anna maria angelini neumi

Annamaria Angelini in Effemeridi

anna maria angelini neumiSi inaugura sabato 26 settembre 2015 alle ore 18,30 allo Spazio Libero 8, la mostra di Annamaria Angelini Effemeridi a cura di Virgilio Patarini. La mostra si potrà visitare fino al 2 ottobre 2015. In esposizione una ventina di opere fotografiche, una selezione della produzione degli ultimi anni dell’artista ligure, tutta incentrata sulla ricerca della luce allo stato puro. Come ci dice Virgilio Patarini : “E’ luce la materia di cui sono fatte le fotografie di Annamaria Angelini. Luce allo stato puro. Luce – colore. Laddove il colore e la luce sono colti con tale sapienza tecnica e di composizione da sembrare altro da sé. Da sembrare pittura su tela: luce dipinta, stesa velatura dopo velatura sulla tela. Una luce calda, leggera, a tratti friabile, impalpabile. Una luce pulsante, che si irradia dal centro della fotografia, che si irradia e conquista, con fluidità, ogni centimetro quadrato della superficie, con vibrazioni fitte e modulate, inquiete, che sembrano vivere di un afflato vitale, che a tratti si sfaldano, si addensano, si distendono. Ogni vibrazione di colore è un piccolo sospiro trattenuto, un fremito appena percettibile, un palpito solo accennato. La trasparenza è il tema ricorrente di tutte queste opere, che si presentano quindi al nostro sguardo come un vero e proprio ciclo tematico, anche stilisticamente coerente. O che si squadernano ai nostri occhi come una serie di capitoli di un unico ampio, articolato racconto. Ogni foto una pagina, uno spunto narrativo, una epifania”.

Annamaria Angelini Chiarvetto vive e lavora in Liguria: dipinge,  lavora la creta, scrive poesie. Ha già pubblicato tre libri di poesia: “Grani di sabbia”, “Nel cuore dell’inverno” e “Gioco alterno”  mentre è in uscita un quarto intitolato “Effemeridi”; ma è conosciuta soprattutto per le sue foto aniconiche a cui è arrivata  dopo anni di reportages  di viaggio. Nello scorrere del tempo cambiava il taglio delle inquadrature che divenivano sempre più sintetiche. All’inizio del nuovo millennio passò alle foto astratte: macro di particolari di fiori che divenivano piani e volumi di colori, studi sulla luce solare scomposta e su quella artificiale. Non elabora mai le foto, sino a poco tempo fa analogiche ora anche digitali, perché ritiene di produrre qualcosa di più genuino che esce dall’inconscio. Secondo i critici le sue foto sono metafisiche e oniriche, un ossimoro  utopico e ucronico. Sente molto la forza del colore. Ha esposto in Personali e Collettive in molte città Italiane e all’estero da Parigi a New York, dal Cairo a Hong Kong da Londra a Praga. Tra le molte pagine di critica scritte su di lei, ricordiamo una frase di Ed  McCormack , New York, che scrisse nel suo Magazine  : “… e poi le foto della Angelini fanno danzare gli angeli sulla punta di uno spillo”.

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