Festival Intrecci 2019

Festival Intrecci: tra integrazione, violenza di genere e welfare

La Napoli dell’accoglienza e del confronto tra culture, torna a farsi sentire con il Festival Intrecci.

Festival Intrecci 2019

Dal 21 Ottobre fino al 31 del mese, la quarta edizione di “Intrecci” il Festival del Welfare e dell’Intercultura pervaderà l’interà città, proponendo non una ma più importanti riflessioni.

I temi dell’iniziativa promossa da Less, Società Cooperativa che coinvolge le istituzioni culturali Mann, il complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi e l’Università di Napoli Federico II, sono complessi e indirizzano l’attenzione della comunità verso qualcosa che non può essere ignorato.
Welfare, integrazione, carceri, violenza di genere e universo romanì: il Festival “Intrecci” patrocinato dal Comune di Napoli mette in luce il valore essenziale del welfare appunto e dei servizi di protezione sociale nella città partenopea.

La kermesse di iniziative è stata appena inaugurata presso la Sala Conferenze del Mann, il Museo Archeologico di Napoli è partner del percorso e struttura ospitante di una una delle tante mostre in calendario.
Tra i molteplici espositori del Festival, spicca la fotografa emergente Martina Esposito, vincitrice tra i vari riconoscimenti del Premio Liberazioni 2017 e del premio Tiziano Campolmi 2018. L’artista ha da sempre a cuore tematiche di particolare impatto sociale e umano, come quello toccato in una delle sue ultime mostre: “Tra le braccia di Salmace” in cui ha raccontato le storie di quattro donne transessuali napoletane, attraverso i grandi nomi della mitologia greca.

Sui suoi lavori scelti dal reportage sul Campo Rom di Scampia ed esposti per “SHUKRAN”, la collettiva sul tema dell’integrazione a cura di Rosario Morisieri, per il Festival Intrecci:

“La comunità Rom che vive nel Villaggio Comunale sulla circonvallazione di Secondigliano è in gran parte di origine serba. Questa comunità, che vive a ridosso del carcere di Secondigliano, ha creato una cultura tutta sua, fondendo elementi provenienti dalla cultura serba con elementi tipici della storia napoletana. La cucina è uno degli aspetti in cui questa fusione si evidenzia maggiormente, la pasta al ragù si alterna alle foglie di vita o verza ripiene, ai borek e al gulasch. Il caffè napoletano ti viene offerto come in qualunque casa partenopea ed è affiancato a quello turco. I ragazzi cresciuti in questi prefabbricati sono nati a Napoli, ma tornano una volta all’anno in Serbia. Il progetto da cui sono tratte le foto esposte racconta le loro storie.

I volti di questi napoletani di cultura rom e serba. Di questi bambini che frequentano le scuole del quartiere, parlano napoletano, Italiano, serbo e Romanì. Adorano il calcio, Marilyn Monroe e amano mangiare i borek degli ambulanti del campo. I loro occhi sono quelli di un popolo dalle radici antiche, complesse e non sempre compreso. Sono i volti di bambini cresciuti in situazioni difficili, ma che sanno ancora ridere. E poi ci sono i luoghi comuni su di loro, che possono essere in parte confermati in parte no, come accade per qualunque cultura, quella napoletana anzi italiana in primis.”
Per l’iniziativa, bar e ristoranti del centro storico propongono un menù donativo per raccogliere fondi a favore di un progetto per l’inclusione sociale a cura di da Less, Società Cooperativa. Intrecci vuole essere infatti, un concreto momento di riflessione sulle nuove povertà, sulle migrazioni del terzo millennio e sulla realtà penitenziaria e della giustizia riparativa attraverso laboratori, mostre, eventi e workshop. Comunità migranti, realtà sociali, istituzioni culturali saranno impegnate in un percorso di confronto e di scambio finalizzato a favorire un processo di contaminazione ed integrazione tra memoria e presente, tra cronaca e futuro, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una società aperta, meticcia e fondata sulla coesione sociale e sul rispetto dei diritti civili.

«Il Festival è un’occasione per mettere a fuoco gli effetti delle scelte dei governi degli ultimi anni, che hanno operato una progressiva diminuzione dell’investimento pubblico sui servizi sociali determinando il diffondersi di nuove povertà e nuove emergenze sociali – spiega Daniela Fiore, Presidente di Less Cooperativa Sociale – L’iniziativa alla sua IV edizione mette al centro l’integrazione, il contrasto al pregiudizio, la lotta all’esclusione sociale e alle discriminazioni: dieci giorni di iniziative per raccontare la Napoli dell’accoglienza, dei diritti e della non discriminazione».

Nell’ambito del ricco programma del Festival Intrecci: il 23 ottobre i migranti partecipanti ad un corso dell’Università Orientale di Napoli riceveranno il titolo di studio conseguito, il 25 ottobre il sottosegretario all’Istruzione, Peppe de Cristofaro, con la docente Maria Luisa Iavarone, docente di Pedagogia all’Università Partenope e protagonista di una serie di battaglie contro la violenza giovanile, si confronteranno nella sala della biblioteca a Piazza San Domenico Maggiore sui temi dell’inclusione.
L’evento aspira alla sensibilizzazione e attraverso l’arte, la cultura e i suoi contenuti apre gli occhi, la mente e il cuore.

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