Ayrton Day: tutto pronto ad Imola

La statua di Ayrton Senna in Brasile. Foto di Allan Carvalho

Imola si prepara a commemorare il pilota brasiliano Ayrton Senna con il suo Ayrton Day. Ve lo raccontiamo in anteprima.

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La Tifoseria Ayrton Senna Italia coi suoi rappresentanti e i membri associati, il 1° Maggio 2026 daranno l’avvio ad una giornata ricca di iniziative nel ricordo di Ayrton Senna e nel contempo di Roland Ratzenberger di cui il 30 di aprile prossimo ricorrerà l’anniversario della sua tragica scomparsa.

Il Primo maggio sul circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola, a partire dalle ore 9:00 fino alle ore 18:00, ci sarà l’ingresso libero sulla pista per i pedoni. Seguiranno altre iniziative, sempre a cura della Tifoseria Ayrton Senna Italia, come da locandina visibile sulla ufficiale Facebook della Tifoseria. Tra questi segnaliamo: alle ore 10:30 la presentazione del libro “Senna la magia della perfezione”, di Alberto Sabbatini, presso il Museo Checco Costa; alle ore 12:30 ci sarà il taglio del nastro e l’inaugurazione della Nuova sede di Tifoseria Italia presso la Sala Senna, all’Hub Turistico dell’autodromo; alle 14:17 ci sarà il Momento Istituzionale in cui verranno ricordati Ayrton e Roland, preso la Variante Tamburello e la Curva Villeneuve edalle 15:00 alle 18:00 la Visita alla Sala Senna, con apertura al pubblico della Mostra permanente con cimeli e foto del Pilota brasiliano, a cura della Tifoseria Ayrton Senna Italia.

Uno stesso triste destino: il Campione e la “matricola della F1

Il Gran Premio di Imola del 1994 fu funestato da eventi tragici che non si vedevano almeno da una decina di anni; inizialmente il brutto incidente di Rubens Barrichello durante le prove e il giorno seguente durante le qualifiche la terribile morte di Roland, il debuttante in F1 che stava per realizzare il suo sogno con la scuderia Simtek e che forse sperava in un agognato riscatto dopo anni di sacrifici. Le notizie dell’epoca raccontano di come Ayrton, prima per il connazionale Rubens e poi per Roland, se la sia presa così a cuore. Dopo l’incidente di Barrichello, Ayrton valicando la recinsione ( in modo non consentito) si fiondò in ospedale per accertarsi delle condizioni del giovane pilota e solo quando fu rassicurato che fosse fuori pericolo, lasciò l’ospedale. Quando invece, il 30 aprile avvenne l’incidente di Ratzenberger, Ayrton era nel box, si allontanò per piangere la morte di un compagno quasi sconosciuto. Inoltre a bordo della safety car andò sul luogo dell’impatto, voleva capire e di sicuro aveva capito, ciò che segnalava da tempo. Infine si recò al centro medico del circuito, dalla stanza uscì il suo amico Sid. Senna pianse, sulla spalla del medico, quando si rese conto che Roland stava per morire. Ma ciò non bastò per farlo desistere, come riportato dalle testimonianze del dottor Sid Watkins, esperto medico di F1, che gli suggerì di smettere perché non aveva nulla da dimostrare a nessuno. “Lascia perdere, andiamo a pescare” gli propose Watkins; ma Ayrton rispose: “Sid, ci sono cose su cui non abbiamo alcun controllo. Non sono nella posizione di farlo, devo andare avanti. Sono consapevole del rischio“. Il giorno dopo, forse come un presagio, la sua Williams perse il controllo facendolo schiantare contro la curva del Tamburello . Con tutte le ricostruzioni e i processi che successivamente furono istituiti, grazie soprattutto ad Autosprint e ad Angelo Orsi l’allora fotografo della rivista di F1 e che se non altro hanno restituito onore e dignità al pilota e all’uomo Ayrton.

“Non è fanatismo o semplice passione: è ammirazione, tributo e amore verso un uomo che ha reso diversa e migliore per molti versi la F1”.

Questo è il mio pensiero, a chi superficialmente potrebbe guardare a questi 32 anni di tributo ad Ayrton, che come mestiere faceva il pilota ma nel cuore portava la premura di poter aiutare tutti coloro che non erano stati dei privilegiati come lui. Due facce in una sola anima: da una parte il pilota un po’ “carogna” e spietato nel momento in cui abbassava la visiera, dall’altra l’uomo dolce, premuroso, che scappava di nascosto per aiutare chiunque fosse in uno stato di necessità, come Massimo. E non ammetteva clamori, si dileguava nel vento per registrare dei nastri, per parlare con Massimo e farlo svegliare dal suo stato. Era l’uomo che piangeva lacrime vere, senza esser guardato; era l’uomo desideroso di amare ed essere amato realmente come uomo e non come personaggio. Questo mi sento di dire, sia dopo il mio casuale ed elettivo incontro con l’uomo Ayrton che dopo gli incontri che ho avuto con chi lo ha conosciuto personalmente e ben era conscio della sua levatura etica e di onore.

Ayrton Vive!

Raccolgo i pensieri di chi mi ha espressamente confidato che avrebbe preferito non parlare di lui al passato e ad essi aggiungo che, a mio avviso la grandezza di questo pilota non è stata nei numeri che ha realizzato, quelli sono solo numeri, ma in ciò che ha realizzato attraverso essi, all’anima che ha fuso con la sua passione per l’automobile che pilotava. Un legame fatto di connessione pura, che andava oltre il mettere in moto e far rombare un motore, dal suon o inconfondibile e oggi inimitabile. Capace di cogliere con finezza i millimetrici dettagli non visibili all’occhio nudo di “chiunque”. Queste cose lo hanno reso “Magic”, “Il signore della pioggia” (O Senhor da chuva, in portoghese, come dicono i brasiliani). Un uomo semplice, che amava la tranquillità e la convivialità familiare, ma che nella sua semplicità era straordinario e oggi Immortale.

Un ringraziamento va ad: IF Imola Faenza turismo, Comune di Imola ed Autodromo Enzo Dino Ferrari, in veste di collaboratori e sostenitori dell’associazione (Tifoseria Ayrton Senna Italia)

E concludo con una tra le sue frasi più emblematiche, perché come dicono i brasiliani parlando di lui: Ayrton vive!

“Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare e necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita”. (Ayrton Senna Da Silva)

Su Angela Pensabene

Dopo studi di canto e musicali in Conservatorio, mi formo come artista di Teatro Lirico esibendomi dapprima come corista in Opere liriche e poi come solista, principalmente nel repertorio Verdiano. Nel contempo inizio l'insegnamento nelle Scuole sia Primarie che Secondarie.

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