Ferragosto con l’arte da Oscar a Vibo Valentia

ET in mostra a Vibo Valentina. Foto di Daniela Rambaldi

Ferragosto con l’arte da Oscar a Vibo Valentia

Un evento da vivere quello di Vivo Valentia con Art Exchange America & Italy, e noi non potevamo che raccontarvelo.

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Amici lettori, buon ferragosto a tutti e a Vibo Valentia in questo periodo la nostra cultura si è aperta in un interscambio artistico senza barriere quindi adesso eccomi a parlarvi di una mostra in omaggio ad un artista speciale, nella quale tra Stati Uniti e il nostro paese è avvenuta una sorta di fraterno gemellaggio artistico.

Tutto è iniziato tra Marzo ed Aprile di quest’anno con il grande successo a New York in una mostra collettiva che ha aperto le celebrazioni per il centenario della nascita di Carlo Rambaldi, con 94 artisti americani e italiani riuniti negli States la scorsa Primavera per concludersi adesso in Italia.
Si è trattato di un evento patrocinato dalla Fondazione Rambaldi e organizzato dall’Associazione Culturale Rambaldi Promotions in un progetto che ha visto fare squadra artisti dal back ground diverso tra loro ma uniti dall’amore per l’arte, quindi due eventi in uno per omaggiare un artista geniale e per moltiplicare l’interesse e l’attenzione su un qualcosa di così vitale perché l’arte come messaggio universale unisce e allarga gli orizzonti verso un mondo di pace e di amichevole convivenza. Art Exchange è stato l’evento che ha riportato Carlo Rambaldi tra gli artisti, insieme agli artisti, con un’opera a lui dedicata.

Amici lettori abbiamo avuto il piacere e l’onore di avere con noi Daniela Rambaldi Presidente della Fondazione culturale Carlo Rambaldi e A.C. Rambaldi Promotions alla quale abbiamo rivolto alcune domande per sottolineare la eccezionalità di quest’evento.

Art Exchange America & Italy potrebbe diventare in futuro un appuntamento annuale?
Assolutamente sì. Il progetto Art Exchange America & Italy nasce proprio dall’idea di essere un ponte culturale stabile e duraturo tra i due paesi, valorizzando artisti e territori. Dopo l’ottimo riscontro ottenuto in questa prima edizione, stiamo già lavorando per rendere l’appuntamento annuale, magari ampliando il coinvolgimento di istituzioni, giovani artisti e nuove città.

Può raccontarci anche un solo breve aneddoto su lavoro di Carlo Rambaldi, artigiano inteso come artista tutto cuore, talento, genialità e manualità?
Un ricordo che porto con me riguarda la dedizione quasi “sacra” con cui mio padre lavorava i materiali più semplici. Una volta, per realizzare un movimento espressivo del volto di E.T. usò dei sottilissimi cavi di bicicletta, trasformando un oggetto comune in uno strumento capace di emozionare milioni di spettatori. Questo aneddoto dice tutto del suo genio: partire dalla semplicità per arrivare alla meraviglia.

Questa mostra è stata impegnativa ma altamente gratificante; può farci una breve sintesi delle cose più belle accadute e provate durante la tappa americana e le prime fasi della mostra di Vibo Valentia?
Negli Stati Uniti è stato straordinario assistere all’interesse e all’ammirazione che l’arte italiana continua a suscitare. L’incontro tra artisti italiani e americani ha generato un dialogo creativo ricco e stimolante: linguaggi diversi che si sono incontrati con naturalezza, creando connessioni profonde. In Italia, precisamente in Calabria, l’atmosfera dell’inaugurazione è stata più emotiva e sentita. Mio padre ha vissuto gli ultimi nove anni della sua vita proprio in questa regione, e tornare qui con una mostra che rende omaggio al suo genio ha avuto un significato speciale. A Vibo Valentia, nella suggestiva location di Palazzo Gagliardi, a differenza della tappa newyorkese, il pubblico ha potuto ammirare anche un pezzo originale di E.T. e i tre Oscar da lui vinti: presenze cariche di memoria e valore, che hanno commosso molti visitatori. La mostra è diventata così non solo un ponte tra culture, ma anche un gesto di gratitudine verso un territorio che ha accolto mio padre ne custodisce oggi il ricordo.

Il 2025 è stato un anno molto significativo per la figura di Carlo Rambaldi. In futuro avete in programma di coinvolgere i più giovani in iniziative che contribuiscano alla conoscenza di questo grande artista?
Sì, il nostro obiettivo è proprio quello di coinvolgere le nuove generazioni. Stiamo sviluppando diversi progetti creativi, percorsi didattici e contenuti multimediali pensati per le scuole, con l’intento di trasmettere ai giovani non solo l’opera di Rambaldi ma anche i valori di passione, ingegno e artigianalità che lui ha rappresentato in modo esemplare.

Dopo la Stella sulla Walk of Fame quali altri riconoscimenti pensate possano venirgli conferiti?
Ci auguriamo che Carlo Rambaldi possa essere ulteriormente celebrato anche dopo il centenario. Sarebbe significativo ad esempio, la creazione di un museo permanente dedicato alla sua opera, che possa diventare luogo di studio ed ispirazione per artisti e studenti di tutto il mondo.

E tutti noi ci uniamo e idealmente tifiamo Daniela Rambaldi e la sua equipe perché questi progetti e questi desideri si realizzino.

E per l’edizione Italiana di “America & Italy Art Exchange 2025” in rappresentanza di tutti gli artisti in esposizione andrò a descrivere l’artista Ligure Adriano Valerio Deandreis che per questa doppia occasione ha presentato “Forme e colori a Boccadasse” un’opera alla quale l’artista è molto legato.

Come vi dicevo in apertura l’Italia è un paese fantastico, un paese unico, un paese che se qualcuno avesse voluto inventarlo mai avrebbe potuto farlo così bello e perciò amici lettori eccoci di fronte a l’opera di quest’artista vorrei parlarvene in una chiave diversa, la guardo, la osservo, socchiudo gli occhi e con la fantasia vedo una storia che si svolgerà tra le forme e i colori di quel meraviglioso borgo marinaro dipinto dall’artista. Vi narrerò di una storia che ha come protagonista un sassofonista di Boccadasse, l’antico borgo marinaro sito nel comune di Genova. A Boccadasse c’era una volta un sassofonista che tutti i sabati sera scendeva in uno dei tanti vicoli affascinanti del borgo e di fronte al mare suonava la sua musica, voi vi chiederete e gli altri giorni?

Beh! Gli altri giorni faceva il vigile urbano, il nome di quest’uomo protagonista di questa storia è Dario, un vigile urbano come tanti ma tolta la divisa si trasformava nel ragazzo che era tanti anni fa e già perché il nostro Dario di anni ne aveva un po’ ma quando prendeva tra le mani il suo sax si trasformava ed era tutta un’altra musica e così come per magia si sedeva su uno sgabello di colore rosso e ad ogni brano il nostro ragazzo musicista si prendeva le tonalità come le case del borgo e poi si colorava come il cielo che al tramonto di colori ne prendeva mille e poi ancora si colorava come il mare sul quale si specchiavano una infinità di riflessi, avete capito bene, tutta la sua persona era come se si fosse buttata addosso una montagna di barattoli di vernice, tutte tinte pastello, rosso, arancio, giallo, verde, celestino e blu, più suonava e più si tingeva di colore, oh! Mio Dio che bellezza! E tutti gli abitanti delle case limitrofe quando suonava si affacciavano alla finestra e sulle note jazz anche a loro volta venivano travolti dal colore che poi era lo stesso di questo splendido borgo marinaro e in quei minuti era come vedere il paradiso. Intorno tutta la gente a passeggio era felice e sorridente e colorata a mille ballava al ritmo del sax di Dario, pure al largo anche le vele bianche delle barche a vela erano diventate come l’arcobaleno, amici questa non è follia ma è arte.

Un giorno Michelino il ragazzino che abitava al piano dell’appartamento di Dario gli chiese se poteva insegnargli a suonare, naturalmente l’omone (scusate non ve l’ho detto ma il Dario era veramente un grand’uomo somigliante un gigante) con un cenno degli occhi mentre suonava disse di sì e così dopo poche lezioni Michelino se la cavava già bene, a giorni sarebbe stato il suo compleanno e così per regalo Dario gli regalò una bella tromba con la quale tutti i Sabati suonavano insieme il jazz, quella musica che ti entra nell’anima e nel cuore e che in un fantastico vicolo del borgo dal sapore di mare di Boccadasse accadeva che tutti i sabati un omone e un ragazzino attiravano le tonalità più belle di questo Ligure posto magico e colorato come l’opera del nostro Adriano Valerio e anche a me una volta è successo di essere attirato come da una calamita e finito dentro il quadro ne sono uscito tutto dipinto dalla testa ai piè perché questa è la magia dell’arte che poi sia dipinta oppure suonata da un sax e da una tromba non ha importanza, amici lettori guardatevi allo specchio anche voi ora siete più belli come le case e il cielo di Boccadasse pittato dall’artista.

Questa è l’arte che preferiamo, questa è l’arte sincera e bella dell’Adriano che prima a New York e adesso in Calabria insieme agli altri artisti in mostra, farà bella mostra.

Amici lettori nel ringraziare Daniela Rambaldi e tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alla realizzazione di questo splendido evento, ci rivediamo al prossimo appuntamento artistico augurandovi ancora buon Ferragosto e delle serene e piacevoli vacanze per voi e i vostri cari.

Su Walter Festuccia

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