Metallica. Foto da Facebook
Metallica. Foto da Facebook

I migliori dischi dei Metallica

I Metallica sono una delle band metal più famose della storia. Ancora oggi a distanza di anni riempiono ancora gli stadi, attraendo fan di vecchia data e nuovi giovani appassionati di metal.

Ma come hanno fatto i Metallica ad arrivare a questo clamoroso successo? Molti direbbero che è stato merito delle doti di ‘marketing’ del batterista e ‘capo’ della band Lars Ulrich, mentre i più ‘romantici’ attribuiscono il tutto alla loro incredibile capacità compositiva e tecnica. Effettivamente si tratta dell’unione di queste caratteristiche, in quanto da una parte i Metallica hanno effettivamente scritto dischi leggendari, e da una parte sono riusciti a ‘trasformarsi’ da band thrash metal a un prodotto più orecchiabile che più volte ha strizzato l’occhio all’hard rock degli anni ‘90.

I fan e i metallari più legati alle sonorità dure del thrash della Bay Area difficilmente apprezzano ciò che è stato fatto dai Metallica dopo la scomparsa di Cliff Burton e il disco …and Justice for All con Jason Newsted al basso. In realtà però molti dei nuovi fan dei Metallica e appassionati della musica metal, si sono riusciti ad avvicinare al genere proprio grazie al più commerciale Black Album. La band ormai è entrata nell’Olimpo della musica, non disdegnando collaborazioni con artisti di altri generi musicali, come Lady Gaga.

I dischi più amati del gruppo però restano quelli degli esordi, carichi di idee e di energia. Vediamo quali sono.

Kill’em All

Titolo diretto come una frustata sul volto e in linea con l’immaginario thrash metal della scena della Bay Area di San Francisco, Kill’em All è il disco più violento e diretto dei Metallica. Ad un passo dalla separazione con Dave Mustaine, fondatore in seguito degli altrettanto ottimi Megadeth, i Metallica scrivono tracce di puro furore metallico, con chitarre aggressive, cavalcate fornite dalla sezione ritmica Ulrich\Burton e la voce di Hetfield decisamente caustica. Impossibile confrontare questo disco con le moderne produzioni della band, qui siamo nella piena gioventù che ha voglia di esprimersi in tutta la sua energia. Un disco che ha messo le basi per il sottogenere thrash e che ancora oggi risulta potente e attuale.

Master of Puppets

Per molti, Master of Puppets è il vero capolavoro dei Metallica. In effetti questo disco riesce ad unire le composizioni più marcatamente thrash, con la vena melodica della band che immancabilmente strizza l’occhio alle produzioni inglesi della corrente NWOBHM (New Wave of British Heavy Metal). Dalla devastante opener Battery si passa alla splendida title track e in seguito ad altre perle come la lovecraftiana The Thing That Should Not Be e Welcome Home (Sanitarium). Il disco contiene anche Orion che ancora oggi viene considerata una delle strumentali più belle mai composte nel metal. Un premio va anche alla produzione dei suoni, specialmente delle potenti chitarre e del basso.

Ride The Lightning

Nonostante Master of Puppets sia il più conosciuto, molti fan dei Metallica gli prediligono Ride The Lightning per la presenza di brani di altissima caratura. La cadenzata e accattivante For Whom The Bell Tolls, la cinica Fade To Black e l’attacco thrash di Creeping Death sono i fiori all’occhiello del disco, accompagnati dalla strumentale Call of Ktulu che sottolinea l’amore dei Metallica per il visionario di Providence H.P Lovecraft. Forse su alcuni punti Ride The Lightning risulta più ‘acerbo’ rispetto a Master of Puppets, ma rimane comunque uno dei capisaldi della discografia dei Metallica. Sul disco risplendono gli assoli di Kirk Hammett, in grado di interpretare la chitarra elettrica metal con uno stile diretto e allo stesso tempo melodico.

…and Justice For All

Album decisamente difficile sia per la band sia per gli ascoltatori, che vede al basso Jason Newsted, preso dagli ancora attivi (e molto bravi) Flotsam and Jetsam e passato per breve tempo ai canadesi Voivod dopo aver dato l’addio ai Metallica. Diciamo che secondo le fonti, Newsted non è mai stato trattato molto bene dagli altri membri e in effetti …and Justice for All può dare qualche indizio. Il basso infatti è completamente nascosto, per poterlo ascoltare bisogna andare a ripescare i remaster del disco e delle versioni rimasterizzate dai fan per mettere in evidenza l’ottimo lavoro di Jason. Nel complesso …and Justice for All è un ottimo disco, dove i Metallica provano soluzioni più tecniche, risultando però anche meno diretti. Il risultato è che effettivamente a parte One, nel disco si fa fatica a trovare brani davvero memorabili, specialmente se paragonato ai lavori precedenti.

Per altre informazioni sul mondo delle chitarre elettriche, in questo articolo potete trovare numerosi spunti.

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