare ciò che non riuscivo a dire a parole nella vita di tutti i giorni. La musica mi ha salvata, mi ha aiutata a superare gli ostacoli, a migliorarmi e a diventare la versione migliore di me stessa.
Per la realizzazione del brano, video e per tutto l’entourage dietro a questo progetto, chi vorresti ringraziare?
Sicuramente Graziano e Stefano, i miei manager. Sono arrivati in un momento particolare della mia vita, proprio quando stavo pensando di smettere con la musica. Mi hanno presa per mano, hanno creduto in me e mi hanno aiutata a rimettermi in carreggiata. A loro devo davvero tanto e li ringrazierò per sempre.
Ho notato che il videoclip ha uno stile cinematografico, con un gusto per gli anni 80. Come mai questa scelta?
È stata una scelta spontanea. Volevo che il video raccontasse quel mood, quell’epoca che mi affascina molto. Anche nel brano ho cercato di ripercorrere quelle sfumature. Con i Visionari Lab, che hanno curato il progetto, abbiamo lavorato per ricreare un’atmosfera simile a quella de Il tempo delle mele, uno dei miei film preferiti.
Hai in previsione degli eventi in cui il pubblico può venire ad ascoltarti?
Ci stiamo organizzando, ma per ora non posso svelare molto. Non so ancora se ci sarà qualcosa già in questa parte finale dell’estate, ma ci stiamo lavorando. Vi invito comunque a seguirmi sui social per scoprire tutte le novità.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz
