Un modo per attendere il Natale, per raccontarsi situazioni e desideri, un punto di vista… ecco quanto si può leggere.
Come spesso si sente dire: E’ di nuovo Natale! Di seguito, delle mie personali riflessioni che per onestà intellettuale e da cronista, ho desiderio di lanciare in questo etere sconfinato.
Esserci per il Natale 2025 non è una cosa scontata, in giro per il Mondo o anche nel nostro circondario, ci sono persone che quest’opportunità (più o meno) condivisa, non l’hanno più.
Mai come quest’anno le polemiche sul Natale, le sue tradizioni, i suoi canti e le sue rappresentazioni, ha scatenato il web e non solo. Dai social più noti ai più popolari programmi tivù, il dibattito su: “Giù le mani dalle nostre tradizioni” si è levato quale coro unanime, con toni più o meno accesi stile petardi.
Comunque voi la pensiate, è un pensiero che va rispettato, come quello mio, anche se non lo si condivide. Questo si chiama non solo educazione, ma anche buonsenso e inclusività. Parole che non vanno usate solo quando qualcosa di personale ci tocca, ma sempre e comunque.
La vita non è eterna, lo dovremmo aver capito, e invece di perder tempo, fatica ed energie in odio e poi mascherarlo nelle circostanze dato il colorato e luminoso periodo.
Si è tanto chiacchierato sul togliere i canti di Natale, perché offenderebbero, quindi niente Gesù, niente musica che divulghi le tradizioni occidentali, adducendo a motivo che il nostro è uno Stato laico, e giù di inclusività.
Intanto se realmente ai rappresentanti della cultura e dell’istruzione, si lasciasse la libertà di divulgazione, si capirebbe che: Gli Articoli chiave che parlano di laicità sono quattro, ma descrivono un Principio di Laicità dello Stato intesa come “separazione degli ordini e l’imparzialità dello Stato riguardo a tutte le fedi.
L’art. 3, in cui si stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini, vietando discriminazioni di religione; l’art. 7, in cui Stato e Religione Cattolica, sono riconosciuti come indipendenti e sovrani nei rispettivi ordini; l’art. 8, che afferma che tutte le confessioni religiose sono egualmente libere di fronte alla legge, garantendo pluralismo e non discriminazione e infine l’art. 19, che garantisce a tutti il diritto di professare in modo libero la propria fede.
Come si potrebbe leggere, abbiamo degli articoli inclusivi, ma a quanto pare dalle pseudo polemiche anche per una festa come la nostra, che fonda radici nella cristianità, i discriminati sono coloro che sono già integrati nel tessuto socio culturale del nostro paese.
A fronte di quello che io, viaggiando anche in paesi di fede mussulmana, mi sono sentita dire nel loro paese, con le loro regole e i loro costumi che : ” Quando si è a Roma, bisogna comportarsi da romani”. Inoltre posso ben affermare che, diversi miei amici e conoscenze di altra fede, mi hanno spesso detto che a loro non dà affatto fastidio né il nostro credo né le nostre tradizioni.
Mi chiedo perché, un presepe in Italia darebbe fastidio e una moschea ad Istambul, a chi ci va per viverci o per turismo, deve andar bene?
L’inclusione deve essere reciproca e non unilaterale.
Io amo il Natale, come credo buona parte delle persone nel mondo, non per le vacanze, non per gli inutili regali e non per le cene e cenoni in cui spesso si è molto peggio dei personaggi del film Parenti Serpenti di Mario Monicelli, ma per ciò che affettivamente, emotivamente ed empaticamente esso mi trasmette.
Sono sensazioni, sono sorrisi, abbracci e parole sincere che provengono da un animo sincero, che a parole molto spesso fa difficoltà a dire, tutto il resto è un ” A te e famiglia” superfluo, superficiale e non richiesto.
Dovremmo coltivare amicizia, affetti sinceri, empatia e rinascita, invece di convenzionalità.
Qualunque credo voi abbiate, di qualunque fede voi siate o non siate, non definisce che siete belle, brutte, buone o cattive persone, bensì sono le azioni che fate in 365 giorni , accompagnate dagli atti concreti che si fanno costantemente, a parlare di noi e non in uno o due giorni in cui come diceva Totò, parafrasando le sue parole “Ognuno l’ha dà fa chesta creanza“.
Per cui, Buon Natale e Buona Rinascita
La Gazzetta dello Spettacolo Le notizie che fanno parlare!

