Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il docufilm “La Nobile Arte” diretto da Vincenzo Lamagna sulla storia del pugilato italiano.
La cornice del Venice Production Bridge alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha fatto da sfondo al debutto de La Nobile Arte, l’opera documentaristica firmata dal regista Vincenzo Lamagna che ripercorre centodieci anni di evoluzione e storia della boxe nel nostro Paese. Il progetto, nato da un’idea concettuale di Michela Pellegrini e Stefano Buttafuoco, vede la luce grazie alla cordata produttiva guidata da Antonio Palmieri per NEXTING, realizzata con il supporto fondamentale di Rai Documentari e la sinergia istituzionale della Federazione Pugilistica Italiana.
L’evento di presentazione, ospitato all’interno della Biennale Match Point Arena al Lido, ha visto la partecipazione delle figure chiave della realizzazione e si è aperto con l’indirizzo di saluto del Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Nel corso dell’incontro, la voce narrante e conduttore Stefano Buttafuoco ha guidato il confronto pubblico, intervallato dall’esposizione in anteprima di alcune sequenze estratte dal montaggio finale.
Il valore sociale e formativo nel racconto de La Nobile Arte
La struttura dell’opera si articola come una vera e propria ripartizione agonistica: dieci distinti segmenti narrativi, modellati sull’architettura dei round pugilistici, affrontano oltre un secolo di vicende sportive e umane. Questa scelta formale trasforma la disciplina sul ring in una chiave di lettura privilegiata per interpretare i mutamenti sociali, culturali ed etici dell’Italia contemporanea.
Le argomentazioni espresse dai responsabili della rete pubblica sottolineano quanto la proposta editoriale intenda valorizzare il profondo impatto inclusivo dello sport. Il percorso produttivo de La Nobile Arte si concentra prioritariamente sulle parabole di riscatto individuale e collettivo, evidenziando il ruolo pedagogico di una disciplina capace di parlare a un pubblico ampio attraverso esempi concreti di determinazione e superamento degli ostacoli.
«Il pugilato parla di inclusione, di crescita, di storie nelle quali possiamo riconoscerci e che riescono a emozionare. Riscoprire il senso civico e i valori importanti della vita è fondamentale per la nostra società ed è parte della missione di Rai e di Rai Documentari», ha sottolineato Luigi Dal Plevignano, Direttore di Rai Documentari, ribadendo l’importanza di proporre storie umane di ripartenza e dedizione.
Estetica cinematografica e testimonianze: le voci del ring
Sul piano strettamente stilistico, la regia di Vincenzo Lamagna ha cercato di eludere i binari del semplice riassunto didascalico. La scelta è stata quella di evitare una sequenza statica di interviste per preferire un montaggio fluido, capace di restituire la cadenza ritmica, la tensione psicologica e l’intensità che caratterizzano gli incontri dal vivo. La presenza del pugilato nei progetti sociali, nelle strutture scolastiche e negli istituti di pena viene così integrata con la sua rappresentazione iconografica nel cinema.
Anche per gli ideatori, il legame con l’universo dei guantoni assume una valenza intima. «Dentro un ring non c’è mai soltanto un combattimento: ci sono sacrifici, paura, riscatto, sconfitta e capacità di rialzarsi oltre ogni limite», ha dichiarato Stefano Buttafuoco, spiegando la spinta personale che lo ha portato a ideare e guidare la narrazione del progetto.
La ricchezza del materiale documentario si avvale di un vasto lavoro di ricerca d’archivio, reso possibile dall’accesso ai fondi storici delle Teche Rai e del patrimonio iconografico FPI. Questo impianto visivo supporta gli interventi di numerose personalità del settore. Il resoconto include le testimonianze del Presidente FPI Flavio D’Ambrosi e di leggendari campioni come Patrizio Oliva e Francesco Damiani, affiancati da interpreti del pugilato contemporaneo tra cui Giovanni De Carolis, Emanuele Blandamura, Vincenzo Mangiacapre, Pamela Noutcho Sawa, Alessio Lorusso, Simone Dessì e Jonathan Kogasso.
A completare il quadro corale de La Nobile Arte contribuiscono i punti di vista di volti dello spettacolo e del cinema legati a questa disciplina, quali Giorgio Pasotti, Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara, insieme alle analisi dettagliate di tecnici, giornalisti e saggisti del settore come Mariangela Verna, Gianluca Guida, Fausto Narducci, Luigi Panella, Attilio Volpe e Carmela Chiacchio.
Il progetto conferma la volontà di dare spazio a discipline che esulano dai consueti circuiti mediatici a grande diffusione, puntando su narrazioni capaci di universalizzare l’esperienza della caduta e della conseguente risalita, tema centrale dell’intera opera.
Scheda Tecnica dell’Opera
- Titolo opera: La Nobile Arte
- Regia: Vincenzo Lamagna
- Soggetto e idea: Michela Pellegrini e Stefano Buttafuoco
- Voce narrante: Stefano Buttafuoco
- Produzione: Antonio Palmieri per NEXTING in collaborazione con Rai Documentari
- Patrocinio e supporto: Federazione Pugilistica Italiana (FPI)
- Luogo di presentazione: Biennale Match Point Arena, Lido di Venezia (Venice Production Bridge)
- Struttura narrativa: Docufilm diviso in 10 round sui 110 anni del pugilato italiano
- Materiali d’archivio: Teche Rai e Archivio Storico FPI