Premio Internazionale all’impegno sociale

Giuseppe Pizzo riceve il Premio Internazionale all'impegno sociale 2025

Premio Internazionale all’impegno sociale

L’edizione 2025 del Premio Internazionale all’impegno sociale, vede tra i premiati il giornalista Giuseppe Pizzo.

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Un traguardo importante per il XXX Memorial “Beato Rosario Livatino, Antonino Saetta, Gaetano Costa, che ha accolto la cerimonia di consegna del Premio Internazionale all’impegno sociale 2025.

La prestigiosa manifestazione, dedicata ai giudici uccisi da Cosa Nostra e dalla Stidda, ha avuto luogo a San Severo in Puglia, presso il Teatro Comunale Giuseppe Verdi.

Nei giorni 2 e 3 ottobre San Severo ha fatto da cornice a due intense giornate, durante le quali sono risuonate forti le riflessioni ed i messaggi che si volevano lanciare, tutti volti a voler combattere ogni forma di criminalità.

Venerdì 3 ottobre, a partire dalle ore 9.00, si è svolta la Cerimonia di Premiazione, condotta da Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettore del Tg2 Rai, nel corso della quale sono stati consegnati importanti e rinomati riconoscimenti dedicati alla memoria del Maresciallo Carlo Legrottaglie, ucciso durante un conflitto a fuoco con rapinatori, a Francavilla Fontana, lo scorso 12 giugno.

La nostra attenzione si ferma, in particolar modo, sulla figura di un giornalista molto caro a noi ed al pubblico televisivo, essendo tra gli inviati di punta della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”

Stiamo parlando di Giuseppe Pizzo, che ha ricevuto l’importante Premio Internazionale all’Impegno Sociale 2025 a istituzioni dello Stato e cittadini meritevoli, essendosi distinto per il suo impegno autentico e generoso verso la società e le istituzioni.

Il giornalista Rai, visibilmente emozionato, ha ritirato la sua meritata targa con tale motivazione: “Giuseppe Pizzo si è contraddistinto per aver fatto parte del team che ha portato alla cattura di un importante boss latitante appartenente a Cosa Nostra.

Ha partecipato alle indagini che hanno portato alla cattura degli autori del giudice Livatino.

Oggi è inviato e autore della trasmissione utile per il sociale “Chi l’ha visto?”, dove continua la sua passione per la ricerca della verità e delle persone scomparse”.

Giuseppe Pizzo, nel ritirare il riconoscimento, ha voluto esprimere la sua soddisfazione e la sua emozione raccontando alcuni momenti molto coinvolgenti del suo passato: “Intanto vi ringrazio, io sono emozionato anche se da 15 anni sono inviato di “Chi l’ha visto?”, cerco persone scomparse.

Dedico questo premio ai ragazzi che vivono in un contesto malavitoso, che hanno parenti che hanno scelto la via del male, ma loro, invece, nonostante tutto scelgono di stare dalla parte del bene. Ragazzi spesso dimenticati, che non hanno il “sangue infetto” di genitori malavitosi… a loro va questo mio Premio. In passato ho fatto parte della Polizia di Stato, mi occupavo di localizzare latitanti. Mio padre, nel 1982, mi accompagnò alla Stazione di Napoli. Ero un ragazzino, ed avevo scelto di fare il poliziotto. Mio padre mi accompagnò con una Ford Fiesta. Nel 1990 fui inviato ad Agrigento, perché fu ucciso un giudice, un onesto lavoratore dello Stato. La prima cosa che vidi, fu la sua macchina… che era la stessa macchina di mio padre, un lavoratore.   L’emozione fu tanta, oggi da giornalista mi dicono: “Devi avere la giusta distanza”; la mia stella polare è la compassione, quindi non ci riesco. Quando vidi la macchina, la macchina di un lavoratore… vi garantisco che l’emozione fu veramente tanta. Grazie alla presenza di un testimone, che non si voltò dall’altra parte, furono date delle indicazioni per arrivare ai responsabili dell’omicidio. Installammo delle microspie che confermarono il racconto di questo testimone e così furono arrestati i responsabili. Io ringrazio tutti, per me questa è una giornata meravigliosa e la dedico a mia moglie Veronica che sopporta questo mio non rispettare la giusta distanza. Come tutti i poliziotti questa è una missione che va fino alla fine. Grazie a tutti”.

La Gazzetta dello Spettacolo, con stima ed ammirazione, si unisce all’apprezzamento di coloro che hanno sottolineato ed ammirato, l’operato negli anni del giornalista Giuseppe Pizzo, che meritatamente è stato insignito della onorata gratificazione.  

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