Lo stilista italiano Matteo Perin firma gli abiti di John Travolta al Festival di Cannes 2026. L’intervista su look e i segreti da star.
Il celebre attore hollywoodiano John Travolta ha conquistato il pubblico del Festival di Cannes 2026, ricevendo la prestigiosa Palma d’Oro in veste di regista per la sua opera prima intitolata Propeller One-Way Night Coach. Ad attirare l’attenzione dei media internazionali, oltre alla pellicola che vede protagonista anche la figlia Ella Bleu, è stato lo stile sfoggiato sulla Croisette, subito acclamato dalle principali riviste di moda globali. Dietro l’immagine rinnovata e di grande impatto del divo americano si nasconde la firma creativa di un professionista italiano: il noto lifestyle designer Matteo Perin, che cura personalmente il guardaroba dell’attore da oltre un decennio.
Originario della provincia di Verona ma attivo stabilmente nelle principali capitali mondiali del lusso — tra cui Los Angeles, New York, Londra, Dubai e Singapore —, il designer è diventato un punto di riferimento per l’élite del cinema e dell’alta finanza. Oltre al legame artistico tra Matteo Perin John Travolta, lo stilista vanta collaborazioni con grandi nomi del calibro di Al Pacino, Will Smith e Morgan Freeman, estendendo la sua attività a imprenditori della Silicon Valley e proprietari di scuderie di Formula 1.
Il sodalizio artistico tra Matteo Perin e John Travolta
La sinergia tra lo stilista veneto e l’interprete di Pulp Fiction si basa su una profonda personalizzazione del prodotto, lontana dalle logiche commerciali delle grandi case di moda. È stato lo stesso interprete statunitense a descrivere l’approccio del designer, sottolineando la sua capacità di valorizzare i gusti del cliente senza imporre scelte esterne, garantendo sicurezza sia nei contesti formali sia nei momenti di vita quotidiana. Un rapporto di fiducia che dura ininterrottamente dal 2013, anno in cui l’attore ha scelto di affidarsi esclusivamente alla sartorialità e alla visione creativa del professionista italiano. In occasione del trionfo in terra francese, abbiamo incontrato il designer per approfondire i dettagli di questa collaborazione e scoprire i retroscena dei look che hanno dominato le cronache mondane dell’ultimo periodo.
Intervista esclusiva a Matteo Perin: i segreti dei look delle star
Esiste un aneddoto particolare che descrive il suo rapporto professionale e personale con John Travolta?
«John ed io siamo ormai rodati, dopo tanti anni ci si conosce così bene da potersi parlare schiettamente. Ricordo il primo volo su uno dei suoi aerei, lo chef mi ha preparato una cenetta coi fiocchi e poi ho dormito e disegnato un po’. Siamo atterrati direttamente a casa sua, e dopo aver parcheggiato il jet in casa, proprio come uno fa con la propria macchina, con l’unica differenza che lui ha una casa disegnata come un aeroporto. Mi chiese come era stato. Gli risposi che mi aveva “rovinato” la vita, visto che annualmente prendo più di cento voli e la parte migliore del volo era sicuramente non dover arrivare due ore prima e fare la sicurezza in aeroporto. O potremmo mettere quella volta che mi chiama, ero sul divano di casa a Los Angeles che disegnavo e mi chiese se volevo uscire per cena, non volle dirmi dove andavamo, e poi mi ritrovo a cena con Al Pacino, Michael Keaton e Tom Hanks. Ed io lì che pensavo: pensa te, da Verona a cena con Tony Manero, Tony Montana, Batman e Forrest Gump… alquanto surreale».
L’ultima apparizione pubblica sulla Croisette ha ridefinito l’immagine dell’attore, specialmente per l’introduzione di un copricapo diventato subito di tendenza. Come è nata l’ispirazione per questo specifico outfit?
«Volevo vedere di dare un aiuto a creare una grande emozione e vittoria a John visto che si andava a Cannes, ma questa volta non come attore: aveva scritto il libro, prodotto il film ed era lui il regista. Quindi volevo che questa sua presenza fosse diversa e che soprattutto rimanesse negli annali. Facendo molta ricerca sui registi del passato, una cosa li legava spesso: avevano tutti il berretto da regista. Poi, visto che John porta gli occhiali, abbiamo deciso di tenerli così da rendere il look più unico. Trovare i “beret” da regista per tutti i look non è stato facile, mi sono trovato a doverne colorare alcuni a mano personalmente per avere la tonalità di colore necessaria».
Dopo l’esposizione mediatica ottenuta al fianco del regista e attore americano, quali sono i prossimi progetti in agenda per la stagione estiva?
«Cannes 2026 è stato un lavoro di mesi, per ora ci stiamo organizzando per passare un paio di mesi a Jackson Hole, nel Wyoming, e allo Yellowstone Club in Montana con i nostri amici e clienti per l’estate. Abbiamo degli eventi esclusivi organizzati per i mesi di luglio e agosto».
Qual è l’aspetto più stimolante e complesso nel gestire l’immagine pubblica di una figura così rilevante della storia del cinema?
«Vestire John è vestire un’icona del cinema mondiale. Quando sei così connesso alla vita di una persona sai cose che le persone non possono sapere. Vedo tanti che lo criticano per alcuni ruoli che ha fatto ultimamente, ma non hanno la più pallida idea del motivo. E quindi penso che tutti dobbiamo criticare un po’ meno, soprattutto senza sapere cosa c’è dietro. Io vedo l’uomo come io ed un mio amico ci vediamo al bar. Solo che quando esci con lui, ti ricordi che non sei solo con uno comune al bar, ma sei con una persona che ha colpito nei cuori di molte persone nei suoi cinquant’anni di carriera e che continuerà a colpire. Lui ha fatto così tanti ruoli, dal bello, il buono, il cattivo, la donna in Hairspray. Vestirlo è vestire una parte di storia del cinema. È stato vestito dai più grandi stilisti che siano e però dal 2013 ha scelto me, e questo mi rende molto orgoglioso. Per Cannes quest’anno si sono lanciati in molti stilisti a cercare di vestirlo, ma li ha rifiutati tutti, ed il motivo è che la cura di quello che faccio io, gli altri non ce la mettono. Sei un numero, quando per me ed il mio team non sei un numero, ma sei importante, e non per il tuo nome, ma per la fiducia che ci hai rivolto».
Di cosa parliamo
- Designer: Matteo Perin
- Celebrity: John Travolta
- Evento: Festival di Cannes 2026
- Premio: Palma d’Oro per “Propeller One-Way Night Coach”
- Inizio collaborazione: Anno 2013
- Altre celebrità vestite: Al Pacino, Will Smith, Morgan Freeman
- Destinazioni estive 2026: Wyoming (Jackson Hole), Montana (Yellowstone Club)
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