Luigi Zeno

Luigi Zeno: vi racconto Leonardo di “Minerva – La Scuola”

Intervista esclusiva a Luigi Zeno, Leonardo in Minerva – La Scuola: retroscena, emozioni e attesa per il debutto Netflix del 22 settembre.

A pochi giorni dall’anteprima di Minerva – La Scuola al Giffoni Film Festival, Luigi Zeno si racconta in esclusiva a La Gazzetta dello Spettacolo. L’attore, impegnato in questi giorni su un nuovo set Rai, non ha potuto essere presente alla proiezione campana del 21 luglio, ma ha scelto di anticipare al nostro giornale retroscena e stato d’animo alla vigilia del debutto della serie, in arrivo su Netflix dal 22 settembre. Cresciuto artisticamente alla scuola del Cinema Fiction, Zeno è oggi uno dei volti emergenti più premiati del panorama audiovisivo italiano, con riconoscimenti che negli ultimi due anni spaziano dal Picentia Short Film Festival al Napoli Cinema Festival, passando per il Senato della Repubblica e il Parlamento Europeo per il suo impegno sociale contro il bullismo. In Minerva – La Scuola interpreta Leonardo, uno dei personaggi più complessi dell’intera serie.

L’intervista a Luigi Zeno

Benvenuto a Luigi Zeno sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. Parliamo dalle tue interpretazioni più recenti: Leonardo di “Minerva – La Scuola” è un personaggio pieno di sfaccettature. Qual è stata la difficoltà più grande nell’interpretarlo?
«Leonardo è un ragazzo che, almeno all’inizio, lascia molte domande. La difficoltà più grande è stata raccontare quello che prova senza doverlo spiegare a parole. Ho cercato di lavorare molto sugli sguardi, sui silenzi e sui piccoli dettagli, perché spesso sono proprio quelli a raccontare davvero un personaggio. È un percorso di crescita importante e spero che il pubblico possa emozionarsi insieme a lui».

Luigi Zeno (Leonardo) in una scena di Minerva - La Scuola (Stagione 1 - Episodio 1) © Eduardo Castaldo per Netflix
Luigi Zeno (Leonardo) in una scena di Minerva – La Scuola (Stagione 1 – Episodio 1) © Eduardo Castaldo per Netflix

Quanto ti ha aiutato la tua formazione nell’affrontare un ruolo ambientato in un liceo militare?
«La formazione che ho ricevuto in questi anni è stata fondamentale. Mi ha insegnato disciplina, ascolto e rispetto del lavoro di squadra, qualità indispensabili anche sul set. Per interpretare un ragazzo che vive all’interno di un’accademia militare ho cercato di prepararmi sia fisicamente che mentalmente, entrando il più possibile nella quotidianità del personaggio. È stata un’esperienza intensa che mi ha fatto crescere molto, sia come attore sia come persona».

Hai dovuto rinunciare al Giffoni Film Festival perché impegnato sul set Rai. C’è un po’ di rammarico?
«Sicuramente sì. Giffoni è un festival speciale e sarebbe stato bellissimo vivere quel momento insieme al cast e al pubblico. Allo stesso tempo mi ritengo molto fortunato perché ero impegnato sul set di una nuova produzione destinata a Rai 1. È il lato più bello del mio lavoro: quando gli impegni si sovrappongono significa che stanno arrivando opportunità importanti. Per il momento non posso anticipare molto, ma posso dire che sarà un progetto di grande valore e non vedo l’ora di condividerlo con il pubblico quando sarà il momento».

Quanto è importante usare la propria visibilità per trasmettere valori?
«Credo che chi ha la possibilità di essere ascoltato abbia anche una responsabilità. Nel mio percorso ho avuto la fortuna di ricevere diversi riconoscimenti come Miglior Giovane Attore Italiano in vari festival cinematografici, oltre a importanti attestati al Senato della Repubblica Italiana e al Parlamento Europeo. Sono onori che mi rendono orgoglioso, ma che considero soprattutto uno stimolo a fare sempre meglio. Per questo ritengo fondamentale utilizzare la visibilità che il mio lavoro mi offre per sostenere cause importanti come la lotta al bullismo e la promozione dei valori del rispetto, dell’inclusione e della solidarietà. Se, attraverso il cinema e il mio esempio, riuscirò anche solo ad aiutare un ragazzo a sentirsi meno solo o a trovare il coraggio di reagire, allora avrò dato un senso ancora più grande al mio lavoro».

Cosa ti aspetti dall’uscita di Minerva – La Scuola su Netflix?
«Spero innanzitutto che il pubblico si appassioni alla storia e ai suoi personaggi. Minerva – La Scuola racconta molto più di un semplice liceo militare: parla di amicizia, crescita, sacrificio, coraggio e della ricerca della propria identità. Mi auguro che ogni ragazzo possa ritrovare una parte di sé in questa serie e comprendere che, anche nei momenti più difficili, è possibile crescere, cambiare e costruire il proprio futuro senza rinunciare ai propri valori. Questo è il messaggio che spero arrivi a chi ci seguirà. Non mi resta che darvi appuntamento al 22 settembre su Netflix: ci vediamo lì, insieme a Leonardo e a tutti i protagonisti di Minerva – La Scuola».

Minerva – La Scuola e Leonardo, il personaggio più enigmatico della serie

Leonardo arriva all’Accademia con certezze apparentemente granitiche, che un episodio improvviso mette in crisi. Da quel momento il personaggio intraprende un percorso di trasformazione che lo spettatore scopre progressivamente, episodio dopo episodio, senza spiegazioni dirette. Minerva – La Scuola è ambientata in un liceo militare di Napoli, tra sveglia all’alba, alzabandiera, divieto di cellulari, lezioni di tattica militare e scherma. Accanto ai giovani protagonisti, la serie racconta anche gli adulti — ufficiali e insegnanti civili — alle prese con le proprie fragilità.

In sintesi

  • Attore: Luigi Zeno
  • Personaggio: Leonardo
  • Serie: Minerva – La Scuola
  • Piattaforma: Netflix
  • Debutto: 22 settembre 2026
  • Anteprima: Giffoni Film Festival, 21 luglio 2026

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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