Fabri Fibra, una fiamma che non si spegne

Fabri Fibra, una fiamma che non si spegne

Il “Festival Tour 2025” di Fabri Fibra, fa tappa a Napoli: tutti i dettagli e il successo dell’album e dei live.

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Fabri Fibra torna sul palco e lo fa con un tour che è già un evento. Il rapper, pilastro della scena hip hop italiana, ha ripreso la sua attività live dopo oltre due anni di attesa, portando in giro per l’Italia il suo ultimo progetto discografico, «Mentre Los Angeles brucia». Un tour che ha toccato il Circo Massimo di Roma lo scorso 7 luglio e che si concluderà con un doppio concerto a Milano tra fine settembre e inizio ottobre. L’unica data in Campania è attesissima: venerdì 5 settembre, Fibra si esibirà all’ex Base Nato di Bagnoli, nell’ambito del SuoNato Festival. Un’occasione imperdibile per i fan, che potranno ascoltare dal vivo i brani del nuovo album, già certificato Disco d’Oro a poche settimane dall’uscita.

Il successo di «Mentre Los Angeles brucia» non è casuale. L’undicesimo album del rapper marchigiano è subito schizzato al primo posto delle classifiche, sia per le vendite in generale che per i formati fisici come CD, vinili e cassette. Una vera e propria conferma per l’artista, che dopo il trionfo della prima stagione di “Nuova Scena – Rhythm + Flow Italia” su Netflix, di cui è stato giudice, è tornato a far parlare di sé con la sua musica. Fibra ha spiegato che il disco nasce da una riflessione personale: «Mentre il mondo va a puttane, e ci succede qualunque cosa attorno, noi cosa facciamo?». Una domanda che si è posto dopo essere rimasto bloccato a Los Angeles a causa di una tempesta e aver visto in TV le notizie drammatiche che arrivavano dalla città. Un disco che si fa portavoce di un’attualità complessa, affrontata con un linguaggio diretto e senza filtri.

Un album che brucia

Il nuovo lavoro di Fabri Fibra è una vera e propria bomba, ricca di collaborazioni che spaziano tra diversi generi e influenze. Il singolo «Che gusto c’è» è già uno dei brani più trasmessi dalle radio e più ascoltati in streaming. Ma l’album riserva anche altre sorprese, come «STUPIDI», brano realizzato con Papa V e Nerissima Serpe, il cui video spopola su YouTube. Le collaborazioni non finiscono qui: nell’album ci sono anche Gaia, Massimo Pericolo, Joan Thiele e Noyz Narcos.

La chiave di volta è il campionamento

Uno degli elementi più innovativi di «Mentre Los Angeles brucia» è l’uso di campionamenti e cameo. L’album si apre con la voce di Francesco Guccini e un campionamento del suo brano storico «L’avvelenata», che Fibra utilizza per raccontare il «dramma dell’artista e la continua lotta tra l’urgenza di dire qualcosa e la paura di essere sostituiti velocemente». Un’altra chicca è il campionamento del brano «Vivo» di Andrea Laszlo De Simone, un altro cantautore molto apprezzato, anche all’estero. L’uso sapiente di questi elementi musicali rende il progetto ancora più ricco e complesso, dimostrando la continua evoluzione artistica di Fabri Fibra.

Oltre due decenni di successi

La carriera di Fabri Fibra è un esempio di longevità e capacità di evoluzione nel panorama musicale italiano. Con oltre 20 anni di attività e 11 album (compreso l’ultimo) il rapper ha saputo non solo creare, ma anche consolidare la scena rap, contribuendo a farla diventare uno dei generi musicali più importanti e influenti in Italia. Da «Tradimento», il suo primo disco con una major, fino a «Caos», che ha ottenuto il doppio platino, Fibra ha dimostrato come la sua tecnica e la profondità dei suoi testi possano viaggiare di pari passo.

Il rap come nuovo cantautorato

L’evoluzione di Fabri Fibra lo ha portato a essere considerato uno dei più grandi esponenti del nuovo cantautorato italiano. Attraverso i suoi testi, il rapper ha saputo raccontare una realtà sociale complessa, spesso incompresa, raggiungendo un pubblico sempre più vasto. La sua capacità di unire metriche complesse a contenuti di spessore lo ha reso un punto di riferimento per le nuove generazioni, confermando il rap come un genere in grado di scalare le classifiche e, allo stesso tempo, di farsi portavoce di una realtà sociale fortemente italiana.

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