Attraverso le canzoni si esprimono emozioni, stati d’animo, sentimenti, ricordi e storie. Abbiamo ascoltato i provini di Giuseppe Pizzo.
La musica, quando parla al cuore, ha una forza incredibile. Da sempre è risaputo che la musica è un linguaggio universale che arriva dove le parole non riescono ad arrivare. Brani che riescono a toccare corde profonde dell’animo umano, riportando al centro ciò che spesso la quotidianità tende a farci dimenticare: l’amore, il valore di talune persone, il bisogno di comprensione e la possibilità di ritrovare la serenità. È in questa dimensione emotiva che si inseriscono i provini di “Sabbia e vento” e “Il freddo fa male”, condivisi dal giornalista Giuseppe Pizzo che non smette mai di stupirci con il suo talento.
“Sabbia e vento” richiama immediatamente l’immagine di qualcosa che scorre, cambia e si trasforma. La sabbia ed il vento diventano metafore della vita, dei sentimenti che aiutano alla rinascita, aiutano a vivere. In alcune parole si percepisce l’esortazione ad emozionarsi sempre, la voglia di rinascita: “Ti chiamo, ti cerco, ma sei solo una chimera…ma l’amore non muore… ma il cuore non vuole morire…”
“Il freddo fa male”, invece, porta già nel titolo una sensazione di vulnerabilità. Il freddo può essere quello di una distanza emotiva o di un affetto che manca, ma può rappresentare anche un periodo che regala rinascita e consapevolezze, nonostante le difficoltà e le delusioni vissute: “Il freddo fa male ma dopo esce sempre il sole e scaccia via l’inverno che stringeva lo stomaco…”.
Due titoli differenti, dunque, ma accomunati da un possibile filo conduttore: l’amore e il desiderio di ritrovare un equilibrio. Il messaggio più bello che può emergere da un percorso musicale di questo tipo è proprio la possibilità di non fermarsi al dolore. Perché l’amore non dovrebbe essere soltanto nostalgia di ciò che è stato, ma anche speranza per ciò che può ancora accadere, e la pace ritrovata non significa dimenticare ma andare oltre e guardare la vita con occhi nuovi.
Giuseppe Pizzo, oltre ad essere un giornalista e punta di diamante fra gli inviati di “Chi l’ha visto?”, attraverso le note è riuscito a ricreare uno spazio nel quale riconoscersi, dando certezza che i periodi bui finiscono e che la vita deve proseguire guardando nuovi orizzonti, incontri e prospettive.
E forse sono proprio questi i messaggi di cui abbiamo bisogno: ricordarci che le delusioni aprono nuove opportunità e che amare è una realtà di cui tutti abbiamo bisogno.
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