Anna Di Francisca e “La bolla delle acque matte”

Una nuova regia per Anna Di Francisca che ci parla de “La bolla delle acque matte”, un film importante per lei che segna un nuovo traguardo.

Gestione del Negozio - Banner

Un film importante per Anna Di Francisca, “La bolla delle acque matte”, un progetto che parla di rinascita, di vita, con una giusta dose di ironia e rispetto.

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Anna Di Francisca. Parliamo subito del tuo ultimo soggetto cinematografico, “La bolla delle acque matte”, del modo in cui ha preso forma. Cosa dire a riguardo?
«L’idea di questo film nasce da alcune chiacchierate realizzate con gli amici di Castelluccio di Norcia, il luogo in cui tutto è nato, si è sviluppato, dinanzi ad una tisana alla rosa canina. Si è parlato, all’epoca, di spopolamento, una realtà insita in molti borghi, e di terremoto, una batosta ulteriore che ha aggravato la situazione e reso tutto difficile. I giovani, come tante altre persone, hanno riscontrato una reale assenza di case, vista la distruzione del terremoto, e lo stesso pensiero, nonché dispiacere, si è verificato in me, che vivo tra Roma e l’Umbria. Ho voluto documentare tutto questo, come lo sciacallaggio del ‘momento’, l’essere migrante, raccontato nel film con un realismo magico misto a tanta speranza. Accogliere e integrare può risolvere tutto, o quasi. La ricostruzione delle case deve andare di pari passo con quella del tessuto sociale».

La presentazione si è verificata a Spoleto…
«Si, la presentazione si è tenuta a Spoleto e toccherà poi altre città, come l’Umbria e le Marche, con un cast al mio fianco di cui sono felicissima, costituito da Fausto Russo Alesi, Jaele Fo, Kel Giordano, Lucia Vasini e tanti altri. Felice, tra l’altro, di avere al mio fianco una distributrice agguerrita, Valentina Del Buono».

Quali consensi ti auguri di poter ottenere con questo progetto?
«Spero che questo film porti a riflettere sulla possibilità di poter empatizzare su chi è diverso da noi, accogliendo ogni buon proposito legato alla volontà di ricostruire qualcosa. Ho provato a regalare buone sensazioni anche attraverso la musica, anch’essa portatrice di un concetto. Mi piacerebbe anche che si uscisse con l’ultima frase del film in testa, una frase che tende a motivare, che non vi svelerò per non togliervi quel pizzico di curiosità…».

Cosa sta regalandoti questo percorso artistico?
«È un percorso artistico arduo, il mio, anche a causa del ‘semplice’ essere donna. Ho voluto raccontare una vera urgenza con dei maestri eccezionali a guidarmi, da Gianni Amelio a Giuseppe Bertolucci. Maestri capaci di insegnarmi l’importanza del racconto e del rapporto con l’attore. Le difficoltà in questo lavoro sono tante, così come lo sono le problematiche degli ultimi anni, ma continuo a pensare che ne valga la pena, motivo per cui lo affronto sempre con grande passione».

A tuo avviso cosa non è stato ancora raccontato?
«Difficile dirlo. In giro ci sono, per fortuna, film molto interessanti. Anche in Italia, negli ultimi tempi, stiamo allargando lo sguardo. Credo ci sia uno spiraglio di luce, in senso positivo. Dire cosa non è stato raccontato può sembrare, forse, ambizioso. Mi interessa, personalmente, un discorso sociale legato al cinema, alla nostra vita, che porta lo spettatore a riflettere su tante cose, in una direzione legata al sorriso. Parlo di sorriso perché il mio film affronta tematiche importanti proprio attraverso questa modalità, motivo per cui mi aspetto di poter affrontare tematiche forti, in futuro, sempre con un sorriso ‘pronto’».

Altri lavori di cui poterci parlare per il prossimo futuro?
«Sto preparando una storia che ha qualcosa di reale, perché raccontata, realizzabile entro il 2027, e legata al matriarcato. Non aggiungo altro per via del mio essere superstiziosa».

Che periodo stai vivendo?
«Porto con me le emozioni di un tour ancora da vivere in cui sarò accompagnata dalla Fo e da Alesi. Adoro l’idea di restare in sala, di guardare la proiezione, di conoscere le sensazioni che porterà nello spettatore. Può succedere di tutto, che il tuo film non venga capito, ad esempio, ma affronto ogni cosa con serenità e ringrazio la meravigliosa equipe che mi ha sostenuta».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

Potrebbe interessarti

Diletta Fosso

Diletta Fosso contro la violenza sulle donne

Diletta Fosso lancia il singolo Bruciate tutto contro la violenza sulle donne e il patriarcato, legato al progetto Solo perché mi dispiace.

Elvira Gigante

Elvira Gigante guarda… “Oltre il riflesso”

Intervista ad Elvira Gigante per il cortometraggio "Oltre il riflesso", presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma.

Greta Lamay al Memorial Nando Orfei 2026

Greta Lamay al Festival Internazionale del Circo 2026

La cantante Greta Lamay protagonista al Festival Internazionale del Circo - Memorial Nando Orfei con un'esibizione tra musica e acrobatica.

Matteo Faustini © ChaosLab

Matteo Faustini: nei brani gentilezza e resistenza

Matteo Faustini, la gentilezza come atto di resistenza: il nuovo umanesimo pop di un cantautore italiano da tenere d’occhio fino a Sanremo.

Seltsam

Seltsam: estate, spensieratezza e “Scandalo al sole”

Vi raccontiamo di Seltsam e di “Scandalo al sole”, l'autunno pensando all’estate come ultimo rifugio della spensieratezza nel suo singolo

Daniele Ronco

Daniele Ronco: teatro inteso come forza e cambiamento

Al Teatro Vittoria di Roma sarà di scena Daniele Ronco con lo spettacolo "La parabola discendente di un padre ambientalista".

Lascia un commento