Pasquale Zonno, il trasformista dal cuore gentile

Pasquale Zonno nei panni del Cappellaio Matto

Pasquale Zonno, il trasformista dal cuore gentile

Incontriamo Pasquale Zonno, il trasformista e performer salentino, che tra parodie ed esibizioni, mostra il suo cuor gentile.

Pasquale Zonno è un performer salentino, conosciuto ampiamente sui suoi canali social, nei quali divulga le sue “Parodizzazioni” e caratterizzazioni di personaggi noti, inventati e di supereroi.

Nelle esibizioni dal vivo, in pochi minuti si trasforma in decine e decine di personaggi di vario genere.

Per cui mi chiedo: Chi nella propria vita, almeno una volta non ha sognato di vestire panni diversi dalla quotidianità? In questa intervista, faremo la conoscenza delle tante facce di Zonno nella persona di Pasquale, che riserva sempre uno spazio ai bambini meno fortunati e agli anziani dimenticati, portando la sua arte in ambito sanitario e assistenziale. Un sorriso e un’ironia all’interno di una personalità sensibile e onesta.

Pasquale Zonno benvenuto sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. Sei considerato il più grande trasformista del Salento. Per far comprendere meglio i lettori,  ci diresti come nasce la tua arte e in cosa consiste?
Dunque, io ho iniziato nel lontano 2008, per gioco, con un mio amico che si chiamava Stefano Cacudi, scomparso esattamente 15 anni fa a causa di un incidente stradale (il 23 luglio 2010). Con lui, che era il mio caro amico,  nacque la ZonnoCacudiShow uno spettacolo che per anni si è chiamato così e da poco è diventato ZonnoShow. Sin da piccolo, tormentavo i miei con questa passione per i travestimenti. Mia mamma era una brava sarta e mi cuciva gli abiti con i quali io partecipavo alle feste di carnevale.  Sono sempre stato attirato da maschere e costumi. Questa passione l’ho portata avanti, ma per del tempo esprimevo questa mia attitudine solo durante le feste in maschera. Nel tempo, poi, ho affrontato anche una dolorosa separazione con la mia prima compagna e da qui ci fu come uno slancio in avanti, che mi ha fatto conoscere Stefano. Lui divenne il mio migliore amico, colui che ha dato una vera svolta alla mia vita. Contestualmente ho iniziato a fare l’animatore, ero la mascotte durante le partite di pallavolo di una squadra del mio paese che, all’epoca giocava in B1. Fui individuato dal presidente che era un mio amico, che vide in me delle qualità di animatore. Nonostante non avessi mai fatto l’animatore nei villaggi turistici,  la mia ripeto era una passione innata. Quindi con la separazione dalla mia compagna, mi sono gettato in questo diversivo. Come dicevo, nel contempo ho conosciuto Stefano. Improvvisamente nell’estate del 2008, un amico ci chiese di fare una festa. Da lì  in avanti, abbiamo fatto altre feste, registrando il pienone in tutte. Tutta questa notorietà ci permise di  poterci esibire nelle più note discoteche Salentine, ma anche in varie zone d’Italia. Viaggiavamo  da Madonna di Campiglio, passando dal Lago di Garda e fino ad Ancona. In esse portavamo il nostro spettacolo di cabaret, con i nostri costumi e le nostre maschere.  Stefano cantava ed io facevo il trasformista. Esibirci nelle discoteche, rendeva il nostro spettacolo inusuale per un ambiente destinato ad altra animazione. Queste esperienze sono durate  fino al suo incidente mortale, che lo ha portato via. Nuovamente la mia vita  era cambiata e mi ritrovavo senza il mio migliore amico, che aveva dato lo sprint alla mia vita. Non sapevo cosa fare, se continuare oppure smettere. Ma in suo onore ho aperto un’associazione di beneficenza che tutt’ora faccio, quando vado negli ospedali. Poi ho iniziato ad organizzare eventi e sono andato avanti, prima da solo e poi collaborando con un creator, Gianpaolo The Lesionati, ho creato questo progetto che è durato fino ad ottobre 2024. Io porto il mio spettacolo ovunque in giro per l’Italia, non solo nel mio Salento,  tra le tante occasioni ultime sono stato  a Sanremo 2025 e alla Fashion week, in compagnia miei personaggi. Attraverso le mie performance, interpreto sulla scena quello che non faccio nella vita. Per capirci, è ovvio che non sono il supereroe, ma questa forma d’arte, mi permette di essere anche il supereroe. 

Tra i tanti personaggi in cui ti trasformi, quale ami particolarmente e a quale ti senti simile?
Allora, dividiamo le sezioni. Perché io propongo diversi personaggi: quelli inventati, personaggi virali come Tommy Cash; poi ci sono personaggi fantasiosi in cui faccio trasformismo. Sono i cosiddetti personaggi “cosplay”, tipo Willy Wonka, Il Cappellaio matto; oppure i personaggi horror tipo Freddy Krueger, la bambola di Squid Game chesono personaggi realizzati attraverso il body painting. Infine ci sono  i personaggi che utilizzo nelle serate live, tipo Albano o Achille Lauro (che diventa Achille “L’autru”, ovvero Achille L’altro, per far intendere che quello  che intrepreto è più “terra terra”). Io sono un “parodizzatore”, caratterizzo i miei personaggi; sono la parodia di personaggi tutti i personaggi, reali e di fantasia che porto sulle scene. Il mio non è l’Albano canonico delle imitazioni, ma Albano Soler, cioè un misto tra Albano e Alvaro Soler, col gelato in mano, per l’appunto una caratterizzazione. Albano, così come Celentano sono i capisaldi della mia vita. Parlando di un mio personaggio preferito inventato, ti dico Oronzo, che è un nome riconducibile alla città di Lecce; come personaggio da live è Albano Soler e come cosplay Il Cappellaio matto. Io caratterizzo e cambio continuamente, non sono legato ai soliti personaggi. Talvolta posso non farli per mesi, per poi far riprendere vita.

Toglimi una curiosità: è Zonno che entra nei personaggi, il contrario o entrambi?
Zonno è assolutamente dentro i personaggi. Per quel momento io mi sento quel personaggio, ma sempre con una parte di Zonno dentro. Pasquale è quello che ci mette l’anima. Se non ci fosse Pasquale, non esisterebbe neppure Zonno. Diciamo che Pasquale è meno supereroe, cosa che invece è Zonno. Io faccio questo mestiere da diciassette anni e lo faccio con dedizione e rispetto. A tal proposito, nella mia Galleria,  ho fatto scrivere una frase su una mia foto, in cui indosso il costume da Superman con la maschera dell’uomo tigre in mano, che dice così: “…Come sentirmi in un attimo, quello che avrei voluto essere in una vita”. Nella vita di tutti i giorni, è ovvio che non sono Superman o l’Uomo tigre; non sono forte come loro, ma per quell’attimo mi sento quel personaggio. Sono istrionico, non potrei fermarmi ad un personaggio e fare sempre il solito, mi annoierei. La mia istrionicità consiste anche in questo. Mi piace modificarmi, trasformarmi e uscire ogni giorno con un personaggio diverso. Con i miei personaggi non voglio far ridere, ma far sorridere, perché li rappresento portando fuori pregi e difetti dell’umanità. Sono consapevole di possedere un’unicità, ma purtroppo non sempre viene capita. Devo dire grazie anche  ai social, tramite essi io mi faccio notare. Sai, la mia arte  non è finalizzata solo a sé stessa, ma è fatta di tutto quello che ho creato intorno ad essa, come la Galleria o la costumeria. Tutto sommato sono felice di quello che sono e di quello che faccio, anche perché non mi annoio mai. La cosa più difficile da far arrivare al pubblico è  la fatica che affronto  portando in scena tanti personaggi, perché magari la gente potrebbe perdere un poco il filo di ciò che realizzo. Questo per il fatto che, molto spesso il pubblico è abituato a vedere la staticità, nel fare sempre la stessa cosa. Nel mondo dell’arte uno come me, incontra molta più difficoltà a farsi avanti. Essere Pasquale è molto più difficile che essere Zonno!

Quando non sei il Cappellaio Matto o Albano Soler, chi è Pasquale nella vita di tutti i giorni?
Io sono un imprenditore; Sono pieno di passioni, amo la musica e soprattutto sono un cultore dell’amicizia. Amo uscire con loro. Per me è il valore più importante della vita. Io sono un amico vero e  puro, se qualcuno tradisce questa amicizia e non si comporta più da tale con me, fai conto che i rapporti sono chiusi. Perché la falsità non fa per me, io vivo con schiettezza e purezza. La mia crescita interiore, il mio animo pulito, che vive di questo principio, mi porta a riuscire ad affrontare un mondo pieno di falsità. Anche il fatto di sentire, in questo momento, un grosso punto interrogativo, non sapendo cosa mi succederà, bene o male che sia, mi affascina. Nella mia vita affronto le cose con coraggio, mi metto in gioco e rischio. Non sono uno che vive nelle zone di comfort, se lo facessi interpreterei solo l’Uomo Tigre.

Come ti senti dopo uno spettacolo davanti a bambini e persone meno fortunate?
Io mi sento molto più che bene. Intanto perché sono fortunato e non è poco; a volte anch’io mi arrabbio e la rabbia ti porta a vivere male. Ma sopisco questa rabbia, facendo ciò che mi piace fare. La butto fuori, parlando e con la mia arte e mai prendendo a pugni, perché sono sempre ponderato in quello che faccio. Quando fai del bene a chi è meno fortunato, capisci quanto invece tu lo sei e mi sento fortunato anche a fare ciò che faccio. Perché se vieni individuato a fare una determinata cosa, tu diventi un “eletto”. Io credo che facendo del bene, lo diffondi e diffondendolo sei un “eletto”. Ecco il mio sentirmi soddisfatto quando vado a fare le mie performance in quei luoghi. Inoltre  dico che questo, non lo faccio per soldi, perché se un domani non dovessi farlo più, andrò nelle strutture ospedaliere e darò una mano a chi ha bisogno ed è meno fortunato. E se io avessi tanti soldi, creerei ospedali o strutture per bambini. Per me i soldi vanno condivisi con chi è meno fortunato. Fare del bene, per me, fa vivere bene!

A San Pietro Vernotico, tua città natale, hai costruito La Casa Galleria. La tua abitazione ma anche il tuo mondo fantasioso che è visitabile. Ci potresti dire qualcosa di essa?
Sì esatto, io ci abito, inoltre in questa casa  possiedo tutto il mio materiale per il lavoro e tutti i cimeli che ho acquistato in questi anni. In quello che era un garage io ho realizzato un open space. Ed è anche visitabile; inoltre da settembre/ottobre ci sarà una nuova ala di altri 95 mq. Sarà  destinata all’accoglienza per le persone che verranno a visitare La Casa Galleria. Nella speranza che un domani questa possa diventare un Museo, con accesso anche a  pagamento. Vorrei aprire  un e-commerce, insomma ho delle idee in cantiere che fanno parte di questo mio nuovo corso di realizzazione e di nuova vita. “Show dal 2008 e scemi da una vita” è il mio motto ed è scritto sulla parete della Galleria.

Dato che tu impersonifichi l’Uomo tigre, se tu fossi un animale o una belva, quali saresti?
Se fossi una belva sarei la tigre, perché per me è l’animale più bello e poi la affianco al personaggio Uomo tigre che amo e che ho anche tatuato. Se fossi invece un animale, ti direi il cavallo ma lo vedo un po’  troppo presuntuoso, per cui penso sarei un cane e nello specifico un meticcio, quei cani che trovi per strada e che sono per me i più intelligenti. Poi  il cane mi dà senso di vera  amicizia fedele.

Cosa direbbe lo Zonno uomo di oggi al Pasquale bambino?
Lo Zonno uomo di oggi, al bambino di ieri direbbe senza dubbio di studiare di più; di studiare bene l’inglese e gli direi che avrebbe forse dovuto studiare di più spettacolo,  musica e pianoforte, per avere una maggiore preparazione. Però ti dico, anche che, se  la mia vita e le cose non fossero andate così come te le ho raccontate, credo che lo spettacolo non  lo avrei neppure fatto, così come lo sto facendo. Per cui, alla fine siamo tutti dove dobbiamo essere. Il mio corso è questo qua. Il mio modo di essere mi porta ad essere un fatalista, cioè lascio che tutto vada per il suo corso e non c’è nulla che cambierei di ciò che ho fatto e quando l’ho fatto. Sono felicissimo perché la mia vita va bene così come va. Per  usare un’espressione ti dirò che  “la mia vita è meravigliosamente meravigliosa”.

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