Affrontiamo insieme un viaggio in Mustang, il racconto di Kasia Smutniak tra memorie di vita e l’eterno ricordo di Pietro Taricone.
Kasia Smutniak, attrice e regista di origine polacca naturalizzata italiana, è una delle figure più intense, sensibili ed eleganti del panorama cinematografico contemporaneo, distinta sia davanti alla macchina da presa che alla regia con opere di profondo valore umano e sociale come Mur. Pietro Taricone, in-dimenticata icona dello spettacolo e attore di grande talento, è rimasto nel cuore di tutto il pubblico italiano per la sua straordinaria genuinità, l’energia travolgente e una spontanea profondità d’animo. Uniti dal 2003 da un amore sincero e dalla passione per i viaggi e le culture del mondo, hanno condiviso un percorso di vita intenso fino alla tragica e prematura scomparsa di Pietro nel 2010, lasciando un’eredità d’affetto che ancora oggi vive attraverso i ricordi e i progetti solidali a lui dedicati. Ci sono storie che non chiedono solo di essere raccontate, ma di essere custodite e accarezzate con la delicatezza dei ricordi più cari. Kasia Smutniak, con Mustang, firma un’opera intima e commovente, trasformando il cinema in un grande abbraccio tra passato e presente. Il docufilm, che sarà presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma (dal 13 al 25 ottobre 2026) nella sezione Progressive Cinema prima di approdare nelle sale cinematografiche per la Fandango, raccoglie le immagini e le emozioni vissute al fianco dello indimenticabile Pietro Taricone, restituendo al pubblico un frammento d’amore puro che il tempo non ha mai scalfito
Era il 2003 quando Kasia Smutniak e Pietro Taricone intrapresero un cammino verso il Mustang, una terra remota, mistica e sospesa tra le vette del Nepal. Quel viaggio, fatto di sguardi condivisi, silenzi e la scoperta di una comunità meravigliosa, lasciò un’impronta indelebile nei loro cuori. Fu proprio lì, tra la polvere e i sorrisi dei bambini nepalesi, che nacque una promessa sincera: ritornare un giorno in quei luoghi per fare qualcosa di profondo e concreto per quella gente. Quando nel 2010 il destino ha strappato Pietro all’affetto dei suoi cari, quel patto non si è spezzato; si è trasformato in una missione d’amore, in un filo invisibile che ha continuato a unire Kasia a quel frammento di vita vissuta insieme.
A distanza di oltre vent’anni da quei primi passi tra le montagne, Mustang prende vita sul grande schermo come un diario dell’anima. La cinepresa di Kasia si apre a riprese intime e materiali d’archivio custoditi per anni: immagini dolcissime che ci restituiscono uno sguardo inedito su Pietro Taricone, lontano dalla luce dei riflettori e immerso nella verità della sua umanità, nella sua spontaneità più pura. Attraverso queste sequenze, l’opera supera il semplice documentario di viaggio per diventare una riflessione profonda sul senso del ricordo, sull’elaborazione del lutto e sulla capacità che il vero amore ha di trascendere l’assenza.
Ciò che rende Mustang una storia dal valore immenso è il modo in cui il dolore personale ha saputo farsi speranza e futuro. Il film racconta infatti l’incredibile percorso che ha portato alla nascita della Pietro Taricone Onlus e alla costruzione della scuola solare nell’Upper Mustang. La macchina da presa osserva con grazia i volti dei bambini che crescono, le aule che si riempiono di sogni e la forza di una comunità che ha trovato un sostegno vero. Quel patto stretto a quattro mani si è concretizzato in un’eredità di solidarietà, mostrando come l’affetto e la memoria possano trasformarsi in una culla di vita per chi ha più bisogno.
Dopo la toccante prova registica con Mur (coronata dal Nastro d’Argento 2024 per il Cinema del Reale), Kasia Smutniak dimostra ancora una volta la sua profonda maturità autoriale e la sua straordinaria sensibilità empatica. Mustang rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama il cinema del cuore: un’esperienza visiva ed emotiva destinata a toccare le corde più intime dello spettatore, per ritrovare nel buio della sala il sorriso autentico di Pietro Taricone e il coraggio di una donna che ha saputo trasformare la memoria in luce.
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