Nino D'Angelo, Arisa e Fabio Rovazzi. Foto di Martina Ventrone
Nino D'Angelo, Arisa e Fabio Rovazzi sul set di "La Costiera Amalfitana". Foto di Martina Ventrone

Rovazzi, Nino D’Angelo e Arisa: parliamo di “Costiera Amalfitana”

Rovazzi, Nino D’Angelo e Arisa insieme in «La Costiera Amalfitana»: il nuovo singolo che punta a diventare tormentone dell’estate 2026.

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Milano ad agosto sembra una prova di sopravvivenza. E in uno scenario quasi apocalittico, Fabio Rovazzi decide di farsi un giro in La Costiera Amalfitana, distribuito da Warner Records / Warner Music Italy, il nuovo singolo insieme a Nino D’Angelo e Arisa, disponibile ovunque da venerdì 3 luglio 2026.

Di cosa parla la canzone “La Costiera Amalfitana”

La Costiera Amalfitana racconta una delle più grandi illusioni dell’estate italiana: pensare che bastino un lettino, una piscina affollata e una granita per sentirsi in vacanza. Però non funziona mai, perché arrivano le zanzare e l’asfalto rovente a ricordarti che stai passando agosto in città. Il brano costruisce il suo significato attorno a un gioco di contrasti: il Nord e il Sud, Milano e Amalfi, la cartolina patinata da social e la quotidianità storta di chi resta a scrollare tramonti vista mare senza potersi muovere. Il testo si apre in dialetto napoletano, con la promessa del mare che si scontra con una destinazione ben più prosaica — l’Idroscalo — per poi virare su immagini estive volutamente sopra le righe, dalla bici fragola al bagno vestiti. A ricordarlo è proprio Nino D’Angelo, con una delle frasi simbolo del pezzo: «A Costiera Amalfitana nun te ‘a può purtà a Milano».

Gli artisti coinvolti

A rendere il viaggio ancora più irriverente arrivano Arisa, una delle voci più belle del panorama musicale italiano e artista poliedrica che ha appena pubblicato il nuovo album Foto mosse ed è in tour nelle principali città italiane, e Nino D’Angelo, che quest’anno celebra 50 anni di carriera ed è tra le figure simbolo della musica popolare italiana. Il trio, sulla carta insolito, unisce tre percorsi musicali molto distanti: il pop ironico di Rovazzi, la voce elegante e riconoscibile di Arisa e la tradizione partenopea e neomelodica di Nino D’Angelo, tra i pionieri del genere insieme a Gigi D’Alessio.

Fabio Rovazzi, dieci anni dopo “Andiamo a Comandare”

Fabio Rovazzi, classe 1994, è un artista trasversale che ha saputo fondere musica, video, comicità e cultura pop come pochi in Italia. Dall’exploit virale di Andiamo a Comandare nel 2016, ha collezionato certificazioni multiplatino, collaborazioni con big della musica e del cinema — da Morandi a Will Smith — e milioni di visualizzazioni. Oggi è uno dei volti più riconoscibili del nuovo intrattenimento italiano, capace di trasformare ogni progetto in un evento.

L’anteprima al TIM Summer Hits e l’attesa social

Nelle scorse settimane, a sorpresa, sul palco del TIM Summer Hits 2026 il pubblico ha potuto ascoltare una parte del brano in anteprima. A questo assaggio dal vivo si è aggiunto lo spoiler del ritornello comparso sui profili social degli artisti, insieme ad alcune immagini dal set del videoclip girate in Costiera Amalfitana, tra Positano e dintorni. Due anticipazioni che hanno alimentato l’attesa, indicando il brano fin da subito come uno dei possibili tormentoni dell’estate 2026.

Perché la Campania e la cultura napoletana sono così richieste nella musica

Non è un caso che proprio la Costiera Amalfitana e l’immaginario partenopeo facciano da sfondo a uno dei singoli estivi più attesi della stagione: Napoli e il napoletano vivono in questo periodo un momento di centralità assoluta nella musica italiana. Il fenomeno più evidente è quello di Geolier, che ha portato il rap in dialetto napoletano dal successo di pubblico al Festival di Sanremo fino ai palazzetti e agli stadi, contribuendo a sdoganare a livello nazionale una lingua un tempo considerata di nicchia. Accanto a lui si muovono artisti come Liberato, Rocco Hunt, Clementino e Luchè, che negli ultimi anni hanno reso il napoletano una vera e propria cifra stilistica riconoscibile anche fuori regione.

Questa riscoperta ha radici profonde: dopo decenni in cui cantare in dialetto veniva percepito come un limite commerciale, l’onda lunga aperta da Pino Daniele — capace già negli anni ’70 di fondere blues, jazz e melodia partenopea — ha aperto la strada a una nuova generazione che usa il napoletano come strumento di autenticità e identità, non più come folklore. A questo si aggiunge il ruolo della tradizione neomelodica, di cui lo stesso Nino D’Angelo è tra i padri fondatori insieme a Gigi D’Alessio: un genere che negli ultimi anni ha trovato nuova legittimazione culturale, tanto da diventare un riferimento anche per artisti non napoletani, come dimostra il caso di Angelina Mango. In questo contesto, la presenza di Nino D’Angelo accanto a Rovazzi e Arisa non è solo un’operazione nostalgica, ma si inserisce in una tendenza più ampia che sta ridisegnando le classifiche italiane: quella della riscoperta delle radici e dei dialetti come linguaggio pop capace di parlare al presente.

In sintesi

  • Quando p uscito «La Costiera Amalfitana»? Il singolo è disponibile ovunque da venerdì 3 luglio 2026, distribuito da Warner Records / Warner Music Italy.
  • Chi ha scritto e cantato il brano? Il brano vede la firma e la voce di Fabio Rovazzi, con la partecipazione di Nino D’Angelo e Arisa.
  • Il brano era già stato anticipato? Sì, una parte del pezzo era stata eseguita dal vivo al TIM Summer Hits 2026, oltre allo spoiler del ritornello diffuso sui social degli artisti.
  • Perché il napoletano è così presente nella musica italiana del momento? Grazie al successo di artisti come Geolier, Liberato e Rocco Hunt, il dialetto napoletano è diventato negli ultimi anni un linguaggio pop capace di unire tradizione e contemporaneità, superando la vecchia diffidenza commerciale verso i dialetti

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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