Arriva alla Mostra del Cinema di Roma per Alice nella città, il film “Quello che resta di noi”. Vi raccontiamo il mistery-comedy film.
A Roma, in occasione di Alice nella Città, è l’ora del film “Quello che resta di noi“, ad opera di Emilio Marcanti e Simone Riccioni, prodotto da Linfa Crowd 2.0. In anteprima, proprio questo 24 ottobre, nella capitale per poi essere nelle sale dal 29 del mese. “Quello che resta di noi”, il nuovo mistery – comedy che vive tra maschere, ghost story e reality, è realizzato in una bellissima villa cinquecentesca e si prospetta essere ricco di colpi di scena e suspense. Una contessa scompare e sette giovani e un tesoro sono avvolti nel mistero più totale. Un mistero da vivere.
È questo il punto cruciale, da scoprire e di partenza, del film di Marcanti e Riccioni, “Quello che resta di noi”, in cui sette ragazzi, ciascuno con una motivazione diversa, varcano la soglia di un antico maniero appartenuto alla contessa di Montelupo. Quello che sembra essere l’inizio di un’avventura basata sulla ricerca di un tesoro, si trasforma in un’esperienza vissuta tra paura, mistero e realtà. Vi sono delle stanze vuote e abbandonate, corridoi bui e antichi ritratti e presenze inquietanti. Ma nulla è come sembra… Il confine tra realtà e spettacolo si fa sempre più sottile e quello che appare come un viaggio alla scoperta dell’ignoto rivela una seconda dimensione.
Queste le parole di Emiliano Marcanti, uno dei registi: «Con Quello che resta di noi abbiamo voluto raccontare una storia che partisse dal mistero e dall’intrattenimento per arrivare a qualcosa di più profondo. La villa, la contessa e il tesoro sono gli elementi attraverso cui i protagonisti vengono messi davanti alle proprie paure, alle proprie ambizioni e soprattutto alle proprie scelte».
E proprio quando il gioco sembra a tutti chiaro, il mistero torna ad infittirsi, a prendere il sopravvento. La contessa si rivela e accompagna i ragazzi verso una scoperta destinata a cambiare il
significato stesso della loro esperienza.
Le parole del regista e produttore, Simone Riccioni, ci dicono tutto ciò: «Il titolo, “Quello che resta di noi”, racchiude il senso più profondo del film. Quando tutto finisce, quando le luci si spengono e le telecamere non stanno più registrando, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto, i legami che abbiamo costruito e il modo in cui abbiamo scelto di comportarci con gli altri».
La villa, per molti versi, diventa, dunque più di un semplice scenario. Comincia ad essere un luogo nel quale i protagonisti sono costretti a confrontarsi con se stessi, con le proprie ambizioni e con il valore delle relazioni umane. Un film sul mistero, ma anche sull’amicizia, sulla memoria, sulla solidarietà e sulla ricerca di ciò che rimane quando lo spettacolo finisce e le luci si spengono.
Non ci resta che andare al cinema per poter vivere la magia che hanno voluto regalarci i creatori di questo film e l’aura di mistero che di scena in scena potremo assaporare.
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