Bari ospita la proiezione di Velvet Wind: un cortometraggio girato con la collaborazione del movimento culturale Home of Art.
Bari ospita la proiezione di “Velvet Wind“: un cortometraggio girato con la collaborazione del movimento culturale Home of Art.
Velvet Wind è un cortometraggio musicale per risvegliare la coscienza collettiva: immagini e voci dai calanchi di Pisticci.
A Bari, nell’ambito delle manifestazioni organizzate dal movimento culturale Home of Art, sarà presentato “Velvet Wind – Il ritorno dell’anima”, cortometraggio musicale firmato dalla regista e attrice Anna Rita Del Piano, presidente dell’associazione “Camera con Vista” ETS.
L’opera nasce da un’idea di Pasquale Cafaro – autore di musica e testo, ideatore, interprete – e di Mary Esposto, coproduttori del progetto per “I Seguaci di Dioniso 3.0”.
Promossa da “Camera con Vista” ETS, l’opera è un mosaico di musica, parole e immagini simboliche, concepito per non dimenticare le vittime di guerre e violenze, e per invocare un ritorno alla fratellanza tra i popoli.
Un canto universale di speranza, dedicato a tutti i bambini del mondo vittime della guerra, con un’attenzione particolare a quelli di Gaza, che in questo momento pagano con l’infanzia ferita il prezzo del buio dell’indifferenza, vittime di conflitti mossi da interessi disumani.
Il videoclip ruota attorno all’immagine di un bambino, dal viso sporco e a piedi nudi, che trascina una tanica alla ricerca d’acqua, con un carrettino rudimentale, in un paesaggio arido e dalla terra spaccata dal sole, che ricorda la Palestina: quello dei calanchi di Pisticci. Un luogo impregnato di sofferenza, dolore e resilienza.
A queste scene si alternano immagini fortemente evocative e simboliche: il soldato che spara, l’anziano con la kefiah, osserva il bambino dal cuore buono e innocente, immaginandolo come custode del futuro della terra. Una ballerina che danza vicino al fuoco, ne trasforma il significato: da elemento distruttore a fuoco purificatore, portatore di luce nelle tenebre del mondo. I volti rappresentati sono reali e appartengono a etnie diverse, che unendosi, creano un cerchio umano per invocare la pace e la consapevolezza attraverso il canto, la danza e uno sguardo colmo di speranza verso un futuro di pace.
Nel silenzio del paesaggio, emerge una voce di tre interpreti: un “vento di velluto”, carezzevole ma potente, invoca il ritorno alla spiritualità che attraversa le anime per risvegliare la coscienza di chi ha dimenticato come amare. Un richiamo contro l’uso delle armi che non vanno usate, vanno buttate.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz


